Santa Maria della Pace, Chiesa Prelatizia dell'Opus Dei

"Più che di una chiesa in senso lato si potrebbe parlare di un insieme di luoghi sacri distribuiti su più livelli, quasi a formare un percorso di fede che termina idealmente con la cappella del Santissimo Sacramento", ha scritto Massimo Alemanno, nel suo libro "Le Chiese di Roma Moderna"

Bibliografia e saggi

"A dire il vero più che di una chiesa in senso lato si potrebbe parlare di un insieme di luoghi sacri distribuiti su più livelli, quasi a formare un percorso di fede che termina idealmente con la cappella del Santissimo Sacramento", ha scritto Massimo Alemanno, nel suo libro Le Chiese di Roma Moderna

Santa Maria della Pace

Viale Bruno Buozzi, 75

È la chiesa prelatizia dell'Opus Dei e si trova all'interno della sede romana dell'Opera, nel cuore stesso del quartiere Pinciano.

Totalmente inserita nell'edificio essa non è identificabile dall'esterno e quindi viene spesso considerata una cappella, anche se le dimensioni, la distribuzione interna, l'articolazione degli spazi e non ultima l'importanza, la qualificano senz'altro come una chiesa, peraltro aperta al pubblico per il culto.

Un percorso di fede

La chiesa non ha accessi dall'esterno e non fruisce di un'illuminazione naturale diretta e deve quindi far ricorso alla luce artificiale, fatto questo che le conferisce senz'altro un carattere atipico.

A dire il vero più che di una chiesa in senso lato si potrebbe parlare di un insieme di luoghi sacri distribuiti su più livelli, quasi a formare un percorso di fede che termina idealmente con la cappella del Santissimo Sacramento.

Al tempio principale, che è distribuito su due livelli e che ha l'accesso al piano primo sotto il livello stradale (a circa cinque metri da dove si trova l'ingresso per intenderci), ne segue uno intermedio con una cappella dedicata alla Dormizione di Maria a cui segue la cripta vera e propria di ispirazione altomedievale e poi, dopo un corridoio con ai lati dei confessionali, la cappella del Santissimo Sacramento che conclude, per così dire, l'insieme.

L'impressione generale che si ricava visitando questa successione di ambienti sacri è quella di compiere quasi un percorso metaforico che parte dalla vita terrena rappresentata dalla chiesa principale per arrivare alla vita eterna, simboleggiata dalla cappella del Santissimo Sacramento, passando inevitabilmente attraverso la morte corporale (rappresentata dalla cripta) dalla quale tuttavia resta fuori Maria (che non a caso si troverebbe nella cappella al di sopra della cripta).

Laus Deo

Se questo fosse nelle intenzioni del progettista e più in generale dell'ideatore della chiesa non è dato saperlo, ma un fatto certo è che tutti gli ambienti sono pervasi da richiami storici e simbolismi religiosi in una concentrazione che ha del sorprendente.

Ed, in effetti, non si può non rimanere sorpresi dalla magnificenza degli ambienti una volta varcata la soglia sopra la quale campeggia la data del28 novembre 1982 (quando cioè l'Opus Dei divenne prelatura personale) a cui segue la scritta "Laus Deo".

Fin dal 1959 anno in cui fu inaugurata la chiesa, il fondatore Josemaría Escrivá prescrisse che lì sarebbe stata riportata la data della figura giuridica definitiva.

Veduta della navata della Chiesa

Un giovane architetto, Jesús Álvarez Gazapo

La chiesa fu infatti costruita tra il 1954 ed il 1959 su progetto del giovane architetto Jesús Álvarez Gazapo, allora solo trentenne, e fu inaugurata la notte del 31 dicembre di quello stesso anno.

L'ispirazione dichiarata è quella delle basiliche paleocristiane con grande uso di marmi policromi, secondo l'indicazione del fondatore che vedeva nella ricchezza della chiesa un segno di rispetto verso la santità di Dio e che proprio in quanto tale doveva ben distinguersi dagli altri ambienti.

La chiesa è costituita da un'unica navata con la zona presbiterale rialzata dove si trova il grande altare, in cui sono custodite le spoglie di San Josemaría Escrivá de Balaguer.

Sopra a questo il baldacchino marmoreo policromo ispirato ad una costruzione denominata "cuatropostes" che si trova nella salita di Avila, ma che rimanda sempre alla tradizione paleocristiana.

Imagine della Madonna Santa Maria della Pace

L’immagine della Madonna

E sempre della medesima ispirazione la cattedra in marmo bianco posta nell'abside alle cui spalle si trova il quadro che raffigura Maria Regina della Pace a cui il Santo era molto devoto ed a cui è appunto dedicata la chiesa.

Il quadro su lamina di ottone, opera del pittore Manolo Caballero che risale al 1959, è noto per il fatto che fu modificato dall'autore proprio su indicazione del Santo che volle raffigurato il Bambino seduto rispetto all'impostazione originale che lo vedeva in piedi.

Il catino absidale è rivestito in mosaici dorati con al centro l'immagine della Madonna circondata dagli Apostoli, mentre sopra il sigillo dell'Opus Dei è al centro di un volo di angeli, allegoria della fondazione dell'opera che avvenne il 2 ottobre 1928, festa appunto degli angeli custodi.

Altra particolarità di questo mosaico è la presenza accanto agli apostoli delle sante donne Marta e Maria.

La linea voluta da San Josemaría Escrivá de Balaguer, di una quotidianità consacrata al servizio di Dio ma con letizia e senza costrizioni, è ulteriormente rimarcata con la presenza in una piccola cripta a sé stante sotto l'altare maggiore delle reliquie dei Santi Giocondiano e Felicita, i cui nomi implicitamente richiamano questo concetto.

La Cripta

Di ben altro tenore è la piccola cappella intermedia dove si trova la statua lignea della Dormizione di Maria opera di Ortega Brù.

Una volta a botte ribassata mostra dei tondi dipinti con scene della vita della Vergine.

Scendendo ancora, si arriva alla cripta che abbiamo detto richiamare uno spirito medievale con le pareti rivestite di pietra finemente intagliata con scene allegoriche.

Prima dell'ingresso due rappresentazioni della Trinità, una più figurativa ed una più astratta.

La tomba del Beato Álvaro del Portillo

Al centro della stanza la tomba di Mons. Álvaro del Portillo, primo successore di San Josemaría alla guida dell'Opus Dei, beatificato a madrid il 27 settembre 2014.

Di fronte una piccola cappella funeraria ove sono riposte le spoglie della sorella del fondatore, affettuosamente conosciuta come "zia" Carmen per la vicinanza (ma non l'appartenenza) all'Opera.

Pala d'altare della Cappella del Santissimo Sacramento

La cappella del Santissimo Sacramento

Chiude questo viaggio affascinante in uno dei luoghi sacri che forse stimolano di più l'immaginario collettivo, la cappella del Santissimo Sacramento, architettonicamente un ibrido tra la chiesa superiore e la cripta, dove l'altare è separato dal resto della sala da una cancellata dorata in cima a una rampa di gradini, che probabilmente simboleggia quell'elevazione a cui accennavamo in precedenza.

La sensazione che si ha, visitando questo complesso, è quella di una grande serenità e di una spiritualità vissuta certamente in maniera molto raccolta e riservata che tuttavia non prescinde la consapevolezza di trovarsi in un luogo carico di significati simbolici.

Un insieme suggestivo

Molto spesso si tratta di oggetti che furono importanti nella vita del Santo, come per esempio il grande fonte battesimale dove fu battezzato, donato dalla Diocesi di Barbastro, o la Rosa de Rialp, il "segno" che secondo la storia ebbe San Josemaría prima di varcare i Pirenei.

Come abbiamo detto stiamo parlando di una chiesa particolare che, pur essendo aperta al pubblico, è nata per assolvere soprattutto le funzioni di chiesa prelatizia di un'Istituzione eccezionale che attraverso la cooperazione anche di laici propone un modo assolutamente nuovo di vivere la propria fede attraverso l'impegno nella vita di tutti i giorni.

Questa chiarezza di intenti e questa linearità non potevano non riflettersi nell'aspetto architettonico, risultato dell'aggregazione di singole ispirazioni che riescono tuttavia a fondersi in un insieme assolutamente suggestivo, come sicuramente nelle intenzioni di San Josemaría che a questo tempio dedicò amore e passione.

Massimo Alemanno, Le Chiese di Roma Moderna, Volume IV, Armando Editore

Scarica il foglietto illustrativo con la mappa per arrivare alla chiesa