Giovedì 15 ottobre il Teatro Juvarra di Torino ha ospitato la presentazione del libro Opus Dei. Una storia, organizzata dall'AEC – Associazione per le attività Educative e Culturali. L'incontro, a cui hanno partecipato più di 200 persone, è stato moderato da Sara Ricotta Voza, giornalista de La Stampa – Redazione Tuttolibri.
Come relatori hanno partecipato Michele Rosboch, professore ordinario di Storia del Diritto Italiano ed Europeo all'Università di Torino, e Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e Il Tempo e responsabile del Servizio Comunicazioni della Diocesi di Torino.
Ad aprire la serata è stato invece Gianluca Segre, presidente dell'AEC, che ha sottolineato come la storia dell'Opus Dei sia anzitutto quella di persone comuni, chiamate a vivere il messaggio cristiano nelle circostanze ordinarie della propria vita.

La moderatrice Sara Ricotta Voza ha poi richiamato il significato del luogo scelto per la presentazione: il Teatro Juvarra, inserito nel Collegio Artigianelli di san Leonardo Murialdo, un ambiente che richiama due aspetti centrali del carisma dell'Opus Dei: la laicità e il lavoro.
Raccontare la storia dell'Opus Dei attraverso le fonti
Il primo intervento è stato quello di don José Luis González Gullón, coautore del volume. Lo storico ha spiegato le ragioni che hanno portato alla realizzazione del libro, frutto di cinque anni di lavoro. A differenza delle precedenti pubblicazioni dedicate alla vita del fondatore, san Josemaría Escrivá, il volume si propone di ricostruire la storia dell'Opus Dei nel suo insieme, grazie anche al libero accesso agli archivi della prelatura.
Michele Rosboch, professore ordinario di Storia del Diritto Italiano ed Europeo all'Università di Torino, ha approfondito il rapporto tra carisma e istituzione, evidenziando come san Josemaría avesse compreso fin dall'inizio l'importanza di una configurazione giuridica adeguata alla realtà spirituale dell'Opus Dei e alla sua missione nella Chiesa.
Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e il Tempo e responsabile del Servizio Comunicazioni della Diocesi di Torino, si è soffermato su due aspetti del pensiero di san Josemaría che conservano una particolare attualità.
Il primo riguarda la libertà dei fedeli dell'Opus Dei nelle questioni opinabili, che comporta il rispetto di posizioni differenti e la responsabilità personale nelle proprie scelte. Il secondo è il valore della trasparenza e di una comunicazione orientata a informare, anziché a influenzare l'opinione pubblica.

Nel corso del dibattito, Gullón è tornato sul messaggio della santità in mezzo al mondo, interrogandosi su come comunicarlo ai giovani di oggi. Ha sottolineato l'importanza di rimanere uniti a Gesù nel luogo e nelle circostanze in cui ciascuno si trova, richiamando le parole che san Josemaría scriveva nelle dediche dei libri di spiritualità donati agli studenti: «Cerca Cristo, trova Cristo, ama Cristo».
Rosboch ha inoltre ricordato il rapporto di fedeltà del fondatore dell'Opus Dei con i diversi Pontefici, anche nei momenti più difficili, e la sua devozione alla Madonna.
L'Opus Dei a Torino: una storia di amicizia e di persone
Un altro tema affrontato durante la serata è stato quello della presenza dell'Opus Dei nella società torinese, in particolare tra i giovani.
“La santità non incrocia i ragazzi con le istituzioni” ma nei rapporti personali, ha osservato Riccadonna. A questo proposito, il direttore de La Voce e Il Tempo ha ricordato figure come Pier Giorgio Frassati e Domenico Savio, esempi concreti di una santità vissuta con gioia.
A rendere ancora più concreto questo aspetto è stata la testimonianza di Francesco Bruera, giovane professionista e padre di quattro figli, che ha raccontato di aver conosciuto l'Opus Dei attraverso un amico. Un incontro che, nel suo percorso personale, lo ha aiutato a scoprire più profondamente l'amore di Dio, l'amore per sua moglie e la gioia della vita cristiana.

La serata si è così conclusa riportando al centro il filo conduttore dell’incontro: una storia fatta non soltanto di eventi e documenti, ma soprattutto di persone, incontri e amicizie, attraverso cui il messaggio di san Josemaría continua a prendere forma ogni giorno, nella vita quotidiana.
