Storia del presepe

"Tutta l'umanità è rappresentata nel presepe" diceva san Josemaría: ma come è cominciata questa consuetudine?

Opus Dei - Storia del presepe

Cammino, 557

Quando comincia il mese di dicembre, molte chiese e case cristiane vengono decorate con rappresentazioni della nascita di Gesù. Anche in alcuni negozi continua questa tradizione che è entrata, col passare del tempo, nella cultura di ogni paese. La scena di San Giuseppe, Maria e il Bambino, o la rappresentazione di diverse scene bibliche legate alla nascita di Gesù, aiutano a mettersi nella vita di Gesù, come diceva San Josemaría: "Per imparare da Lui è necessario conoscere la sua vita; è necessario leggere il santo Vangelo e meditare le scene del Nuovo Testamento per addentrarci nel senso divino dell'esistenza terrena di Gesù" (È Gesù che passa, 14).

Nelle catacombe

Già alle origini del cristianesimo si trova qualche traccia della rappresentazione della Madonna col Bambino: è il caso dei dipinti mariani delle catacombe di Priscilla, a Roma: uno di questi mostra la Vergine con l'aureola e col Bambino al petto e un profeta (forse Isaia) al fianco. Per questo, una delle interpretazioni di questa immagine lungo la storia fa riferimento a queste parole del profeta Isaia, nelle quali si può intravvedere un annuncio messianico: "Allora Isaia disse: Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele" (Is. 7, 13-14).

Greccio e il primo presepe

Notte di Natale del 1223. Greccio, Italia. San Francesco d'Assisi celebra in una grotta vicina all'eremo di questo villaggio la scena della nascita di Cristo, ma non con figurine e miniature di oggetti quotidiani, né con persone, ma in questo caso San Francesco utilizzò degli animali.

Fu celebrata la Messa notturna accompagnata da una rappresentazione simbolica della scena della nascita, con una mangiatoia senza Bambino, con il bue e l'asino, basandosi sulla tradizione cristiana e i Vangeli apocrifi, e sul passo di Isaia: "Il bue conosce il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende" (Is. 1,3). Questi animali appaiono già nel presepe del IV secolo scoperto nelle catacombe della Basilica di San Sebastiano a Roma nel 1877.

Santuario di Greccio.

Dopo la Messa, San Francesco cantò il Vangelo e fece la predicazione sulla nascita di Gesù in circostanze umili come quelle che si rappresentavano in quel momento: una fredda notte d'inverno, all'interno di una grotta, riparato nel luogo dove mangiavano gli animali che, vicino al Bambino, lo riscaldavano con loro alito. Dopo questa prima occasione, che più che un presepe si può considerare come una rappresentazione liturgica, divenne sempre più popolare l'installazione di presepi nelle chiese durante il Natale, con figure di terracotta, cera o legno.

Diffusione in Europa e America

A partire dal XIV secolo, l'allestimento dei presepi per Natale si consolidò come tradizione in Italia e cominciò a passare al resto d'Europa, inizialmente come pratica ecclesiastica, arrivando poi a tutto il popolo. In concreto, i francescani si incaricarono di diffondere questa tradizione, portandola nel XIV secolo in Spagna e nel XV secolo a Napoli, dove si preparò il primo presepe di argilla.

A metà del XVIII secolo il re Carlo VII di Napoli diventò re di Spagna e promosse la diffusione dei presepi in tutta la Spagna e, successivamente, in America.

Gli antichi presepi napoletani e spagnoli di questa epoca sono caratterizzati da una ricca simbologia, secondo la dimensione delle figure e i passi biblici rappresentati. L'obiettivo era di cercare di trasmettere i messaggi della redenzione attraverso la rappresentazione della nascita di Gesù.

Figure e personaggi

Tutta l'umanità è rappresentata nel presepe: "Il Signore si rivolge a tutti gli uomini perché tutti gli vadano incontro, perché tutti siano santi. Non chiama soltanto i Magi, uomini saggi e potenti; prima aveva inviato ai pastori di Betlemme non già una stella, ma uno dei suoi angeli, ma tutti, poveri o ricchi, sapienti o meno, devono maturare nell'anima la disposizione umile che permette di ascoltare la voce di Dio" (È Gesù che passa, 33).

Secondo la tradizione, i Magi furono guidati fino a Gesù Bambino da una stella.

Le figure indispensabili nel presepe sono San Giuseppe, Maria e Gesù Bambino; e poi l'asino e il bue; l'angelo e i pastori che adorano il bambino ricordano che uno di questi esseri celesti annunciò ai pastori l'arrivo del Messia (Lc, 2 8-15).

La presenza dei re Magi è stata variamente interpretata nella storia, per simbolizzare cose diverse: a volte la Trinità, in altri casi il mondo conosciuto (per questo uno dei Magi era bianco un altro moro e uno con la carnagione scura), o le tre età dell'uomo (gioventù, maturità e vecchiaia). In ogni caso, questi tre personaggi sono basati sul passaggio evangelico riferito da San Matteo (Mt 2, 1-12).