Mons. Mariano Fazio: "Il perdono non è un dovere aggiuntivo, ma la conseguenza della carità"

Si è tenuta presso l'Università Pontificia della Santa Croce, la prima "Rome Conference on Forgiveness" il 18 gennaio 2018. Tra i relatori anche mons. Mariano Fazio, vicario generale dell'Opus Dei, che ha parlato dell'importanza del perdono nel Vangelo e in san Josemaría.

Opus Dei - Mons. Mariano Fazio: "Il perdono non è un dovere aggiuntivo, ma la conseguenza della carità"

"Io non ho avuto bisogno di imparare a perdonare, perché Dio mi ha insegnato ad amare”. Questa frase di san Josemaría fornisce la chiave di lettura alla base della prima conferenza di Roma sul tema del perdono, che si è tenuta giovedì 18 gennaio alla Pontificia Università della Santa Croce, a Roma.


Perdonare infatti "costa": tutti noi dobbiamo fare i conti con i nostri personali egoismi, offese e rancori ed è molto difficile metterli da parte. Ma, come ha sottolineato mons. Mariano Fazio, vicario generale dell’Opus Dei, la pratica del perdono si deve confrontare anche con "forti correnti culturali che distorcono la sua natura, rendendo difficile non solo capirne il significato ma soprattutto realizzarlo”.

Io non ho avuto bisogno di imparare a perdonare, perché Dio mi ha insegnato ad amare (san Josemaría)

I nemici del perdono: relativismo, individualismo ed edonismo

Quali sono allora i nemici del perdono? Da una parte, afferma mons. Fazio ispirandosi ad un lavoro del prof. Jaime Cárdenas, c’è il relativismo che tende a "scusare ciascuna azione e a confondere e cancellare qualunque tipo di colpa”. Un atteggiamento rischioso perché "senza la consapevolezza di un’offesa non può esserci nessuna colpa, e senza colpa non c’è bisogno di chiedere perdono”.

Un’esaltazione esagerata dell’autonomia umana, un troppo spiccato individualismo, anche questo chiude la strada al perdono perché rende difficile immedesimarsi e mettersi al posto di un’altra persona. Infine, è pericoloso anche" evitare la sofferenza a tutti i costi", tendenza tipica di una società edonistica, poiché "il perdono è sempre un processo doloroso", ma non per questo va evitato.

Un troppo spiccato individualismo chiude la strada al perdono

Il perdono in san Josemaría: “Affogare il male nell’abbondanza di bene”

Quello del perdono è un tema centrale nel messaggio di san Josemaría Escrivà. Perdonare rappresenta infatti il fondamento della dottrina cristiana, che insegna ad amare il prossimo come noi stessi, con pregi e difetti. Un concetto particolarmente caro anche a papa Francesco, per il quale la giustizia di Dio non è altro che "la misericordia concessa a tutti come grazia in forza della morte e risurrezione di Gesù Cristo".(Misericordiae Vultus, Giubileo della Misericordia)

“Se ami solamente le buone qualità che vedi negli altri - spiegava san Josemaría - se non sai comprendere, scusare, perdonare, allora sei un egoista” (Forgia, 954).


"La radice più profonda dell’abilità di san Josemaría nel perdonare - ha continuato mons. Fazio - va ricercata nel suo amore per Dio: avendo interiorizzato il duplice precetto della carità amava Dio sopra tutte le cose, e di conseguenza, gli uomini e le donne che lo hanno seguito in un modo molto pratico e vero”.

"La radice più profonda dell’abilità di san Josemaría nel perdonare va ricercata nel suo amore per Dio" (mons. Fazio)

Perdonare non è facile ma di fronte alle difficoltà, ci è utile pensare a quante volte Dio ha perdonato noi: "Non pensare più alla tua caduta. —Quel pensiero, oltre a essere un macigno che ti copre e ti opprime, sarà facilmente occasione di prossime tentazioni. —Cristo ti ha perdonato: dimentica l'uomo vecchio. (Cammino, 262)


San Josemaría “trasmetteva intorno a lui un’atmosfera di amore, trattando ciascuna persona come figlio di Dio, come portatore di un nucleo di dignità che neppure il peccato può cancellare.

Egli sapeva come focalizzarsi sulle qualità positive di ciascuna persona, tolse dalla propria vita qualsiasi preferenza tra persone, non permettendosi mai di guardare nessuno dall’alto verso il basso. Per questo motivo vedeva il perdono come una conseguenza della carità, piuttosto che un dovere aggiuntivo, arrivando a dire: “Non ho avuto bisogno di imparare a perdonare, perché il Signore mi ha insegnato ad amare”.

San Josemaría trasmetteva intorno a lui un’atmosfera di amore
"Perciò, provando a far conoscere la verità del volto di Dio, oggi più che mai, dobbiamo essere consapevoli della grande forza evangelizzatrice che si trova nella testimonianza del perdono".


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Hanno partecipato alla conferenza, organizzata dal centro di ricerca MCE: Luis Navarro, rettore della Pontifica Università della Santa Croce, Robert Enright, (University of Wisconsin-Madison, Stati Uniti); Annette Shannon, docente a Belfast, in Irlanda del Nord; Barbara Marchica, del Consiglio Pastorale di Milano; Omer Ahmed Kerim Berzinji, Ambasciatore dell’Iraq presso la Santa Sede; Peta Pellach, dell’Elijah Interfaith Institute di Gerusalemme; Gammenos Mastrojenni, del Ministero degli affari Esteri; Paola Binetti, deputata e senatrice del Parlamento Italiano e Alison Sutherland, direttore del Rotarian Action Group for Peace in Gran Bretagna e mons. Mariano Fazio, Vicario Generale dell’Opus Dei.