«Per la prima volta nella mia vita, vedrò il Papa»

Raphaël ha 23 anni. È stato battezzato a Pasqua di quest’anno e, tra pochi giorni, vedrà il Papa per la prima volta, nel suo Paese, la Francia. Tra questi due momenti: dubbi, un viaggio a Roma e, soprattutto, amicizie.

Raphaël non è cresciuto in una famiglia praticante: i suoi genitori gli avevano lasciato la libertà di chiedere o meno il Battesimo una volta diventato adulto e, per molto tempo, non si era mai posto la questione. Finché, nel 2022, è andato a Roma. «Sono entrato nella basilica di San Pietro e ho capito che il Signore era lì e mi aspettava». Qualcosa si è aperto dentro di lui. Ha cominciato a porsi domande su Dio, sulla fede, sulla religione. E quelle domande hanno continuato a moltiplicarsi.

Un’amicizia che apre porte

Due anni dopo, un amico gli ha permesso di proseguire quel cammino. Da studente, in un’associazione universitaria ha conosciuto un ragazzo che frequenta Garnelles, un centro dell’Opus Dei, a Parigi, e ha iniziato ad andarci poco alla volta. Raphaël ha scoperto prima una sala studio, poi l’oratorio, le meditazioni, i ritiri mensili e, un giorno, un corso di ritiro spirituale di più giorni.

In questi anni ha conosciuto persone con cui poter parlare liberamente di tutte le domande che si portava dentro. «Ero nuovo nella fede, quindi mi facevo domande su tutto: i testi, i comandamenti, la morale cristiana... Ho avuto la fortuna di incontrare persone che potevano aiutarmi a trovare delle risposte».

Raphaël non vuole soltanto scoprire la fede: vuole comprenderla. Mentre segue il catecumenato nella parrocchia di Saint-Dominique, legge il Catechismo, parla con i sacerdoti che incontra, chiarisce i propri dubbi e scopre le vite dei santi. È particolarmente affascinato dai comandamenti, perché vi trova risposte concrete per la propria vita. Ma, guardando indietro, insiste soprattutto sulla dimensione umana della fede: a Garnelles ha capito che ciascuno può arrivare alla Chiesa con la propria storia, i propri dubbi e, a volte, dopo aver percorso una strada molto lontana dalla fede.

Una generazione in cerca di punti di riferimento

Raphaël lo vede oggi anche tra i suoi amici: alcuni non sono credenti, altri stanno cominciando a porsi delle domande. Cerca di offrire loro ciò che lui stesso ha ricevuto: amicizia, tempo e la possibilità di fare domande senza sentirsi giudicati. È convinto che, in un mondo che cambia molto rapidamente, tanti giovani — anche quelli lontani dalla fede — cerchino oggi «basi solide» a cui aggrapparsi, qualcosa che non cambi al mutare del mondo e su cui poter costruire la propria vita.

Di san Josemaría lo hanno colpito in particolare alcune espressioni: l’invito a essere fermo, deciso, a non essere «tiepido». «Mi sembra che sia qualcosa che, per un ragazzo giovane, dice moltissimo». Raphaël, tuttavia, non immagina che il percorso debba essere uguale per tutti: ciascuno procede con i propri tempi e può sentirsi toccato da un aspetto diverso della fede. La formazione è importante, ma deve essere alimentata da un incontro personale con Dio.

Il Battesimo, «l’inizio di tutto»

Nel settembre 2025 Raphaël si è iscritto al catecumenato di Saint-Dominique. Qualche mese dopo, a Pasqua 2026, ha ricevuto il Battesimo. Durante la preparazione ha sentito ripetere più volte una frase che lo ha colpito: non considerare il Battesimo come un punto di arrivo. «Dopo un anno e mezzo di preparazione, uno potrebbe pensare: ecco, sono battezzato, ce l’ho fatta. Ma, in realtà, è l’inizio di tutto».

Da allora, dice di avere «l’impressione di vivere la propria vita molto più intensamente»: la fede gli offre un modo diverso di affrontare i momenti difficili, aiutandolo a prendere le distanze invece di lasciarsi assorbire dalle preoccupazioni. E la vive anche nelle piccole cose di ogni giorno. Quando quest’estate ha consegnato la tesi di fine master in storia dell’arte, il suo primo impulso è stato andare a Messa per ringraziare: «Per me era importante ringraziare Dio per il cammino fatto durante quest’anno».

«Leone XIV sarà il mio Papa»

Solo pochi mesi dopo il suo Battesimo, una notizia ha reso quest’anno ancora più speciale: Leone XIV sarebbe venuto in Francia. Per Raphaël è una prospettiva che lo emoziona: «Sarà la prima volta nella mia vita che vedrò il Papa, il successore di Pietro». Inoltre, è il primo Papa della sua vita da battezzato. «Mi sono detto: sarà il mio Papa. È il Papa che mi accompagnerà nei miei vent’anni, nei miei trent’anni...».

Raphaël spera che questa visita riesca ad andare oltre gli ambienti cattolici: anche alcuni suoi amici non credenti, infatti, hanno deciso di andare a vedere il Papa. E se la sua presenza portasse qualche giovane a porsi delle domande? Per Raphaël sarebbe già molto: sa per esperienza che cosa può nascere da una domanda alla quale si decide di lasciare spazio. Anche il suo cammino verso il Battesimo è cominciato così: con domande, incontri e amicizie.

Non mettersi barriere

A chi oggi guarda alla fede cristiana da lontano, Raphaël darebbe un consiglio semplice: non mettersi troppo presto delle barriere. «Non bisogna mai dirsi: questo non fa per me. Bisogna prendersi il proprio tempo». Perché ciascuno entra da una porta diversa: il silenzio, la Messa, un incontro, una domanda, un’amicizia... E perché, come lui stesso ha scoperto in questi quattro anni, «scoprire Gesù significa anche scoprire se stessi».