L’avvento, tempo di speranza e di gioia

Giovanni Paolo II: “la caratteristica inconfondibile della gioia cristiana è che essa può convivere con la sofferenza, perché è tutta basata sull'amore”.

Lo scorso 14 dicembre il Santo Padre Giovanni Paolo II, nelle riflessioni precedenti la recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, ha ricordato che la terza domenica di Avvento è detta Domenica "Gaudete", poiché invita i fedeli a rallegrarsi per l'imminente nascita del Signore.

"L'Avvento è tempo di gioia" - ha detto il Papa - "perché fa rivivere l'attesa dell'evento più lieto nella storia: la nascita del Figlio di Dio dalla Vergine Maria. Sapere che Dio non è lontano, ma vicino, non indifferente, ma compassionevole, non estraneo, ma Padre misericordioso che ci segue amorevolmente nel rispetto della nostra libertà: tutto questo è motivo di una gioia profonda che le alterne vicende quotidiane non possono scalfire".

Il Santo Padre ha proseguito affermando: "Caratteristica inconfondibile della gioia cristiana è che essa può convivere con la sofferenza, perché è tutta basata sull'amore. In effetti, il Signore che ci è 'vicino', al punto da farsi uomo, viene ad infonderci la sua gioia, la gioia di amare. Solo così si capisce la serena letizia dei martiri anche in mezzo alle prove, o il sorriso dei santi della carità dinanzi a chi è nel dolore: un sorriso che non offende, ma consola".

Dopo la recita dell'Angelus, il Papa, rivolgendosi ai bambini venuti in Piazza San Pietro per la per la tradizionale benedizione dei 'Bambinelli', ha detto: "Cari bambini e ragazzi, quando metterete nel presepe la statuina di Gesù Bambino, dite una preghiera per me e per le tante persone che si rivolgono al Papa nelle loro difficoltà. Buon Natale a tutti!".

  • Vatican Information Service (VIS)