Un anno di “Barbiana al Tiburtino” nelle periferie di Roma

Si è concluso il primo anno della scuola gratuita ELIS-Barbiana al Tiburtino, che ha coinvolto centinaia di ragazzi.

Iniziative sociali
Opus Dei - Un anno di “Barbiana al Tiburtino” nelle periferie di Roma

La scuola di Barbiana al Tiburtino è un progetto iniziato nell’ottobre del 2017 da un’idea del preside del Centro di Formazione Professionale ELIS, Pierluigi Bartolomei. Il progetto consiste in corsi di formazione professionali gratuiti rivolti a tutti, con una particolare attenzione ai ragazzi provenienti da ambienti poveri o socialmente svantaggiati che frequentano il quartiere Tiburtino di Roma, dove ha sede il Centro ELIS.

Il progetto consiste in corsi di formazione professionali gratuiti rivolti a tutti

In una lettera inviata ai sostenitori del progetto “Barbiana al Tiburtino”, Pierluigi ha redatto un bilancio del primo anno di attività. Grazie ai contributi dei sostenitori del progetto, la scuola ha potuto accogliere “circa 300 ragazzi la mattina e 90 nel pomeriggio - scrive Pierluigi - molti dei quali sono minori non accompagnati ospiti di varie case famiglia, insieme a numerosi ragazzi romani privati, senza alcuna colpa, dei loro affetti più cari e del focolare domestico”.

Il progetto ha attratto altre realtà e istituzioni impegnate nell’ambito sociale come Save the Children e la Caritas diocesana. Tra ottobre 2017 e giugno 2018 la scuola rivolta agli "ultimi" ha regalato “176 giornate di formazione pratica al mattino (pari a 1056 ore) e circa 154 giornate (pari a 308 ore) nell’After School Program”.

Il programma pomeridiano ha portato diversi frutti per tanti ragazzi, a seconda delle esigenze di ciascuno. I ragazzi stranieri hanno potuto partecipare a 37 lezioni di lingua italiana, volontari della FIJLKAM e del football hanno offerto 70 giornate di lezioni di sport, tutti i ragazzi hanno potuto usufruire di quasi mille ore di assistenza allo studio o ripetizioni di tante materie scolastiche, grazie ai ragazzi volontari del liceo San Giuseppe De Merode e del liceo Cristo Re.

Un ragazzo della scuola ha preparato un semplice video che raccoglie alcuni momenti significativi dell’anno scolastico appena concluso.

Sul suo profilo di Facebook Pierluigi ha raccontato la storia di un ragazzo che grazie alla scuola di Barbiana ha iniziato a sperare in un futuro lontano dalla criminalità:

“Il ragazzo, G, ha 20 anni, figlio di una donna abruzzese e di un manush (appartenente a un popolo nomade proveniente dall’India). Sin da piccolo viene avviato alle tradizioni criminali. Cresce con un coltello in tasca, gli viene detto che la lama è una fedele compagna di vita. Nato e cresciuto in una realtà nomade, tuttavia rimane a Roma dall’età di 11 anni. Il “campo” dove vive è un “porto franco” dove convivono gruppi criminali di diverse estrazioni che vi nascondono armi e refurtiva (in cambio di soldi e favori). La nonna commercia immagini iconografiche sacre della cultura ortodossa, i bambini sono delle sentinelle adibite al controllo.

"Sapete come vivere senza giudicare nessuno e qui si impara facendo: dalla pratica"

G., dopo un reato di rapina a mano armata ai danni di una coppia di turisti, recidiva con un’altra rapina. Tuttavia, il giudice concede la messa alla prova nell’ambito del progetto ELIS-Barbiana al Tiburtino. G., ogni giorno che entra a scuola, si ferma davanti all’immagine della Madonna e dice una preghiera. Il padre è ortodosso e la mamma cattolica. La madre del ragazzo è in un istituto penitenziario nel sud dell’Italia, mentre il padre agli arresti domiciliari al “campo”.

A Barbiana, G. entra in modo guardingo, si sente giudicato. Afferma: “Voi pensate che io sia uno zingaro e quindi un criminale”. Tuttavia, dopo una prima conoscenza con i volontari e i ragazzi ha percepito di essere “parte del tutto”. Ha cominciato ad adoperarsi in piccole azioni utili agli altri, non solo a se stesso: apparecchiare la tavola con i volontari, montare i tatami con i judoka o magari collaborare nell’orto.

La sua esperienza in Barbiana, tocca il picco positivo quando dice “Voi italiani non siete tutti uguali, qua state davvero avanti. Sapete come vivere senza giudicare nessuno e qui si impara facendo: dalla pratica”. Ad oggi ha finito la sua messa alla prova e, ogni tanto, passa alla scuola a salutare i volontari e racconta che, grazie ai valori che gli sono stati insegnati, sta facendo un corso per diventare pizzaiolo.

In totale sono tre i ragazzi messi alla prova grazie al progetto ELIS-Barbiana al Tiburtino, ovvero ragazzi sotto processo penale ai quali è stata proposta l’attuazione di condotte riparative.

Un anno in cifre

Ecco il resoconto dettagliato delle attività svolte in nemmeno un anno di progetto:

Quest’anno gratuitamente sono state erogate 176 giornate di formazione pratica al mattino (pari a 1056 ore) e circa 154 giornate (pari a 308 ore) nell’After School Program.

I numeri del lavoro realizzato in borgata a favore dei ragazzi fuori dal circuito scolastico, provenienti da case famiglia, da assistenti sociali e dalla strada:

- 7.700 pasti completi

- 70 giornate (pari a 140 ore) di sport.

- 37 giornate (pari a 74 ore) di musica.

- 37 giornate (pari a circa 37 ore) di italiano per stranieri

- 30 giornate (pari a circa 46 ore) per “Orto in condotta”.

- ripetizioni di: matematica (198 ore), italiano (223 ore), fisica (72 ore), economia e diritto (166 ore), tecnologia (198 ore), storia (132 ore). Per un totale di 989 ore di assistenza allo studio.

- 154 giornate (pari a circa 308 ore) di “Agorà” su cittadinanza attiva.

- 105 giornate (230 ore circa) di competenze professionali: Falegnameria, Impianti Elettrici, Muratura, Idraulica/Termoidraulica e Saldatura.

- Realizzato 15 interventi con Ape Operaia nelle case di famiglie meno abbienti del quartiere.

- Aiutato 4 famiglie (una di Subiaco, due di Tor Bella Monaca, e una di Casal Bruciato) a pagare le utenze domestiche e ad acquistare vestiti, scarpe e libri per i loro figlioli.

- Ammesso alla prova tre ragazzi minorenni dal Tribunale dei minori.