«È necessario conoscere in profondità il tempo in cui viviamo, le dinamiche che lo attraversano, le potenzialità che lo caratterizzano, e i limiti e le ingiustizie, a volte gravi, che lo affliggono…». Queste parole del prelato dell’Opus Dei mons. Fernando Ocáriz, contenute nella lettera pastorale pubblicata il 7 luglio 2017, hanno risuonato profondamente in chi lavora per i progetti della Fondazione OIKIA, una realtà nata a Roma nel 1993 per promuovere la formazione e la valorizzazione della donna, con particolare attenzione alla cura della persona e alla conciliazione tra famiglia e lavoro.
Tra i progetti della Fondazione ci sono anche percorsi di formazione rivolti a donne migranti, in particolare nell’ambito del lavoro di cura e dell’assistenza familiare. Le parole del prelato ci hanno spinto a guardare ancora più attentamente la realtà di queste donne, costrette a lasciare il proprio Paese e, spesso, anche la propria famiglia, per cercare in Europa un lavoro che permetta loro di sostenere i figli, farli studiare e assicurare loro un futuro migliore.
Per molte di loro il lavoro più facilmente accessibile è quello domestico: prendersi cura di una casa, assistere una persona anziana o aiutare una famiglia con bambini. Spesso affrontano ritmi pesanti, spostandosi nell’arco della stessa giornata da una parte all’altra della città, da una casa all’altra. A tutto questo si aggiungono la barriera linguistica, l’isolamento sociale, la difficoltà di raggiungere un’indipendenza economica e, non di rado, il problema dell’abitazione.
Di fronte a questa realtà, è cresciuto il desiderio di aiutare queste donne anzitutto a riconoscere il valore di ciò che fanno. Il lavoro domestico possiede una grande dignità e richiede competenze specifiche, professionalità e qualità umane. Allo stesso tempo, risponde a un bisogno sempre più urgente di molte famiglie, nelle quali conciliare lavoro, cura dei figli, assistenza ai genitori anziani e gestione della casa, può diventare molto difficile.
Da questa consapevolezza sono nati i corsi Global Care della Fondazione OIKIA, un progetto che affonda le radici anche in un patrimonio di valori condiviso con l’Opus Dei, l'insegnamento di san Josemaría e la stima del fondatore per la capacità della donna di umanizzare gli ambienti attraverso la cura, l’attenzione alle persone e il lavoro ben fatto.
Una realtà sperimentata concretamente nei centri dell’Opera e nel lavoro svolto ogni giorno dalle numerarie ausiliari. Appena cinque anni prima della nascita della Fondazione, tale sensibilità trovò poi conferma nella Mulieris dignitatem, la Lettera apostolica di san Giovanni Paolo II, pubblicata il 15 agosto 1988. OIKIA nasce quindi anche dal desiderio di portare questo patrimonio oltre l’ambiente dell’Opera, perché sempre più donne e famiglie possano beneficiarne.
I corsi Global Care della Fondazione OIKIA: una professionalità al servizio della famiglia
Per dare forma al progetto abbiamo costituito un gruppo di lavoro con numerarie ausiliari e soprannumerarie madri di famiglia. Abbiamo desiderato che l’iniziativa diventasse anche un’occasione per coinvolgere amiche e conoscenti, invitandole a mettere generosamente a disposizione tempo, competenze ed esperienza e offrendo loro la possibilità di scoprire più da vicino il valore umano e sociale del lavoro di cura. Insieme abbiamo così costruito un percorso rivolto alle donne straniere che già lavorano, o desiderano lavorare, come assistenti familiari.
Abbiamo voluto, inoltre, che i corsi fossero anche uno spazio accogliente nel quale incontrarsi, confrontarsi, condividere difficoltà e costruire relazioni.
Da ottobre 2024 a luglio 2026 si sono svolti quattro corsi, ai quali hanno partecipato 48 donne provenienti da Messico, Perù, Guatemala, Ecuador, Colombia, Tunisia, Senegal, Mali, Russia, Sri Lanka, India e Filippine.
Si alternano lezioni teoriche e attività pratiche: lingua, storia e cultura italiana, cucina, cura della casa, lavanderia e stireria; assistenza alle persone anziane e ai bambini; elementi di legislazione italiana e diritto del lavoro. Un’attenzione particolare è dedicata alle relazioni: al rispetto, all’educazione, alla capacità di ascolto e al riconoscere i bisogni degli altri.
Ogni corso inizia con l’intervento di una madre di famiglia che trasmette quanto il lavoro di una brava assistente familiare contribuisce alla serenità della casa, alla crescita equilibrata dei bambini e alla qualità delle relazioni.
Le lezioni pratiche di cucito, stiro, lavanderia e apparecchiatura della tavola, affidate a numerarie ausiliari, aiutano le partecipanti a comprendere che il loro è un vero lavoro professionale. Richiede competenze, cura dei dettagli, sensibilità estetica, pazienza, costanza e capacità organizzativa.
Conoscere il Paese che ci accoglie: lezioni di cucina, storia e letteratura
Le lezioni di cucina riguardano ricette della tradizione italiana: piatti semplici e familiari, espressione della cultura e della vita quotidiana del nostro Paese. La cucina non è solo un lavoro tecnico, è un modo di prendersi cura di sé e degli altri, attraverso cui si può imparare anche una lingua, conoscere una cultura e sentirsi progressivamente parte di una comunità.

La cultura apre la mente, alimenta la sensibilità e aiuta a sentirsi meno estranei nel luogo in cui si vive. Per questo, abbiamo ritenuto importante offrire anche alcuni elementi di storia e letteratura italiana: un breve viaggio nella storia del nostro Paese, con particolare attenzione alla civiltà romana, per aiutarle a comprendere il significato delle rovine e dei monumenti che incontrano ogni giorno a Roma. Una lezione in particolare si è conclusa con la visione dell’iconico film Vacanze romane.
La relazione di cura
Imparare a cogliere i bisogni di un bambino o di una persona anziana, ma anche comprendere la fatica di una madre o di un padre che tornano dal lavoro, sono aspetti importanti. L’assistente familiare può contribuire a creare le condizioni perché ciascuno ritrovi il tempo e la serenità necessari per prendersi cura degli altri.
Lavoriamo anche sull’autostima, sulla consapevolezza delle proprie capacità e sullo spirito d’iniziativa. Imparare un mestiere significa preparare il proprio futuro, ma spesso anche cambiare quello dei propri figli e offrire un contributo prezioso alla comunità che accoglie.
La festa delle culture
Ogni corso si conclude con una festa alla quale le partecipanti sono invitate insieme alle loro famiglie. In questa occasione ricevono l’attestato e preparano un piatto tipico del proprio Paese. Musiche e danze trasformano la consegna degli attestati in un incontro tra culture diverse.

Le partecipanti sono molto grate per la formazione ricevuta, ma soprattutto per essersi sentite accolte e valorizzate nelle loro diverse identità e culture.
Particolarmente commovente è stata la testimonianza di Esperanza, peruviana. Dopo la proiezione di un video di un incontro con san Josemaría in Perù nel 1974, ha raccontato che sua madre aveva partecipato a quell’incontro, affrontando un viaggio non facile per conoscere quel sacerdote dal quale, attraverso le iniziative sociali promosse dal Centro Condoray a Cañete aveva ricevuto tanto bene. In quel momento sua madre era incinta: la bambina che portava in grembo era proprio lei.
Quel racconto ci ha fatto percepire in modo speciale come il bene possa attraversare il tempo, le generazioni e i continenti, riemergendo molti anni dopo in un incontro inatteso.

Famiglie e assistenti domestiche: due bisogni che si incontrano
Seguendo da vicino le donne che lavorano come assistenti familiari, abbiamo compreso che anche le famiglie possono imparare a essere datori di lavoro consapevoli e responsabili.
Abbiamo quindi proposto tre incontri dal titolo La famiglia come datore di lavoro, perché non è diffusa la consapevolezza di quanto questa formazione sia importante: è necessario conoscere e rispettare il contratto, la giusta retribuzione, gli orari, i riposi e le ferie. D’altra parte, è altrettanto fondamentale costruire una relazione fondata sul rispetto e sulla chiarezza.
Infatti, solo quando ruoli, compiti e aspettative sono chiari, può nascere una bella alleanza tra la famiglia e l’assistente familiare: una collaborazione fondata sulla fiducia, sul rispetto e sul riconoscimento reciproco.
Con i corsi Global Care proviamo a far incontrare due bisogni: quelli delle famiglie e quelli delle assistenti domestiche, trasformandoli in un’opportunità di crescita reciproca. Attraverso gesti semplici, competenze e relazioni, il lavoro di cura diventa servizio, occasione d’incontro e strumento di dignità. Perché ai corsi della Fondazione OIKIA il futuro si impasta insieme. Per davvero.
Letizia D’Amicis
