​Lavori ordinari e come santificarli (XI): Babysitter

Susanna è sposata con Maurizio e hanno tre figli. Lavora come babysitter, e in questa testimonianza racconta di come il suo lavoro non sia un ripiego ma parte di una precisa scelta di vita professionale.

Opus Dei - ​Lavori ordinari e come santificarli (XI): Babysitter

Due lauree, vita nel centro di Milano, responsabile delle risorse umane e commerciale dell'azienda di moda di famiglia, viaggi in Giappone, negli Usa e oggi babysitter in un paesino della provincia di Bergamo. Sembrerebbe che la vita professionale di Susanna abbia subito una brusca virata. Ma non è così: “Quando io e Maurizio ci siamo sposati - racconta Susanna - abbiamo deciso di rimanere a Milano perché entrambi lavoravamo qui. Ma poi Maurizio ha avuto un’offerta di lavoro in un paesino di montagna e abbiamo colto al volo questo regalo della Provvidenza. La realtà metropolitana mi è sempre stata un po’ stretta, e quella era l’occasione per cambiare”.

Pochi mesi dopo l’arrivo della loro prima figlia, Susanna si è iscritta nuovamente all’università per laurearsi in scienze dell’educazione. In questo modo ha potuto iniziare a lavorare nell’ambito dell’educazione e del sostegno alle famiglie.

Susanna e suo marito Maurizio.

Susanna, che conosce l’Opus Dei grazie ai suoi genitori, ha alle spalle trent’anni di vocazione come soprannumeraria: “Ammetto che all’inizio la mia relazione con Dio era molto ingessata, un po’ troppo rituale. Ma il Signore si è servito di tante altre realtà della Chiesa per ammorbidirmi, e soprattutto dell’incontro con mio marito”.

il Signore si è servito di tante altre realtà della Chiesa per ammorbidirmi

Come tutte le persone dell’Opus Dei Susanna cerca di rendere il proprio lavoro e la vita famigliare preghiera. Ma quali sono i “trucchi del mestiere” per santificare il lavoro di babysitter? “Innanzitutto - spiega Susanna - prima di andare al lavoro, quando suono il campanello, raccomando a Gesù le persone che sono in quella casa. Stando con i bambini piccoli ci sono tante occasioni e tanti modi. Se sono in giro per il paese con un bimbo che dorme magari faccio orazione. I momenti di ritrovo con altre babysitter diventano spesso occasione di confidenza e di sostegno vicendevole”.

Susanna al lavoro come babysitter.

“In generale, - prosegue Susanna - anche quando sono in casa, cerco sempre di stare in quello che faccio, e per vivere meglio la presenza di Dio mi aiuto con alcuni tatuaggi che ho sul braccio e che riportano delle frasi per me molto significative come Nada te turbe (il titolo di una canzone della comunità Taizè con parole di santa Teresa d'Avila)”.

mi posso divertire anche leggendo una storia di Peppa Pig a un bambino di tre anni

Le circostanze provvidenziali non sono le uniche che hanno portato Susanna a spostarsi da una carriera professionale in azienda al babysitting: “Mi piace l’idea di prendermi cura non solo di un bambino ma di tutta la sua famiglia. Questo è quello che ci saremmo aspettati per i nostri figli da una babysitter. Io non mi pongo solo come babysitter, faccio anche il lavoro di una collaboratrice famigliare. Diciamo che la mia passione è fare quello che in passato faceva la governante, una figura professionale che adesso è praticamente scomparsa”.

“Per me la sfida, a volte, - conclude Susanna - è quella di adeguarmi al ritmo lento dei bambini, e ricordarmi che mi posso divertire anche leggendo una storia di Peppa Pig a un bambino di tre anni”.