Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati: santi della porta accanto
Chi sono i nuovi santi che verranno canonizzati domenica 7 settembre da papa Leone XIV? Scopriamolo insieme con questi contenuti preparati per conoscere Carlo e Giorgio attraverso alcuni aspetti della loro vita.
Cammino verso il Cielo con Carlo: Autostrada per il cielo (e senza pedaggi)
L’Eucaristia non era un piano extra per Carlo, era il suo motore. Quel appuntamento quotidiano con Gesù era la sua bussola sicura, l’unica rotta che non sbaglia. Scopri perché la Messa era la sua “autostrada per il cielo”.
Cammino verso il Cielo con Carlo: Siamo belli agli occhi di Dio
La bellezza che Dio vede in te non sta nei filtri né nei like. Sta in come ami. Carlo lo ha vissuto nel concreto, e lì ha trovato la sua vera bellezza. “Ciò che veramente ci renderà belli agli occhi di Dio sarà solo il modo in cui lo abbiamo amato e come abbiamo amato i nostri fratelli”, diceva questo futuro santo.
Cammino verso il Cielo con Carlo: Il Rosario è la scala più corta per salire in Cielo
Carlo vedeva la recita del Santo Rosario come un incontro. Ogni Ave Maria era una rosa viva offerta a Maria, sua confidente e guida. Con semplice costanza, scoprì che pregare così trasformava il suo sguardo, gli dava pace e lo avvicinava a Gesù.
Verso l’alto con Pier: "Gesù è con me. Non ho nulla da temere"
Per Pier Giorgio Frassati Gesù non era un ricordo del passato, ma un amico vivo e vicino che dava senso a ogni decisione. La vocazione non è un peso né una rinuncia, ma camminare ogni giorno con Lui, lasciando che la sua presenza trasformi le piccole cose.
Verso l’alto con Pier: “Un cattolico non può evitare di essere felice; la tristezza deve essere bandita dalla sua anima”
La gioia di Pier Giorgio Frassati non era superficiale, ma frutto di una fede profonda e della sua relazione viva con Gesù. Quella luce interiore lo sosteneva nelle difficoltà e lo rendeva capace di trasmettere speranza a chi gli stava accanto. Il suo segreto: vivere con gratitudine, servire con amore e lasciare che Cristo riempisse il suo cuore.
Verso l’alto con Pier: "La nostra vera patria è il cielo"
Per Pier Giorgio Frassati la montagna era un richiamo al fatto che la vita non si limita a ciò che è materiale, ma tende al cielo. Egli aveva compreso che l’immediato non sazia mai del tutto e che dobbiamo guardare con occhi di eternità, perché questo dona pace, senso e libertà per vivere il quotidiano con profondità.
Verso l’alto con Pier: "Bisogna dare, non solo di ciò che avanza"
Nonostante la sua vita agiata, Pier Giorgio Frassati scelse di donarsi ai poveri con tempo, amicizia e presenza reale. La sua carità non era dare ciò che avanzava, ma amare fino a star male, come chiedeva Madre Teresa di Calcutta. Il suo funerale, gremito dei più umili, fu testimonianza di una vita spesa nella generosità autentica.
Verso l’alto con Pier: "Vivere senza fede non è vivere, ma semplicemente esistere"
Pier Giorgio viveva la fede come un faro in mezzo alla vita universitaria, capace di donare speranza e coraggio anche nella solitudine. La sua fede non lo allontanava dalla realtà, ma la impregnava di senso in ogni gesto, amicizia e sacrificio. Più che regole, era uno sguardo profondo che trasformava l’ordinario in straordinario.
Verso il centenario (5): Il lavoro, tra creazione e redenzione
Il lavoro umano, oltre a cooperare al progetto divino della creazione, partecipa anche alla redenzione: assunto da Cristo, può essere mezzo di santificazione e di trasformazione del mondo quando è vissuto con carità e spirito sacerdotale. Così, il lavoro quotidiano diventa offerta eucaristica e cammino verso Dio.









