Un pediatra di frontiera al Parco Verde di Caivano

Bambini corrieri della droga, ragazze madri e disagio sociale diffuso. Questo è l’ambiente umano nel quale Raffaele esercita la professione di pediatra. Ma c’è ancora speranza: ecco la sua testimonianza.

Opus Dei - Un pediatra di frontiera al Parco Verde di Caivano

Il Parco Verde, situato a Caivano nel cuore della zona conosciuta in tutta l’Italia come “Terra Dei Fuochi”, è un luogo di spaccio e consumo di stupefacenti dal quale partono numerosi corrieri che raggiungono molte città italiane. È nato nel 1981 con il solo obiettivo di dare temporaneamente alloggio a circa 6mila sfollati dopo il terremoto in Irpinia dell’anno precedente.

Gli sfollati non sono mai tornati nelle loro abitazioni originali, diventando residenti permanenti e trasformando il Parco in un vero e proprio ghetto separato dalla cittadina di Caivano e formato da numerose palazzine da otto piani di colore verde sbiadito, motivo del nome del parco.

Circa 1200 minori vivono in questo quartiere nato per ospitare gli sfollati del terremoto del 1980

La quotidianità dei circa milleduecento minori a rischio che sono costretti a vivere lì è caratterizzata da disaffezione, demotivazione scolastica e, spesso, da violenza.

Poche e semplici regole

Il lavoro di pediatra che Raffaele svolge qui da anni è un grande mezzo per contribuire a migliorare l’ambiente attraverso l’aiuto da prestare alle famiglie. “Ho cercato di instaurare con tutti un rapporto amichevole fin dall’inizio, - racconta Raffaele, soprannumerario dell’Opus Dei - insegnando loro il rispetto delle regole dell’ambulatorio, tra cui l’obbligo di prenotare la visita, l’importanza di mantenere il silenzio e un buon contegno in sala di attesa, mettendo anche un cartellone sul quale ho scritto il silenzio è d’oro.

I disturbi dei bambini sono quasi tutti di tipo psico-neuro comportamentali

I disturbi dei bambini sono quasi tutti di tipo psico-neuro comportamentali, come: disattenzione, iperattività, disaffezione, mancata acquisizione di norme di comportamento, disregolazione dell’umore.

Di solito il pediatra per lavorare al meglio deve ottenere la collaborazione dei genitori. “Nel mio caso - spiega Raffaele - quasi sempre è possibile solo la collaborazione delle madri, che spesso fanno fatica ad accettare un mio consiglio, ritenendo che i propri figli abbiano un comportamento normale rispetto all’ambiente in cui vivono. È più facile aiutare i bambini quando presentano problemi fisici e non comportamentali. Poiché vivono in scarse condizioni igieniche, in abitazioni degradate e umide, si ammalano frequentemente. A ciò si aggiunge anche il fumo delle sigarette dei loro genitori che sono costretti ad inalare passivamente.

Durante la visita dei più piccoli Raffaele cerca di attirare la loro attenzione con giochi e sonagli, li chiama per nome e indossa una divisa colorata invece del camice bianco: “Questo mio modo di pormi - continua il pediatra - permette di svolgere una buona visita e di presentarmi ai loro occhi come un amico. Le parole di san Josemaría mi sono di grande aiuto: Il lavoro nasce dall’amore, manifesta l’amore, è ordinato all’amore.

Bambini corrieri e madri quindicenni

Come anticipato, uno dei grandi problemi del quartiere è la droga: sia lo spaccio che il consumo. “Purtroppo a volte capita che i bambini più grandi - racconta Raffaele - siano già strumentalizzati dai genitori per vendere e trasportare la droga da un luogo all’altro. Mi adopero per aiutarli a comprendere che la droga è una sostanza tossica e comporta danni permanenti al cervello e al corpo; li prego di non utilizzarla, anche se sono abituati a vedere i grandi iniettarsela. Tendono a imitare i più grandi, per noia o per moda”.

Capita che alcuni bambini siano usati dai genitori per trasportare droga

Un altro fenomeno sociale dovuto al basso livello di educazione è quello delle ragazze madri, anche di quindici anni: “Per esempio è venuta da me una ragazza in gravidanza. Suo padre, un guardiamacchine, le aveva vietato di far ritorno a casa con la minaccia di picchiarla se si fosse fatta rivedere. La ragazza si era convinta di poter risolvere il tutto abortendo, ma la madre la portò nel mio studio, pur non essendo un caso di mia competenza. Con la collaborazionedi un ginecologo e di uno psicologo la ragazza si è convinta a non abortire, accogliendo a braccia aperte il dono che la vita le aveva inaspettatamente fatto. Anche il padre di lei si innamorò subito del bambino, riaprendo le porte di casa alla neo mamma, che ancora oggi mi ringrazia ad ogni occasione per averla guidata sulla giusta strada”.

Parco Verde Speranza

“Grazie a Dio non mi sento - conclude Raffaele - e non sono solo nel coltivare la speranza che i bambini e le nuove generazioni possano godere del diritto a una vita sana e felice. Ultimamente sono nate nel Parco Verde nuove iniziative di assistenza, di accoglienza e di buon uso del tempo libero: la gestione di un campetto di calcio, laboratori di grafica, la sistemazione della villa comunale con giostre, nuove aiuole e scivoli… una di queste iniziative è addirittura promossa da un ex tossicodipendente! In questo modo si restituisce un minimo di dignità allo spazio pubblico, ma soprattutto si consente ai bambini di divertirsi in un luogo sicuro.

Forse l’aggettivo verde del parco, non sarà più riferito al colore sbiadito dei palazzi, ma al colore della speranza”.