“Percorso San Josemaría Escrivá” a Loreto

L’inaugurazione del Percorso San Josemaría Escrivá: una salita pedonale che risale in sette tornanti la collina di Loreto. Lungo il cammino 14 targhe segnalano le stazioni della Via Crucis.

Galleria fotografica dell'Intitolazione del Percorso San Josemaría Escrivá L'omelia della S.Messa e il discorso dopo la Via Crucis del Prelato

Sabato 1° marzo si sono svolti a Loreto, in mattinata, due eventi collegati fra loro: alle ore 11, lungo il camminamento pedonale che dal piazzale di arrivo dei pullman conduce al Santuario, è stato celebrato per la prima volta il rito della Via Crucis, con l’inaugurazione, simultaneamente, delle stazioni della Via Crucis  e dell’intitolazione di tale camminamento pedonale “Percorso San Josemaría Escrivá”; alle ore 12,15 c’è stata in Basilica una solenne concelebrazione eucaristica.

Presenti ad entrambi gli atti sono stati l’Arcivescovo Giovanni Tonucci, Delegato Pontificio per la Santa Casa e Prelato di Loreto, e S.E. Mons Javier Echevarría, Prelato dell’Opus Dei. Assieme a loro, una folla di fedeli, in parte lauretani, in parte provenienti da varie città: Ancona, Perugia, Roma, Bologna, Milano.

Il percorso intitolato a San Josemaría Escrivá è una salita pedonale che risale in sette tornanti la collina di Loreto, affiancando l’ascensore dal livello dei parcheggi fino a quello del Santuario. Le 14 targhe che segnalano le stazioni della Via Crucis sono opera dell’artista milanese Amalia Mestichelli e portano incisi brani dei commenti di San Josemaría Escrivá su ciascuno dei momenti della salita di nostro Signore al Calvario, tratti dal suo volume postumo “Via Crucis”.

Alle 11, nel piazzale di arrivo dei pullman, c’erano circa trecento persone che si disponevano al rito della Via Crucis, in un clima di gioia che l’aspetto piuttosto nuvoloso del cielo e le frequenti raffiche di vento non riuscivano ad attenuare.

Prima dell’inizio del rito, l’arcivescovo Tonucci ha meso in evidenza il doppio collegamento fra i due atti che si sarebbero celebrati: il primo è di ordine sostanziale, perché la Via Crucis è il ricordo della Passione del Signore, mentre il sacrificio eucaristico è la sua attualizzazione; il secondo collegamento è in relazione alla figura di San Josemaría. Questi ebbe al tempo stesso una forte devozione per la Via Crucis e una intensa devozione per la Madonna. Mons. Tonucci ha poi ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della Via Crucis e del Percorso San Josemaría Escrivá e ha salutato affettuosamente il Prelato dell’Opus Dei, ringraziandolo per la sua presenza.

La Via Crucis si è svolta leggendo i testi del libro “Via Crucis”, di San Josemaría, davanti ad ogni stazione. La lettura è stata fatta dall’ex giornalista della RAI Alberto Michelini.

Il rito della Via Crucis si è svolto in un clima di profondo raccoglimento da parte di tutte le persone che, lentamente, sono salite lungo il Percorso San Josemaría Escrivá, al seguito dei due Prelati. Nel tono forte e chiaro con cui venivano pronunciate le preghiere previste per il popolo durante la Via Crucis traspariva la preghiera personale di ciascuno.

Terminata la Via Crucis, Mons. Echevarría ha ringraziato sia il Comune che la Prelatura di Loreto per la realizzazione del Percorso e della Via Crucis. Ha quindi ricordato le occasioni nelle quali San Josemaría venne a Loreto, mettendo in evidenza i suoi profondi legami con la Santa Casa: non soltanto San Josemaría abbandonò qui nelle mani della Madonna, con fiducia filiale, le proprie preoccupazioni; ma fu anche questo il luogo dove sicuramente contemplò in modo particolare Gesù, Maria e Giuseppe mentre vivevano per tanti anni, nella loro casa, la vita ordinaria di una famiglia normale: quella vita ordinaria e quella normalità che Dio volle, attraverso di lui, mostrare alla Chiesa come un cammino di santificazione.

Dal piazzale dove termina il Percorso San Josemaría Escrivá i due Prelati, seguiti dagli altri partecipanti alla Via Crucis, sono poi entrati nella Basilica. Lì si sono aggiunti altri pellegrini, arrivati nel frattempo. Tutti i posti a sedere nella Basilica sono stati presto occupati e alcuni hanno dovuto assistere in piedi.

Alle 12,15 è cominciata la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Javier Echevarría. Oltre all’Arcivescovo Giovanni Tonucci concelebrava il Vescovo di Macerata, Mons. Claudio Giuliodori. Partecipavano alla concelebrazione anche anche Mons. Fernando Ocáriz, Vicario generale dell’Opus Dei; Mons. Lucio Norbedo, Vicario dell’Opus Dei per l’Italia; Mons. Normann Insam, Vicario della Delegazione di Roma dell’Opus Dei.

Nell’omelia, il Prelato dell’Opus Dei ha ricordato in modo specifico le circostanze che condussero San Josemaría a fare un pellegrinaggio penitenziale a Loreto i giorni 14 e 15 agosto del 1951, e ha letto alcuni passi di un’omelia nella quale San Josemaría ricorda, alcuni anni dopo, la sua emozione nel leggere, sopra la mensa dell’altare all’interno della Santa Casa, le parole HIC VERBUM CARO FACTUM EST, e il clima di fede che traspariva nei comportamenti delle persone che parteciparono alla Messa da lui celebrata.

Al termine della concelebrazione, Mons. Tonucci ha ringraziato ancora il Prelato dell’Opus Dei per la sua presenza e ha commentato come gli atti compiuti nella mattinata sono una testimonianza di un fatto che si è realizzato per l’Opus Dei come per diverse altre istituzioni della Chiesa: il legame, cioè, che si è venuto a creare fra la Madonna di Loreto e i fondatori di tali istituzioni.