Lo scorso 23 ottobre si è tenuta a Genova la presentazione del libro Opus Dei. Una storia, scritto da José Luis González Gullón e John F. Coverdale, pubblicato in Italia da Edizioni Ares.
L’evento si è svolto nell’oratorio San Filippo Neri, costruito nel 1749. Con la sua caratteristica pianta ellittica e gli interni in stile rococò, perfettamente conservati, l’oratorio è stato utilizzato fin dal XVIII secolo per concerti di musica sacra e da camera, ospitando artisti come Niccolò Paganini e il sopranista Carlo Scalzi.

Questa volta, però, non è stata la musica la protagonista della serata, ma le parole.
A moderare l'incontro è stato Matteo Angeli, direttore dell'emittente televisiva ligure Primocanale, che ha dialogato con il coautore José Luis González Gullón, accompagnando i presenti alla scoperta del volume che ricostruisce quasi un secolo di storia dell'Opus Dei.
Una sinfonia profonda: san Josemaría e san Filippo Neri
Ad aprire la presentazione è stato padre Mauro De Gioia, coordinatore dell'Ufficio per la Cultura dell'Arcidiocesi di Genova, che ha sottolineato le affinità tra san Filippo Neri e san Josemaría Escrivá. Padre Mauro ha ricordato come già nella Roma del Cinquecento san Filippo Neri desiderasse avvicinare tutti alla santità, aiutando i laici a vivere pienamente la propria vocazione cristiana. Un'intuizione che ha ritrovato anche nel messaggio di san Josemaría, secondo cui la santità non è soltanto una chiamata rivolta a tutti, ma un cammino che ciascuno può percorrere attraverso le circostanze ordinarie della propria vita.

«Questa è la sintonia per me profonda di san Josemaría con san Filippo. Questo oratorio serviva perché i laici si facessero santi come laici. Allora siete benvenuti come a casa vostra. E devo dire un grazie alla spiritualità dell'Opera per questo fuoco che ho conosciuto, perché ho ricevuto qualcosa di bello», ha concluso padre Mauro.
La serata è poi proseguita con il dialogo tra Matteo Angeli e José Luis González Gullón. Tra le prime domande, quella sul titolo del volume: perché Opus Dei. Una storia e non La storia? L'autore ha spiegato che ogni storico ricostruisce e racconta gli avvenimenti a partire da una propria prospettiva. Nel suo caso, ha scelto di farlo sia come storico sia come membro dell'Opus Dei, cercando di raccontare la storia di un messaggio che san Josemaría aveva compreso come una chiamata divina: incontrare Gesù e vivere uniti a Lui nelle circostanze quotidiane, nel lavoro e nella vita ordinaria.

Angeli ha poi chiesto come spiegare la rapidità con cui l'Opus Dei si è diffuso nel mondo. González Gullón ha risposto richiamando proprio l'origine spirituale del suo messaggio: «Si può spiegare perché dietro l'Opus Dei c'è proprio Dio».
Le Catalinas: alla scoperta della personalità di san Josemaría
Tra gli interventi del pubblico, anche quello di Raffaella, avvocato genovese che ha conosciuto l’Opus Dei grazie all’allora fidanzato, ora suo marito, e che, dopo aver partecipato alla canonizzazione di san Josemaría, è diventata soprannumeraria. Raffaella ha raccontato con un sorriso di aver acquistato il libro in formato Kindle, per poi comprarne anche una copia cartacea, così da poter sottolineare e annotare i passaggi che l’avevano colpita di più. Ha quindi chiesto all’autore quale documento, tra quelli consultati durante la ricerca, lo avesse maggiormente colpito e quale virtù ritenesse più significativa per comprendere la personalità e la missione di san Josemaría.

González Gullón ha indicato le Catalinas, conosciute anche come Apuntes íntimos, i quaderni personali in cui san Josemaría raccoglieva i propri appunti spirituali. Da queste pagine, ha spiegato, emerge la figura di un uomo di cuore, appassionato di Gesù e delle persone, sensibile alle ingiustizie e profondamente amante della libertà.
Al termine dell’incontro, l’autore si è fermato a rispondere alle domande dei presenti e a firmare le copie del libro.

