Mamma e papà, ma in un altro modo

Vi raccontiamo la storia di una coppia di coniugi che non si è disperata davanti all’impossibilità di avere figli, mettendosi al servizio della comunità.

Opus Dei - Mamma e papà, ma in un altro modo

Elisa e Alessandro sono sposati da otto anni: “Quando ci siamo sposati - racconta Elisa - io avevo 43 anni e Alessandro 44. Siamo sempre stati aperti alla vita, ma dopo una gravidanza terminata prematuramente con un aborto spontaneo, non ce ne sono state altre”.

Elisa e Alessandro hanno avuto la possibilità di essere genitori in un modo non previsto

Il desiderio, naturale, di maternità e di paternità in Elisa e Alessandro si è rinnovato quando hanno intravisto la possibilità di esercitare la loro genitorialità in un modo fino a quel momento non previsto: “In un incontro pastorale un sacerdote ci ha parlato delle diverse possibilità di sostegno ai giovani in difficoltà, in particolare dell’affido”.

Con l’affido, che è una cosa molto diversa dall’adozione, una famiglia dà una disponibilità di tempo (part time o full time) per vivere insieme a un minore che ha delle difficoltà relazionali. L’affido è finalizzato a far ritornare il minore nella sua famiglia, dalla quale è stato allontanato per problemi vari.

“Dopo aver parlato con questo sacerdote abbiamo deciso di partecipare a un corso organizzato dal comune per formare le coppie affidatarie - continua Elisa - ma alla fine del corso ci rendemmo conto che l’affido era una situazione molto impattante e con un alto rischio di difficoltà serie nella relazione con il minore”.

Gianluca è un ragazzo di sedici anni che vive in una comunità da tre anni

Elisa e Alessandro stavano per tirarsi indietro, quando gli assistenti sociali gli hanno proposto un progetto di volontariato familiare: “Non avevamo idea di che cosa volesse dire, e anche dopo che gli assistenti ce lo avevano spiegato avevamo ancora qualche dubbio - ammette Elisa - ma alla fine accettammo. Dopo alcuni colloqui con gli assistenti sociali conoscemmo Gianluca”.

Gianluca è un ragazzo di sedici anni che vive in una comunità da tre anni perché la sua famiglia di origine ha molti problemi gravi. I primi incontri con Elisa e Alessandro chiaramente sono molto difficili, perché il ragazzo nella comunità è tra i suoi pari, mentre la coppia rappresenta una novità.

Una volta alla settimana, durante il weekend, Elisa e Alessandro si sono impegnati a passare del tempo di qualità con Gianluca, con la supervisione dell’educatore responsabile della comunità del ragazzo.

Elisa e Alessandro si sono impegnati a passare del tempo di qualità con Gianluca

“La prima volta che ci siamo visti - racconta Alessandro - Gianluca aveva segretamente organizzato un’uscita con i suoi amici nel tempo in cui sarebbe dovuto stare con noi. L’inizio del nostro volontariato familiare è stato piuttosto traumatico”.

Dopo le prime difficoltà il rapporto di Elisa e Alessandro con Gianluca è migliorato: “Sono sempre stato appassionato di sport, e Gianluca è un ragazzo molto vivace - continua Alessandro - spesso quando ci vediamo organizziamo delle escursioni in bicicletta: mi sembra che i frutti di questo tipo di esperienza siano positivi per il ragazzo”.

“Sono felicissima perché vedo Alessandro davvero adatto a fare questo genere di cose - aggiunge Elisa - è entrato nella giusta sintonia con Gianluca e lo sta aiutando a crescere, esercitando la sua paternità in un modo inaspettato”.

“L’idea di questi progetti è quella di fare confrontare i ragazzi come Gianluca con realtà positive - conclude Alessandro - non è certo come avere un figlio, ma stiamo scoprendo che possiamo essere papà e mamma anche così”.