Trovare lavoro per restare in Africa: "Grazie ELIS e ADESC!"

Trovare una strada alternativa alla migrazione irregolare è il centro del progetto di cooperazione internazionale coordinato dall'associazione ELIS e dalla associazione ivoriana ADESC, enti promossi da fedeli dell’Opus Dei con altre persone.

Opus Dei - Trovare lavoro per restare in Africa: "Grazie ELIS e ADESC!"

Jean Luc vive ad Abidjan, in Costa d’Avorio, dove oggi lavora come tecnico in un’azienda che si occupa di elettricità.

Ma non si è sempre occupato di questo e soprattutto non sempre ha avuto la possibilità di avere condizioni di lavoro che gli permettessero di guardare al futuro con speranza.

Dopo aver finito le superiori, non avendo le possibilità economiche di studiare all’università, ha scelto di frequentare i corsi che il centro ADESC Akatio proponeva ai ragazzi che, come lui, cercavano di costruirsi un futuro.

Richesse Ivorienne è il progetto che Akatio ha portato avanti insieme all'ELIS

Grazie a Richesse Ivorienne, il progetto che il centro Akatio ha portato avanti insieme all’ELIS di Roma (con il sostegno economico del Ministero dell’Interno italiano), Jean Luc ha potuto ricevere la formazione di cui aveva bisogno per trovare lavoro nel campo dell’edilizia come muratore e, poi, come tecnico dell’energia elettrica.

“Prima del corso lavoravo, ma senza qualifiche” racconta Jean Luc, che prima di conoscere ADESC faceva piccoli lavori senza, però, molte prospettive. “Poi mi hanno parlato della possibilità di avere una formazione gratuita in campi di cui mi stavo già interessando”.

“Ed è così che ho conosciuto Thomas, il responsabile del progetto” continua Jean Luc “mi ha aiutato moltissimo… Per me è stato un mentore”.

“Prima del corso lavoravo, ma senza qualifiche” racconta Jean Luc

Thomas, che è anche un fedele dell’Opus Dei, si è occupato di seguire tutte le fasi della formazione di Jean Luc, dalle lezioni pratiche e teoriche (che comprendevano anche della formazione in imprenditoria) fino all’inserimento nel mondo del lavoro. “Mi ha seguito, aiutandomi quando a lezione non comprendevo qualcosa”.

Oltre al proficuo rapporto che è nato tra alunno e tutor nel contesto di una formazione professionale orientata allo sviluppo delle proprie capacità, tra Thomas e Jean Luc è nata anche una vera e propria amicizia. Jean Luc ricorda come il tutor lo abbia aiutato con alcune “cose che non andavano nella mia vita”.

Oggi Jean Luc lavora per un’azienda di energia elettrica con un contratto a tempo determinato, ma spera che una volta raggiunto il termine potrà essere assunto a tempo indeterminato.

“In realtà non bado molto a quanto tempo mi ci vorrà per fare il prossimo passo. È la prospettiva di migliorare che mi motiva. Inoltre la mia formazione, compresa l’esperienza che ho avuto nell’edilizia, mi sta aiutando moltissimo nel mio lavoro: tutto quello che una persona impara è utile”.

la mia formazione, mi sta aiutando moltissimo nel mio lavoro

“Ringrazio Dio”, conclude Jean Luc, “per aver messo Thomas e i suoi collaboratori sulla mia strada. Sono stati sempre lì per aiutarmi”, inoltre “non finirò mai di dire grazie, grazie, grazie... a tutti coloro che hanno dato vita a questo progetto. Non ho le parole!”.

Il progetto Richesse Ivorienne, anche se si è concluso a ottobre 2018, continuerà a vivere in un’altra forma. ELIS ha dato vita, infatti, in Costa D’Avorio e in Nigeria, con la collaborazione di ADESC e il co-finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, al progetto ForSUD.

Analogamente a Richesse Ivorienne, la proposta, attraverso la formazione professionale e imprenditoriale gratuita, di una strada alternativa ai pericoli della migrazione irregolare è una parte fondamentale del progetto ForSUD. Il tutto con un’attenzione speciale alla formazione umana, molto importante per far prendere una vera consapevolezza, ai ragazzi a cui si rivolge, dei propri mezzi e capacità.

Ciò che guida progetti come questi, analogamente ad altri di cui abbiamo parlato, è il “desiderio di impegnarsi per portare speranza dove questa manca e dove c’è disagio”, come sostiene il Vicepresidente dell’Associazione centro ELIS, Daniele Maturo. Questo perché nel mondo, indifferentemente dalla latitudine e collocazione geografica, c’è bisogno di comunicare qual è la vera ricchezza in cui vale la pena investire: le persone.

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