Vivere la gioia dell’amore in famiglia (II): Lo smartworking

Lo smartworking facilita la vita famigliare? La risposta non è così semplice. In occasione dell’anno “Famiglia Amoris Laetitia”, proponiamo una serie di testimonianze di famiglie che vivono le sfide di ogni giorno in una prospettiva cristiana.

Opus Dei - Vivere la gioia dell’amore in famiglia (II): Lo smartworking

Conciliare il tempo in famiglia con quello lavorativo non è mai semplice: i ritmi di tanti lavori di oggi sono spesso alti e spesso richiedono di essere a disposizione anche la sera o nel fine settimana. Questo può accadere anche quando il lavoro è delocalizzato e interamente svolto da casa. È il caso di Yhidad e Laerte, una coppia con due bambini che vive e lavora a Milano.

“Abbiamo cominciato a lavorare in smartworking da quando è cominciata la pandemia Covid-19, ma da allora non siamo più rientrati in ufficio” raccontano i due. Quando la pandemia è scoppiata Yhidad, che lavora per una grande azienda internazionale che si occupa di servizi informatici, stava finendo il periodo di maternità per la nascita del loro secondo figlio: “Amo molto il mio lavoro e non vedevo l’ora di tornare in ufficio. Inizialmente mi è costato un po’ non poterci tornare”.

In quel periodo moltissimi di quelli che hanno potuto continuare a lavorare lo hanno fatto in questa modalità e così è stato anche per Laerte. Inoltre, visto che le aziende si dovevano adattare alla nuova situazione, i carichi di lavoro sono aumentati all’improvviso: “I primi tempi di isolamento sono stati difficili - racconta Yhidad - e Laerte si ritrovava a dover lavorare per tante ore di seguito in una stanza, mentre io allattavo il piccolo e cercavo di aiutare il più grande, che va all’asilo, con le lezioni a distanza. Riprendere a lavorare in quel contesto è stato pesante: dopo essere stati molto tempo insieme a me, per i bambini è stato difficile staccarsi per quelle ore in cui avevo del lavoro da svolgere. Le chiamate di lavoro, poi, arrivavano in continuazione senza rispettare gli orari di lavoro. Sono stati giorni duri!”.

“Ora per fortuna la situazione è più tranquilla - dice Laerte - il sostegno della nonna e la riapertura delle scuole ci stanno aiutando molto a trovare un ritmo più equilibrato. Con i colleghi abbiamo deciso di bloccare alcuni orari in cui non possiamo essere coinvolti in riunioni, in maniera tale da avere il tempo per accompagnare i bambini all’asilo e soprattutto per poter pranzare insieme. Durante il primo periodo di isolamento a volte, pur stando nella stessa casa, ci vedevamo solo la sera!”.

Lavorare da casa, una volta trovato il giusto equilibrio, può diventare quindi un’opportunità: “Si risparmia il tempo degli spostamenti - aggiunge Laerte - ed è più agevole occuparsi delle tante piccole commissioni di cui la gestione familiare ha bisogno”. Una certa dose di multitasking è comunque richiesta: “Spesso mi ritrovo a dare da mangiare al piccolo o a cambiargli il pannolino durante le riunioni - dice Yhidad -, ma il bello di avere un contatto più stretto con i nostri bambini è che loro ci ricordano costantemente quali sono le priorità. Per una persona che, come me, tiene alla propria carriera questo ti riequilibra molto”.

In ogni caso, per gestire il focolare familiare, in una situazione come quella di Yhidad e Laerte non ci sono trucchi speciali. Il segreto secondo i due è quello di “fare le cose con amore. Quando qualcosa ti pesa, pensare per chi lo fai la rende più leggera. Forse non potremmo farcela senza avere tempo con il Signore. Appuntamenti settimanali di formazione cristiana, come il circolo (una conversazione su un tema di fede) ci forniscono insegnamenti per la vita di tutti i giorni. Ascoltare una parola ti aiuta ad affrontare la settimana con tutte le sue difficoltà”.


Meditare con l’Amoris Laetitia

L’alleanza di amore e fedeltà, di cui vive la Santa Famiglia di Nazaret, illumina il principio che dà forma ad ogni famiglia, e la rende capace di affrontare meglio le vicissitudini della vita e della storia. Su questo fondamento, ogni famiglia, pur nella sua debolezza, può diventare una luce nel buio del mondo. “Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazaret ci ricordi che cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile; ci faccia vedere come è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale” (Paolo VI, Discorso a Nazaret, 5 gennaio 1964).
Amoris Laetitia, 66