“Com’è possibile che sia gratis?” | Il doposcuola ELIS, a distanza

Nato tre anni fa, il “Doposcuola Elis - All Stars After School” è un progetto aperto a tutti con una particolare attenzione ai ragazzi che vivono in situazioni economiche o sociali svantaggiate. Due dei tutor formativi del doposcuola raccontano le sfide affrontate insieme ai ragazzi durante il lockdown.

Opus Dei - “Com’è possibile che sia gratis?” | Il doposcuola ELIS, a distanza

Il doposcuola ELIS - “All Stars After School” accoglie, ordinariamente, quarantacinque ragazzi ogni giorno. Sono adolescenti delle periferie est di Roma, una parte di essi è composta da studenti del Centro di Formazione Professionale ELIS. Alcuni altri, a prescindere dalla loro provenienza rispetto al territorio, sono persone minorenni ammesse alla prova dal Tribunale per i Minorenni di Roma.

In questa intervista Marco Castrovillari e Rossana Besi, tutor formativi del doposcuola ELIS, raccontano quali sono state le opportunità che si sono presentate per i ragazzi durante il periodo di quarantena.


Qual è stata la vostra reazione, in quanto persone responsabili della formazione dei ragazzi, alla notizia del lockdown?

Pierluigi Bartolomei, ideatore del doposcuola ELIS, ha deciso che per il bene dei ragazzi fosse necessario creare immediatamente un doposcuola non in presenza.

Ci sono voluti tre giorni - a decorrere dalla notizia dell’inizio della quarantena - per realizzare un doposcuola online. Contrariamente a quanto si pensi, non è stato difficile per i ragazzi adattarsi a questa modalità: hanno un rapporto privilegiato con l’online e insieme abbiamo potuto sfruttare a loro vantaggio il tanto demonizzato internet.

La nostra linea guida è stata
fare diversamente ma fare meglio quello che facevamo prima della quarantena. Soprattutto, abbiamo continuato sulla scia di uno dei canoni ispiratori di san
Josemaría Escrivá: (…) non mantenete le distanze nei confronti dei ragazzi. Cercate di andare loro incontro, a metà strada, perché percorrano volontariamente l’altra metà (…).[1]

La nostra linea guida è stata fare diversamente ma fare meglio quello che facevamo prima della quarantena

I ragazzi hanno accolto con entusiasmo la possibilità di cimentarsi in attività che avrebbero riempito di contenuti i pomeriggi chiamati da loro stessi “pomeriggi da reclusi”. Il lockdown ha permesso di conoscere meglio i giovani e creare dei legami più saldi anche con le loro famiglie, dimostratesi molto grate per questo servizio offerto da ELIS.

Quali sono state le vostre preoccupazioni principali per i ragazzi, che si sono ritrovati a dover vivere così tanto tempo nello stesso ambiente?

La nostra apprensione principale è stata quella di spiegare ai ragazzi - in base ai dati aggiornati forniti dalle istituzioni - cosa stesse succedendo nel mondo. Il motivo è semplice: l’iniziale senso di gaiezza dovuto alla chiusura delle scuole, in una fase intermedia della quarantena avrebbe potuto cedere il passo all’angoscia.

Abbiamo fatto del nostro meglio per precedere il senso di angoscia

Quest’ultima, infatti, può subentrare quando non si comprende da dove viene un pericolo. Abbiamo fatto del nostro meglio per precedere questa eventualità: settimanalmente abbiamo tenuto dei webinar informali in cui abbiamo cercato di rispondere alle loro domande, veicolando le risposte su approdi che dessero speranza e sicurezza.

Come avete proseguito la formazione personale dei ragazzi?

Abbiamo preparato delle chiamate video one-to-one, personalizzate. Nella maggior parte dei casi, si tratta di ragazzi minorenni, per cui occorreva avvisare le famiglie circa la possibilità di poter continuare non in presenza le attività di doposcuola, approfittando della tecnologia: le risposte, sono state positive.

Dopo aver stilato un calendario, abbiamo suddiviso le video-call personalizzate in base alle attività più utili al ragazzo di riferimento. Per quanto riguarda gli studenti del Centro di Formazione Professionale ELIS che frequentano anche il doposcuola, è stato fondamentale continuare il rapporto di reciproco scambio di informazioni e consigli ricevuti dai formatori: infatti, siamo loro molto grati. Inoltre abbiamo proposto dei momenti di lettura collettiva.

Come funzionano queste riunioni di lettura? Che libri avete letto ai ragazzi?

Il tutor legge un massimo di venti righe di un libro e i ragazzi partecipanti dicono loro sul tema principale della lettura, con l’obbligo di giustificare le loro idee a riguardo.

Abbiamo letto degli estratti da libri che potessero arricchire i frequentanti del doposcuola. Letture che potessero mettere l’accento sul discorso della fiducia, responsabilità e delle virtù.

se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata (William H. McRaven)

Un libro dal quale abbiamo estratto delle letture è “Fatti il Letto” di William H. McRaven. Ha avuto un discreto successo tra i ragazzi: “se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata. Questo vi darà una sensazione di orgoglio e vi incoraggerà a concludere un altro piccolo compito, e poi un altro ancora”. Farsi bene il letto, rimarca la consapevolezza che nella vita le piccole cose, fatte bene, contano. Se i ragazzi non sanno dare importanza al fare bene le piccole cose, non ne faranno mai di grandi.

Siete riusciti a parlare anche con i genitori? Come hanno vissuto questo tempo le famiglie dei ragazzi?

Nonostante la distanza abbiamo cercato di a mantenere lo stesso ambiente di famiglia con i ragazzi. I genitori sono stati costantemente tenuti al corrente sui programmi delle attività pomeridiane con i loro figli. Inoltre per alcuni ragazzi abbiamo preparato dei veri e propri tutorial online su come essere di maggiore aiuto in famiglia durante il lockdown: come rifarsi il letto, come piegare le magliette, come aiutare nella pulizie di casa (anche soltanto lasciando in ordine le cose), come non ingaggiare litigi con i fratelli, chiamare i nonni e gli zii per sentire come stanno … .

Più di una volta i genitori dei ragazzi ci hanno chiesto come fosse possibile che un servizio alle famiglie di questo tipo venisse offerto gratuitamente. Credo che la risposta risieda nella vocazione e nel carisma proprio del Centro ELIS.

Attualmente com’è la situazione? Cosa è cambiato per i ragazzi dopo il lockdown?

I ragazzi stanno pian piano percependo un rientro delle condizioni in stato di normalità. L’atmosfera, sembra essersi alleggerita, ma li invitiamo costantemente a tenere comportamenti ispirati a criteri di prudenza: soprattutto adesso che, potenzialmente, possono uscire e incontrarsi con degli amici. Le attività del doposcuola, continueranno online sino a quando non riceveremo diverse direttive.



[1] Parte della risposta che san Josemaría Escrivá diede a un insegnante spagnolo in un incontro pubblico del 21 novembre 1972 presso la scuola Viaró di Barcellona. «Prepara bene lezioni e sii leale con i tuoi alunni, di modo che, a poco a poco, diventino tuoi amici. Infine, non mantenete le distanze nei confronti dei ragazzi. Cerca di andare loro incontro, a metà strada, perché percorrano volontariamente l’altra metà. Così li andrai conoscendo a fondo». (Focolari luminosi e lieti. AGP, Biblioteca, P11, p. 131).