«Dio vuole contare su di noi per estendere il suo regno»

Mons. Fernando Ocáriz si è recato a Granada per la sua terza visita pastorale in Spagna, dal 23 al 25 novembre 2018. In questo articolo sono raccolti i resoconti degli incontri con le persone dell'Opus Dei e i loro amici.

Opus Dei - «Dio vuole contare su di noi per estendere il suo regno»

23 novembre | 24 novembre | 25 novembre


25 novembre

il prelato ha ricordato a vari gruppi di giovani che Cristo regna rispettando la libertà di ogni persona

L’ultimo giorno della visita pastorale di monsignor Fernando Ocáriz a Granada è coinciso con la celebrazione della festa di Cristo Re. In occasione di questa ricorrenza, il prelato ha ricordato a vari gruppi di giovani che Cristo regna rispettando la libertà di ogni persona. Inoltre ha invitato i giovani a rendersi conto che la formazione cristiana che ricevono grazie all’Opus Dei persegue il fine di aiutarli a identificarsi con Cristo.

“Dio vuole contare su di noi per estendere il suo regno. Dobbiamo sentire questa responsabilità che non è un peso. La vocazione cristiana alla santità e all’apostolato è un dono di Dio”, ha detto monsignor Ocáriz, che poi ha anche chiesto ai giovani di sostenere il Papa con la preghiera.

Tra le persone che si sono avvicinate a salutare il prelato c’era Noor, una giovane musulmana che la malattia della madre ha portata fino alla Clinica Universitaria di Navarra. Noor ha raccontato al prelato che si sente molto amata e bene accolta dalle persone dell’Opera, e che per il momento risiede in un centro di studio e lavoro (CET). Don Fernando l’ha invitata a pregare Dio e a ricorrere a Gesù Cristo.

Álex, medaglia di bronzo di judo per l’Andalusia, ha fatto una domanda a don Fernando, e ha regalato questa sua medaglia al Padre (questo è il modo familiare con cui i fedeli dell'Opus Dei si riferiscono al prelato) e gli ha detto che gli sarebbe piaciuto che fosse di oro o d’argento. Il prelato gli ha raccomandato di fare in modo che, da ottimo sportivo, si rialzi sempre dopo ogni caduta. Un altro ragazzo, Fernando, gli ha raccontato che aveva terminato gli studi di Fisica all’Università di Barcellona, come aveva fatto don Fernando 60 anni fa.

"Non possiamo pensare che non incontreremo difficoltà. Però, quanto più difficile è l’ambiente, più il Signore conta su di noi" (mons. Fernando Ocáriz)

Mari Ángeles ha appena iniziato a lavorare da infermiera e monsignor Ocáriz l’ha incoraggiata a fare questo lavoro per Dio e con Lui. San Josemaría ha aperto a tutti noi grandi prospettive: il lavoro è il cardine attorno al quale ruota tutta la nostra vita spirituale” – ha aggiunto –, ricordando che il fondatore dell’Opus Dei cominciava alcune attività con queste parole: “Signore, andiamo a farla insieme”.

Javier è da poco tempo il direttore della Residenza Universitaria Albayzín e ha detto a don Fernando che gli avrebbe fatto un piacere speciale appuntargli il distintivo della residenza, in quanto, oltretutto, sarebbe il primo distintivo che appunta. Poi ha preso la parola Bryn, il decano, che ha affermato che a Albayzín si è sentito come a casa sua fin dal primo momento.

Julia ha spiegato a don Fernando che in un preciso momento della sua vita si è allontanato da Dio, ma poco dopo ha scoperto che la sua vita era vuota e ha deciso di riprendere la formazione cristiana. “Dio ti ha raggiunto quando ti eri allontanato. come ha fatto con san Paolo – gli ha risposto –. Non possiamo pensare che non incontreremo difficoltà. Però, quanto più difficile è l’ambiente, più il Signore conta su di noi”.

Il prelato ha visitato anche la scuola Monaita, a pochi metri da Mulhacén, dove è stato ricevuto dal comitato direttivo e da varie famiglie. Per ricordo gli hanno regalato una racchetta da tennis – a monsignor Ocáriz questo sport piace molto – e alcune magliette “polo” con il logo delle scuole sportive dei due istituti.

A metà mattinata si è recato al Centro di Formazione Professionale EFA El Soto, ubicato nel comune di Chauchina, in piena pianura di Granada. Si tratta di un centro di formazione professionale che impartisce cicli formativi di grado medio e superiore, con un'esperienza di oltre 40 anni.

Questa scuola è nata come associazione tra famiglie, allo scopo di contribuire al progresso dell’ambiente contadino. Mons. Ocáriz ha lodato il lavoro che vi si realizza, che fa divenire realtà un sogno di san Josemaría: mettere Cristo in cima a tutte le attività umane; ha anche ricordato che l’agricoltura è una attività basilare per la società, e che proprio lì occorre mettere la gioia del Vangelo.

mons. Fernando Ocáriz ha ricordato che l’agricoltura è una attività basilare per la società, e che lì occorre mettere la gioia del Vangelo

Dopo le domande di Luis, uno dei fondatori delle EFA, e di Juan Tomás, il segretario di una scuola simile ad Almería, il prelato dell’Opus Dei ha invitato tutti ad appoggiarsi sulla preghiera e sulla professionalità, con l’impegno di migliorare, studiare, pensare e ricercare, con spirito di superamento.

Mons. Fernando Ocáriz ha apposto la sua firma nel libro delle visite e ha gettato della terra in un vaso con una talea di ulivo, che rimarrà come vivo ricordo della sua visita a questo centro di promozione contadina.


24 novembre

Sabato le nuvole erano scomparse dal cielo di Granada e un sole radioso illuminava la sagoma dell’Alhambra che si stagliava contro la bianca neve della Sierra Nevada. Con lo sfondo di questo paesaggio il prelato dell’Opus Dei si è diretto alla scuola Monaita – Mulhacén, dove erano fissati vari incontri con famiglie e persone dell’Opera provenienti da Granada, Málaga, Almería, Jaén e Melilla.

Prima dell’incontro della mattina, mons. Fernando Ocáriz ha salutato i dirigenti di Attendis, un’associazione educativa che gestisce 21 centri d’insegnamento in Andalusia ed Estremadura. Queste scuole favoriscono una stretta relazione tra gli insegnanti e i genitori degli alunni, ispirandosi ai consigli e all’impulso di san Josemaría. Sandra Pérez, la direttrice generale, gli ha dato come ricordo una targa con il nuovo logotipo dell’associazione e gli ha spiegato il significato di ognuno dei suoi elementi. In seguito il Prelato ha salutato le persone che lavorano nella pulizia e nella cucina, ribadendo che il loro lavoro ha una importanza formativa importantissima, “forse anche maggiore di quella degli insegnanti”.

Durante la mattina mons. Fernando Ocáriz ha avuto un primo incontro con circa 1.400 persone nel padiglione sportivo di Monaita – Mulhacén. Ha ricordato all’inizio i viaggi fatti a Granada con mons. Javier Echevarría e ha incoraggiato i presenti a essere pronti a compiere la volontà di Dio, disponibili a ogni tipo di persone, con una visione universale, sull’esempio della vita di Guadalupe Ortiz de Landázuri, una donna dell’Opus Dei che sarà beatificata il prossimo 18 maggio. Ha chiesta anche preghiere per il Papa in questi momenti difficili per la Chiesa.

Tra i presenti c’era Juan, di professione mago e contabile, che per mostrare al prelato dell’Opus Dei dove era situata la sua ditta, ha tirato fuori un fazzoletto che repentinamente si è trasformato in un bastone. Anche Ángel, un arbitro di calcio, e Daniel, un palombaro di professione che lavora in Arabia e in Egitto, hanno fatto domande a monsignor Ocáriz.

Mons. Ocáriz ha invitato tutti a curare alcune pratiche di pietà che aiutino a mettere Cristo al centro della vita. Bisogna essere fiduciosi – ha detto –, perché “un minimo di visione soprannaturale ci fa stare contenti. Anche quando le cose costano”.

Il prelato dell’Opus Dei è intervenuto anche a un incontro con sacerdoti diocesani che partecipano alle attività che la Società Sacerdotale della Santa Croce svolge nell’area orientale dell’Andalusia. Durante il colloquio, vista la situazione di una certa confusione esistente nella Chiesa e nella società, li ha incoraggiati ad avere alcune convinzioni solide, agendo poi con senso soprannaturale. Inoltre li ha invitati a dare un esempio di gioia, “cosa che si ottiene soltanto stando con il Signore”, e a trasmettere il senso della speranza.

Nel pomeriggio, altro incontro a Monaita – Mulhacén, dove si è riunito un gruppo eterogeneo di persone arrivate dalle quattro province dell’Andalusia orientale e dalla città di Melilla. Il prelato ha ricordato che la santità è il progetto di Dio per ognuno, e che non si tratta di una perfezione materiale, di arrivare a essere persone senza difetti, ma della pienezza dell’amore, che induce a darsi agli altri e al Signore.

Ancora una volta ha fatto l’esempio di Guadalupe Ortiz de Landázuri. Don Fernando ha ricordato la sua disponibilità ad “accettare ciò che Dio vuole”, fosse partire per il Messico o andare a vivere a Roma, oppure dedicarsi all’amministrazione dei centri dell’Opus Dei.

“Occorre riconquistare la libertà”: ecco il pressante invito rivolto da Ocáriz ai presenti, spiegando che questo è possibile se si fa ogni cosa “perché ne abbiamo voglia, mettendo l’amore a Dio. Quando ci sentiamo liberi e facciamo le cose per amore è quando siamo realmente contenti”.

Tra le presenti c’era Maria del Mar, Ispettrice del Lavoro, alla quale don Fernando ha chiesto di intensificare l’amicizia con i suoi colleghi di lavoro e a cercare il bene di ogni persona.

Un’altra giovane donna di 27 anni ha raccontato al Padre di far parte della generazione millenial e che vive immersa nelle reti sociali e internet; poi ha domandato al prelato come incontrare Dio in mezzo al rumore che tanto l’attrae. Monsignor Ocáriz ha ricordato che san Josemaría scoprì la profondità della presenza di Dio in mezzo alla città, su un tram, e l’ha invitata a curare i momenti di incontro con Dio durante la giornata – e soprattutto la messa –, come radiatori per tenere al caldo la sua presenza di Dio.


23 novembre

Mons. Fernando Ocáriz è atterrato all’aeroporto Federico García Lorca dopo le ore 17 di venerdì. A pochi metri dalla pista di atterraggio lo aspettavano alcune famiglie che gli hanno offerto un mazzo di rose bianche. Il prelato ha salutato affettuosamente Juan Pablo, un bambino di otto anni che quest’anno farà la prima comunione e che gli ha dato il benvenuto nella città dell’Alhambra.

La prima tappa del Prelato in terra granadina è stata la basilica intitolata a Nuestra Señora de las Angustias, patrona di Granada. Il parroco della chiesa, Blas Gordo, gli ha mostrato la cappella della Madonna; così ha potuto pregare a pochi metri da una immagine che i granadini venerano fin dall’arrivo dei Re Cattolici e dalla presa della città. In tal modo don Fernando ha seguito i passi di san Josemaría quando veniva a Granada e quelli del suo predecessore, mons. Javier Echevarría nel 1996 e nel 2002.

Durante le sue prime ore a Granada il prelato ha salutato diverse persone dell’Opera, come Emilio, che gli ha donato due scatole di piononos, un dolce tipico granadino inventato da uno dei suoi avi.