Il nuovo Messale Romano, un’occasione per ringraziare la Chiesa

In molte diocesi è già in uso la terza edizione italiana del Messale Romano. In questo articolo don Giovanni Zaccaria approfondisce il senso della liturgia e del suo sviluppo nel tempo, opportunità per riscoprire la centralità della Messa nella vita di ogni cristiano.

Opus Dei - Il nuovo Messale Romano, un’occasione per ringraziare la ChiesaLa copertina della terza edizione italiana del Messale Romano.

Il prossimo 4 aprile 2021, Pasqua del Signore, tutta la Chiesa italiana inizierà ad utilizzare il nuovo Messale in italiano. Infatti il Messale nasce in latino e i vescovi hanno la responsabilità di proporre al popolo loro affidato la traduzione nella loro lingua. In molte diocesi è stato stabilito che si inizi ad usare la nuova traduzione italiana il 29 novembre 2020, prima domenica di Avvento, inizio del nuovo anno liturgico. Si tratta di una grande opportunità per riscoprire la centralità della Messa nella vita quotidiana di ogni cristiano.

Papa Francesco, in un discorso rivolto ad alcuni cultori della liturgia, affermava che essa «non è anzitutto una dottrina da comprendere, o un rito da compiere; è naturalmente anche questo ma in un’altra maniera, è essenzialmente diverso: è una sorgente di vita e di luce per il nostro cammino di fede»[1].

Celebriamo come crediamo, crediamo come celebriamo

Queste parole ci possono fare da guida nel prendere in mano la nuova traduzione italiana del Messale, per provare a farne emergere alcuni elementi essenziali.

In primo luogo bisogna ricordare che il nostro modo di celebrare l’Eucaristia non è dettato da capricci o da gusti personali, ma nasce al centro della nostra fede: la liturgia infatti, per mezzo dei gesti e delle parole, nutre la nostra fede e la manifesta. Essa è fede in atto: noi celebriamo come crediamo, e crediamo come celebriamo.

il nostro modo di celebrare l’Eucaristia non è dettato da capricci o da gusti personali

Celebrare l’Eucaristia ci mostra che cos’è la Chiesa: non un raggruppamento di persone che la pensano nello stesso modo o che si ritrovano a festeggiare un fatto del passato, ma popolo di Dio, costituito dai figli, convocati attorno al Figlio morto e risorto; corpo mistico di Cristo, in cui ogni membro svolge un ruolo insostituibile; tempio dello Spirito Santo, non costruito da mani d’uomo ma costituito da pietre vive.

Tutto ciò si manifesta nei segni della celebrazione: ci riuniamo intorno all’altare che è Cristo, ciascuno portando la propria vita quale offerta da unire all’unico sacrificio di Cristo, ognuno svolgendo il proprio ruolo, evidenziato anche dalle vesti liturgiche, uniti dalla postura del corpo, dal canto, dal rivolgersi tutti insieme all’unico Padre che è nei cieli.

la liturgia è vera e propria esperienza della presenza e dell’azione della Trinità nella nostra vita

Non sono solo idee su Dio, ma vera e propria esperienza della presenza e dell’azione della Trinità nella nostra vita.

La Messa, preghiera e azione

Avvicinandoci al nuovo Messale, occorre ricordare che la Messa è «sorgente di vita e di luce per il nostro cammino di fede» perché è essenzialmente una preghiera; essa è la preghiera perfetta, donataci da Dio perché noi «non sappiamo come pregare in modo conveniente» (Rm 8,26).

Essa è una preghiera che allo stesso tempo è un’azione; non si tratta solo di ripetere delle formule, ma di partecipare con tutto il corpo, con tutti i sensi, all’unisono con gli altri componenti dell’assemblea, nella consapevolezza che quella è un’azione di tutto il corpo mistico di Cristo, Capo e membra, sulla terra e nel cielo: «uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine delle schiere celesti»[2].

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 1136 e 1138), riferendosi ad alcune immagini dell’Apocalisse, ci ricorda:

La liturgia è «azione» di «Cristo tutto intero» («totius Christi»). Coloro che qui la celebrano, al di là dei segni, sono già nella liturgia celeste, dove la celebrazione è totalmente comunione e festa. [Vi partecipano] le Potenze celesti, tutta la creazione (i quattro esseri viventi), i servitori dell'Antica e della Nuova Alleanza (i ventiquattro vegliardi), il nuovo popolo di Dio (i centoquarantaquattromila), in particolare i martiri « immolati a causa della Parola di Dio » (Ap 6,9), e la santissima Madre di Dio (Donna; Sposa dell'Agnello), infine, « una moltitudine immensa, che nessuno » può contare, « di ogni nazione, razza, popolo e lingua » (Ap 7,9).

La liturgia è «azione» di «Cristo tutto intero» (Catechismo della Chiesa Cattolica)

È necessario che la nostra mente concordi con quello che diciamo.[3] Di solito prima si pensa, e poi si parla; nella preghiera liturgica non è così: ciò che dobbiamo dire ci viene da Dio, i gesti che dobbiamo compiere, ci vengono consegnati. Dio ha dato il suo Figlio, che è il Verbo fatto carne, la Parola, e la liturgia ci offre le parole; noi siamo chiamati ad entrare all'interno delle parole, ad accoglierle in noi, metterci noi in sintonia con queste parole; così diventiamo figli di Dio, simili a Dio, perché in quelle parole c’è la Parola, c’è tutto il modo di vivere proprio di Dio.[4]

Per dirlo con Benedetto XVI «è proprio questo modo di celebrare ad assicurare da duemila anni la vita di fede di tutti i credenti, i quali sono chiamati a vivere la celebrazione in quanto Popolo di Dio, sacerdozio regale, nazione santa (cf. 1 Pt 2,4-5.9)»[5]

Ai sacerdoti spetta in modo particolare il compito di conoscere molto bene il nuovo Messale, in tutte le sue parti, soprattutto l’Ordinamento generale, cioè il testo che fa da introduzione: lì infatti viene spiegato il senso di ciò che si fa e di ciò che si dice. In questo modo potranno comprendere che è diverso un testo con il quale si ringrazia, da uno in cui si chiede perdono, in modo da poter adattare il proprio atteggiamento interiore, affinché si manifesti anche esteriormente, attraverso i gesti e il tono di voce.

Proprio conoscendo bene lo strumento che serve a celebrare, sapranno valorizzare tutti gli aspetti della celebrazione. In questa linea si può cominciare dall’esperienza del silenzio nella Messa: dal silenzio in sacrestia, per raccogliersi e essere consapevoli di quello che si sta per fare, al silenzio immediatamente prima dell’orazione colletta, che aiuta tutti i presenti a formulare le proprie intenzioni di preghiera e a offrire a Dio tutta la propria vita; dal silenzio dopo la Liturgia della Parola, a quello dopo la Comunione eucaristica.

Possiamo seguire un consiglio che dava san Josemaría: «Nella Messa (…) interviene in modo particolare la Santissima Trinità. Per corrispondere a tanto amore ci si richiede una totale donazione, del corpo e dell'anima: noi infatti ascoltiamo Dio, gli parliamo, lo vediamo, lo gustiamo. E quando le parole non ci sembrano sufficienti cantiamo, incitando la nostra lingua — Pange, lingua! — a proclamare davanti a tutta l'umanità le meraviglie del Signore»[6].

Il nuovo Messale in italiano: ecco cosa cambia

C’è molto da scoprire tra le righe del Messale e la nuova traduzione italiana è l’occasione per farlo, con gratitudine alla nostra madre Chiesa, che si sforza di offrirci una liturgia ricca di contenuto e bella di forme.

Di seguito forniamo, in maniera analitica, i cambiamenti più significativi introdotti nella nuova traduzione del Messale in italiano, presi dal sussidio curato dalla Conferenza Episcopale Italiana: “Un Messale per le nostre assemblee. La terza edizione italiana del Messale Romano: tra Liturgia e Catechesi”.

In grassetto sono evidenziate le parole aggiornate, in corsivo le parti del Messale interessate.

Riti di introduzione

Precedente versione Nuova versione
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Il Signore, che guida i nostri cuori nell’amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi. Il Signore, che guida i nostri cuori all’amore e alla pazienza di Cristo, sia con tutti voi.

Atto penitenziale

I formulario

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Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, […] E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, […] E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle,

II formulario

Precedente versione Nuova versione
All’inizio di questa celebrazione eucaristica, chiediamo la conversione del cuore, fonte di riconciliazione e di comunione con Dio e con i fratelli. Fratelli e sorelle, all’inizio di questa celebrazione eucaristica, invochiamo la misericordia di Dio, fonte di riconciliazione e di comunione.

III formulario

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Il Signore ha detto: chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra. Riconosciamoci tutti peccatori, e perdoniamoci a vicenda dal profondo del cuore. Riconosciamoci tutti peccatori, invochiamo la misericordia del Signore e perdoniamoci a vicenda dal profondo del cuore.

Kýrie, eléison

2.

Precedente versione Nuova versione
Signore, che intercedi per noi presso il Padre, Signore, pietà.
Signore, che siedi alla destra del Padre e intercedi per noi, Kýrie, eléison.

2.

Precedente versione Nuova versione
Signore, che a Pietro pentito hai offerto il tuo perdono, abbi pietà di noi.
Cristo, che al buon ladrone hai promesso il paradiso, abbi pietà di noi.
Signore, che accogli ogni uomo che si affida alla tua misericordia, abbi pietà di noi.
Signore, che alla donna peccatrice hai donato la tua misericordia, Kýrie, eléison.
Cristo, che al ladrone pentito hai promesso il paradiso, Christe, eléison.
Signore, che a Pietro hai offerto il tuo perdono, Kýrie, eléison.

5.

Precedente versione Nuova versione
Signore, che sei venuto a fare di noi il tuo popolo santo, abbi pietà di noi.
Signore, venuto per radunare il tuo popolo santo, Kýrie, eléison.

Tempo di Quaresima

1.

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Signore, che comandi di perdonarci prima di venire al tuo altare, abbi pietà di noi. […] Signore, che affidi alla tua Chiesa il ministero della riconciliazione, abbi pietà di noi. Signore, che ci inviti al perdono fraterno prima di presentarci al tuo altare, Kýrie, eléison. […] Signore, che hai effuso lo Spirito per la remissione dei peccati, Kýrie, eléison.

2.

Precedente versione Nuova versione
Signore, che ci fai partecipi del tuo corpo e del tuo sangue, abbi pietà di noi.

Signore, che nello Spirito Santo ci raduni in un solo corpo, Kýrie, eléison.

Gloria

Precedente versione Nuova versione
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore.

Liturgia eucaristica

Presentazione dei doni

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Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato.
Lavami, o Signore, dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro.

Pregate, fratelli e sorelle, perché questa nostra famiglia, radunata nel nome di Cristo, possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente. Pregate, fratelli e sorelle, perché questa nostra famiglia, radunata dallo Spirito Santo nel nome di Cristo, possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.
Pregate, fratelli e sorelle, perché il sacrificio della Chiesa, in questa sosta che la rinfranca nel suo cammino verso la patria, sia gradito a Dio Padre onnipotente. Pregate, fratelli e sorelle, perché il sacrificio della Chiesa, in questa sosta che la rinfranca nel suo cammino verso la patria del cielo, sia gradito a Dio Padre onnipotente.

Preghiera eucaristica II

Precedente versione Nuova versione
Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito perché diventino per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore.
Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito perché diventino per noi il Corpo e il Sangue del Signore nostro Gesù Cristo.

Preghiera eucaristica III

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Padre veramente santo, a te la lode da ogni creatura. Per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo, e continui a radunare intorno a te un popolo, che da un confine all’altro della terra offra al tuo nome il sacrificio perfetto. Veramente santo sei tu, o Padre, ed è giusto che ogni creatura ti lodi. Per mezzo del tuo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo, e continui a radunare intorno a te un popolo, che, dall’oriente all’occidente, offra al tuo nome il sacrificio perfetto.
Celebrando il memoriale del tuo Figlio, morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo, nell’attesa della sua venuta
Celebrando il memoriale della passione redentrice del tuo Figlio, della sua mirabile risurrezione e ascensione al cielo, nell’attesa della sua venuta nella gloria,

Riti di comunione

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e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.
Scambiatevi un segno di pace. Scambiatevi il dono della pace.
Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo. Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello.


[1] Francesco, Discorso ai partecipanti alla LXVIII Settimana Liturgica Nazionale, Roma 24 agosto 2017.

[2] Messale Romano, Prefazio dei defunti I, p. 406.

[3] È il celebre consiglio di san Benedetto, raccolto nella sua Regola: «mens concordet voci».

[4] Cfr. Benedetto XVI, Udienza generale 30 gennaio 2013.

[5] Benedetto XVI, Esort. ap. Sacramentum Caritatis, n. 38.

[6] San Josemaría Escrivá, È Gesù che passa, ARES, Milano n. 87