Il business può essere una cosa santa, ma ci sono imprese che possono valorizzare gli ultimi, i più poveri, quelli che molti considerano “parte del problema”?
Questa domanda guida la ricerca umana, e non solo accademica, di Luca Mongelli, professore di Economia e gestione delle imprese presso l’Università degli Studi dell’Aquila e Responsabile scientifico del centro di ricerca Market Culture and Ethics (MCE), della Pontificia Università della Santa Croce.
Il colpo di fulmine: dall’innovazione tecnologica all’innovazione sociale
La carriera accademica di Luca inizia come giovane dottorando facendo ricerca sui temi di innovazione tecnologica delle imprese presso la Business School della LUISS: «Ho avuto la possibilità di studiare a Stoccolma e a New York. Studiavo come le imprese reagiscono alle continue rivoluzioni tecnologiche attraverso la tecnologia e nuovi brevetti».
Dopo le esperienze all’estero, tornato in Italia, Luca conosce Luciana Delle Donne, fondatrice di Made in Carcere, iniziativa che, all’interno del carcere di Lecce, offre alle detenute la possibilità di formarsi professionalmente. «Prima di “Made In Carcere” - spiega Luca - circa il 70% delle detenute tornava a delinquere una volta uscite. Adesso la percentuale è vicina allo 0: le persone reinserite in società rinascono, perché sono state valorizzate e la loro dignità è stata riconosciuta. Ecco la folgorazione: si può fare impresa con gli ultimi». Luca inizia una nuova carriera accademica, e su questi temi vince una Marie Curie, un finanziamento per la ricerca di grande prestigio, che lo porta allo IESE Business School di Barcellona per quattro anni.

Dalla teoria alla pratica: Ridaje
In che modo l’agire dell’impresa può generare impatto sulla persona? È possibile immaginare nuovi modelli di business capaci di favorire una prospettiva di ecologia e sviluppo integrale ? Per più di quattro anni dall’incontro con Made in Carcere Luca ha continuato a studiare la capacità di diversi modelli economici di generare impatto sulla persona, focalizzandosi sui soggetti a cui viene offerto un lavoro in contesti di estrema emarginazione, come il carcere[1]. «Ma mi sono scontrato con un limite - riconosce Luca -: l’impostazione accademica. Fino al giorno in cui sentì una storia che mi sembrava impossibile: la storia di Pedius, un servizio di telefonia per persone sorde. A raccontarmela fu Lorenzo Di Ciaccio, il fondatore di questa azienda che già anni fa utilizzava tecnologie di deep learning che oggi sono sulla bocca di tutti con il nome di “intelligenza artificiale” ».
Entrambi romani, Lorenzo e Luca si limitano a guardare la propria città, domandandosi: come possiamo rispondere in modo creativo a quello che chiede la realtà che ci circonda, il nostro “mercato”, la nostra città? La risposta è sotto i pini di Roma, ma non solo: in tutte le aree verdi della Capitale. «Applicando lo schema di Made in Carcere abbiamo ideato Ridaje: chi meglio delle persone che vivono letteralmente nei parchi possono prendersene cura?». La finalità di Ridaje è semplice: formare persone emarginate per farle diventare giardinieri professionisti, al servizio di comunità di quartiere o imprese: «Questo tipo di impresa - commenta Luca - porta le persone ad avere identità, a poter dire guardando le proprie opere: ho fatto una cosa buona, bella e che mi fa guadagnare uno stipendio».
Market Culture and Ethics: che cos’è oggi MCE?
«Da circa 10 anni Luca collabora con MCE, il centro di ricerca della Pontificia Università della Santa Croce che si occupa di approfondire, attraverso le proprie linee di ricerca, come il magistero della Chiesa si possa tradurre nell’economia contemporanea. Quando il professore don Martin Schlag, ideatore di MCE, mi chiamò a collaborare, mi ritrovai in un contesto singolare e sorprendente: un centro di ricerca dentro un’Università Pontificia che oggi ha la vocazione di “spiegare” economia e business a chi si occupa di governare la Chiesa incarnata nel mondo nelle sue diverse forme». Per fare questo, MCE organizza, tra le altre cose, incontri di formazione su trasparenza e responsabilità per chi amministra realtà ecclesiastiche.
Aprirsi al mondo delle imprese “classiche”: l’evento dell’11 maggio 2026
La ricerca, per essere efficace, deve uscire dai libri. «Per questo - spiega Luca - abbiamo organizzato Empowering the Marginalized in Complex Worlds, un incontro che coinvolge anche imprenditori di realtà tipicamente “for-profit”, per condividere con loro la nostra visione, che poi è sostanzialmente la visione della Dottrina Sociale della Chiesa: il giusto profitto è benedetto, ma l’imprenditore che vede una sfida e prova a risolverla fa molto di più, sta compiendo un atto di amore nei confronti di colui che beneficierà di tale soluzione. E da qui la sfida: quante persone si possono riabilitare, affrontando creativamente le criticità offerte dalle situazioni di emarginazione sociale?

Queste suggestioni, che tra qualche giorno condivideremo con il mondo del corporate e delle istituzioni politiche, sono richiamate con grande frequenza da papa Leone XIV, che nel suo recente viaggio in Africa ha detto: “Molti desideri della gente sono frustrati dai violenti, sfruttati dai prepotenti e ingannati dalla ricchezza. Quando l’ingiustizia corrompe i cuori, il pane di tutti diventa possesso di pochi”».
Non chiudere gli occhi
«Da un agente della polizia penitenziaria - conclude Luca - ho imparato che non è possibile prescindere dalla libera volontà della persona: se non c’è il desiderio di puntare a qualcosa di più bello, non potrai tirare fuori nulla. Non c’è amore creativo senza libertà. Ma dobbiamo stare attenti: non c’è una soluzione unica a tutti i problemi: i poveri, gli emarginati, possono esserlo in forme anche molto diverse tra loro. Ogni modello economico è diverso, ogni persona esprime valori e fragilità propri. L’importante è non distaccarsi dalla realtà, che è l’unico spartito che ci è stato donato e nel quale le persone possono esprimere pienamente la propria identità. Per questo mi piace molto la frase che in MCE usiamo come “motto”:
Fede, allegria, ottimismo. Però, non la stoltezza di chiudere gli occhi di fronte alla realtà[2]».
Lunedì 11 maggio 2026 alle ore 15, nell’aula magna Giovanni Paolo II della Pontificia Università della Santa Croce, si terrà l’evento Empowering the Marginalized in Complex Worlds.
Qui tutte le informazioni.
[1] I risultati di questi studi sono confluiti nel volume di Luca Mongelli e Francesco Rullani: Empowering the marginalized. Il ruolo delle imprese ibride ad impatto sociale, Giappichelli, 2024. Il libro è scaricabile gratuitamente in PDF.
[2] San Josemaría, Cammino, punto numero 40.
