Pedro Ballester è nato a Manchester il 22 maggio 1996. Maggiore di tre fratelli, è cresciuto nel nord dell'Inghilterra. Fin da piccolo si è distinto per il suo calore umano e la sua generosità. Era noto per essere uno studente laborioso e un buon amico per tutti. Verso la fine dell'adolescenza, la sua profonda fede lo ha portato a dedicare la sua vita a Dio nell'Opus Dei, cercando di amare Gesù Cristo sopra ogni cosa attraverso gli studi, le amicizie e la vita quotidiana.
Come membro numerario dell'Opus Dei, Pedro ricevette il dono del celibato apostolico e si rese pienamente disponibile per dedicarsi alle attività apostoliche e alla formazione degli altri membri della prelatura.
Nel dicembre 2014, poco dopo aver iniziato gli studi universitari, gli fu diagnosticato un cancro pelvico in stadio avanzato. Pedro vide la malattia come un'opportunità per abbracciare la Croce di Gesù e offrì con gioia le sue sofferenze per il Papa, la Chiesa e tutte le anime. La fortezza e la serenità con cui sopportò la malattia fino alla fine ispirarono numerose persone ad avvicinarsi a Dio e alla Chiesa.
Pedro rese l'anima a Dio il 13 gennaio 2018. Dal giorno stesso della sua morte, si sono ricevute notizie di favori ottenuti per sua intercessione.
Testimonianze su Pedro, dal Sud America all’Europa
«Ho una situazione familiare complicata, per certi aspetti, perché ho un fratello con la sindrome di Asperger o disturbo dello spettro autistico. - dice Andrea, di Lima - Quando ero in Inghilterra ebbi l’occasione di conoscere la madre di Pedro, ed è stato allora che ho chiesto a Pedro di aiutarmi a trovare un lavoro stabile e anche di aiutare mio fratello a trovare uno scopo di vita e un lavoro, qualcosa che lo aiutasse a risollevarsi. Pochi giorni dopo ricevetti una chiamata da una ONG di New York che avevo sostenuto in passato, e mi chiesero di dare un programma di formazione per i minatori che lavorano nella giungla, e anche di trovare un fotografo. Siamo andati insieme in Amazzonia e quello è stato l’inizio di alcuni anni di lavoro insieme a mio fratello».
«Ho 22 anni, porto avanti un apostolato digitale su Instagram e ho 130.000 follower. - spiega Angelo, di San Paolo - Sto appena iniziando su YouTube. Parlando di Dio, ho parlato anche
di Pedro Ballester. Da studente mi sono identificato con la sua devozione a Dio e sono colpito da come abbia preferito la vera felicità, anche in mezzo alla croce, a una felicità puramente edonistica, puramente superficiale. E dal fatto che, anche nell’ora del dolore più grande, abbia preferito tenerlo nascosto piuttosto che lamentarsi con i suoi genitori. Ci è voluto del tempo perché i suoi genitori si rendessero conto che aveva un problema di salute.
E l’ho già condiviso sui miei social attraverso storie e post. È sorprendente che, parlando di lui, le persone reagiscono molto bene. Desiderano saperne di più su di lui e sulla sua storia esemplare».
«Mi sono ammalata. - racconta Sofia, di Madrid - La diagnosi è stata di un cancro molto aggressivo, al quarto stadio. Poiché ero molto disponibile, le persone mi hanno donato molte immaginette di preghiera. Il documentario su Pedro ha davvero attirato la mia attenzione. È stato interessante vedere che qualcun'altro aveva qualcosa di simile a ciò che avevo io, anch’esso raro, ed è perché lui aveva un sarcoma osseo, mentre il mio è un sarcoma muscolare. Ma entrambi abbiamo iniziato con dolori al bacino. Pedro sta già compiendo piccoli miracoli su di me. Dopo molti interventi, mi hanno detto che avrei perso molta mobilità. L’unica cosa che succede alla mia gamba è che si gonfia un po’, ma continuo a camminare, con molta pazienza. Prima ero la persona più impaziente di tutta la Spagna».