Marta Obregón, la testimonianza della mamma Pilar Rodríguez

Mentre tornava a casa dopo aver studiato tutto il pomeriggio in un centro dell'Opus Dei, Marta Obregón fu assassinata da un delinquente. In questa video intervista la mamma di Marta, Pilar, parla di questo evento e del perdono.

Pilar Rodríguez è una donna dell’Opus Dei che in questa video-intervista racconta di come la speranza in Dio, la grazia dei sacramenti e l’aiuto della Santissima Vergine l'hanno aiutata e l’aiutano, giorno dopo giorno, da quella sera del 21 gennaio 1992, quando sua figlia Marta Obregón fu assassinata da un delinquente mentre ritornata a casa dopo aver studiato tutto in un centro di donne dell’Opus Dei.

«Perdonare – consiglia san Josemaría nel punto 805 di Solco –. Perdonare con tutta l’anima e senz’ombra di rancore! Atteggiamento sempre grande e fecondo… Questo è stato il gesto di Cristo mentre veniva inchiodato alla Croce: “Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno”, e da lì vennero la tua salvezza e la mia».

Molti cristiani si sforzano di imitare l’atteggiamento misericordioso di Gesù; un atteggiamento che certe volte richiede uno sforzo immenso, spesso eroico, e che è sorgente di pace e di unione con Cristo.

L'assassino di Marta Obregón tentò di violentarla, ma la ragazza oppose ogni resistenza a difesa della sua castità, riuscendo a evitare l’oltraggio. Come rappresaglia l’assassino le assestò quattordici pugnalate.

In quegli anni Marta, che studiava giornalismo all’Università Complutense, la mattina lavorava e nel pomeriggio studiava al Club Arlanza di Burgos, un centro dell'Opus Dei.

Tutti i giorni era solita pregare per mezz'ora, quasi sempre in ginocchio, davanti al tabernacolo, e parlava spesso con la direttrice del Club Arlanza. Quest’ultima ricorda: “Era una donna che aveva trovato Dio, ma continuava a cercarlo sempre più intimamente. Negli ultimi mesi frequentava anche il Cammino Neocatecumenale, al quale si sentiva molto unita e dove lei si sentiva spinta ad aiutare il mondo... Era una donna di profonda vita interiore, cosa che si notava nella sua disponibilità... Nello stesso tempo in cui cercava Dio con molta forza, si dava agli altri”.

Il processo di canonizzazione di Marta Obregón

Quando è venuta a conoscenza della sua morte e della fama di santità di Marta, la diocesi di Burgos ha proposto la sua beatificazione e nel luglio del 2007 furono fatti i primi passi per introdurre la sua Causa.

Nella pagina web Causa de Marta è raccontata dettagliatamente la vita di questa Serva di Dio. Si legge nell’introduzione: “Con questa semplice pagina web vogliamo presentare la testimonianza di una giovane cristiana che ha dato la vita in difesa della propria castità.

In lei scopriamo una grande evoluzione nella sua adesione a Cristo. Marta è una testimonianza per i giovani di oggi e speranza di intercessione per i genitori e per i nonni che sentono la necessità di pregare per i figli e i nipoti che volgono le spalle alla verità, che volgono le spalle a Cristo”.

La sera del 21 gennaio era rimasta a parlare con la direttrice di Arlanza fino alle nove e mezzo. Prima di andar via, si recarono nell’oratorio per salutare il Signore. Uscendo, Marta le raccomandò di non togliere i libri e gli appunti dal tavolo perché il giorno successivo, dopo aver ascoltato la Messa e aver preso la comunione, pensava di continuare a studiare per preparare la conclusione degli studi.