Matteo Olivieri, prete e rugbista, dal concorso di magistrato al sacerdozio

Don Matteo Olivieri ha passato molti anni a studiare per diventare magistrato affiancando a questo progetto la carriera di rugbista professionista. In questa testimonianza racconta come il Signore gli ha fatto capire che la sua strada poteva essere quella del sacerdozio.

Opus Dei - Matteo Olivieri, prete e rugbista, dal concorso di magistrato al sacerdozio

Un ragazzo cammina per le strade del centro di Roma ma non riesce ad apprezzare la bellezza dei monumenti rinascimentali o delle chiese millenarie. Matteo deve decidere cosa fare della sua vita: consegnare la prova scritta per il concorso di magistrato, suo obiettivo di tanti anni di studi e sacrifici, oppure lasciar perdere e andare in fondo a quello che gli sembra che il Signore gli stia chiedendo.

Entra, senza nemmeno sapere bene dove si trova, dentro una porta, la porta di una chiesa molto famosa. Sarà proprio ciò che troverà lì dentro a rispondere al suo “dilemma”. Ma facciamo un passo indietro.

Un viaggio inaspettato: la GMG di Toronto

Nato nel 1987, da papà medico e mamma imprenditrice, Matteo ha un fratello e una sorella. Nell’estate del secondo anno di liceo classico voleva fare un’esperienza di vacanza studio all’estero che alla fine si trasformò nella partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Toronto insieme a un gruppo di ragazzi e tutor di un centro dell’Opus Dei di Verona. “Dopo quell’esperienza” racconta Matteo “iniziai a frequentare un centro dell’Opus Dei dove avevo ormai tanti amici, e a prendere parte alle attività di formazione cristiana che lì venivano offerte. Mi accorsi che nella chiesa è possibile ricevere tanti tipi di chiamata, come per esempio quella al celibato apostolico dei numerari, che prima di quel momento non avevo mai considerato”.

"Mi accorsi che nella chiesa è possibile ricevere tanti tipi di chiamata"

Durante gli anni del liceo Matteo inizia a giocare a rugby, sport che gli riusciva in maniera “naturale” anche grazie alla sua stazza imponente, e in questo sport arriverà a giocare anche come professionista. Crescendo e approfondendo la sua vita cristiana Matteo inizia anche a capire quale potrebbe essere la sua vocazione professionale, il suo percorso nel mondo: “Avevo capito che si trattava di mettere le proprie scelte davanti al Signore, di scegliere con lui. - prosegue Matteo - Scelsi giurisprudenza perché avevo e ho un’idea di giustizia molto radicata e mi sentivo abbastanza lanciato da tentare il concorso in magistratura quando ne avessi avuto l’occasione”.

Per prepararsi al concorso da magistrato, dopo la laurea in giurisprudenza, Matteo frequenta una scuola di professioni legali e inizia a praticare l’avvocatura presso lo studio di un amico di famiglia.

Don Matteo Olivieri nella sua prima Santa Messa da sacerdote

"mi sentivo abbastanza lanciato da tentare il concorso in magistratura quando ne avessi avuto l’occasione"

Un vangelo d’autunno

“Nel 2013 andai a giocare a rugby in una squadra francese, un desiderio che avevo sempre avuto. Si stava avvicinando il concorso di magistratura, per cui ero molto preso tra sport e studio”. Ma qualcosa nella vita di Matteo, così piena di buoni orizzonti, non tornava.

“Una mattina di autunno - continua Matteo - lessi un versetto del vangelo di Matteo che mi colpì moltissimo: Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? (Mt 16,26). Capii che, per quanto fossero buoni, tutti questi progetti non mi avrebbero dato la gioia che cercavo. In quel momento trovai nel mio cuore la chiamata a diventare sacerdote. Telefonai a don Giovanni, un mio amico sacerdote che avevo conosciuto in un centro dell’Opus Dei di Verona, e lui mi consigliò innanzitutto di continuare il percorso di studi e il lavoro da rugbista, e di iniziare a pregare con più insistenza per capire se il sacerdoziosarebbe potuto essere la mia strada”.

La vocazione di don Matteo

Qualche mese dopo Matteo si ritrova a Roma e non sa se consegnare la prova scritta per il concorso di magistratura. O meglio, adesso che è entrato in una chiesa praticamente senza pensarci, sa bene cosa farà: davanti a lui vede “La vocazione di san Matteo” del Caravaggio, si trova infatti dentro san Luigi dei Francesi. Ha deciso: entrerà nell’anno propedeutico in seminario.

La vocazione di san Matteo, Caravaggio, 1599-1600

Sette anni dopo, il 22 maggio del 2021, Matteo è stato ordinato sacerdote e oggi è vicario parrocchiale delle chiese di Gesù Buon Pastore e San Giovanni Battista nel paese di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona.

mi porto nel cuore l’immagine dell’asinello di nòria, utilizzata spesso da san Josemaría

“Nella mia vocazione da sacerdote mi porto nel cuore l’immagine dell’asinello di nòria, che veniva utilizzata da san Josemaría per spiegare la perseveranza e la fede nel Signore: fidarsi di Dio facendo girare questa “ruota” che è la vita interiore. Per me significa fare qualcosa anche se i frutti rimarranno nascosti. Qui ho trovato delle persone che ti vogliono bene ancora prima di conoscerti, mi hanno dato molto credito e cerco di ricambiare questo affetto con il mio lavoro di sacerdote”.

Benedetta perseveranza dell'asinello di nòria! —Sempre allo stesso passo. Sempre gli stessi giri. —Un giorno dopo l'altro: tutti uguali. Senza di ciò, non vi sarebbe maturità nei frutti, né freschezza nell'orto, non avrebbe aromi il giardino. Porta questo pensiero alla tua vita interiore ( san Josemaría, Cammino, n. 998).