La Svezia si riempie di presepi

In Svezia alcuni anni fa un gruppo di persone si propose di far conoscere il vero senso del Natale. Questa iniziativa ha dato origine ad una grande esposizione di presepi provenienti da tutto il mondo.

Malén Parra, Svezia

                       Un presepe svedese

A Natale del 1963 San Josemaría scrisse: "Quando parlo davanti al presepio, cerco sempre di immaginarmi Gesù Nostro Signore proprio così, avvolto in fasce e adagiato sulla paglia di una mangiatoia; ma al tempo stesso cerco di vederlo, mentre è ancora bambino e non parla, come Dottore e Maestro. Ho bisogno di considerarlo in questo modo, perché devo imparare da Lui. Per imparare da Lui è necessario conoscere la sua vita; è necessario leggere il santo Vangelo e meditare le scene del Nuovo Testamento per addentrarci nel senso divino dell'esistenza terrena di Gesù. (È Gesù che passa, 14)

Poco dopo il mio arrivo in Svezia, nel 1987, cominciai a lavorare in una piccola libreria. Oltre che libri, cominciammo a vendere oggetti religiosi, come immaginette, rosari, ecc. Già in occasione del primo Natale che festeggiammo là, pensammo di decorare la vetrina con un presepio, che chiesi ai miei fratelli in Spagna.

Pensando al messaggio cristiano di San Josemaría sulla nascita di Gesù, ci siamo resi conto che le persone celebravano queste feste con tradizioni molto graziose, ma spesso non conoscevano il senso vero del Natale. Decorando con un presepe la vetrina, volevamo trasmettere il messaggio del Natale che molti non conoscevano. Ebbe subito un grande successo; la gente entrava e domandava se vendevamo presepi, o dove potevano trovarli.

Da diversi paesi

I miei fratelli e i miei amici continuarono a mandarci presepi, non più solo dalla Spagna ma anche dai paesi dove andavano. Così, a poco a poco, abbiamo raccolto presepi di diversi paesi, che riflettevano la stessa fede rappresentata in diversi modi secondo le diverse culture, ed abbiamo fatto una piccola esposizione nella libreria, invitando i nostri clienti e i bambini, che vennero in gruppi con le loro professoresse. Col passare degli anni, aumentando la collezione, trasferimmo l'esposizione in una biblioteca pubblica vicino alla libreria. Li organizzammo anche la lettura di racconti di Natale per i bambini. L'iniziativa, alla quale si unirono alcune amiche, ebbe un'accoglienza molto buona. La stessa esperienza la vivemmo nella hall di un albergo situato di fronte alla libreria, dove ci furono molti visitatori.

Presepe tipico della Bolivia.

In seguito, cominciai a lavorare con la mia amica Marianne per diffondere il senso cristiano del Natale. Nel dicembre del 2004 inaugurammo la grande esposizione nella biblioteca del centro commerciale di quella zona. Oltre ai presepi forniti dalla libreria, preparammo una storia biblica del Natale e collocammo al centro un presepe a grandezza naturale.

L'esposizione fu inaugurata dal sindaco del posto e da varie personalità civili e religiose di diverse confessioni. Fu visitata quel Natale da circa 4000 persone, per la maggior parte famiglie e bambini. Fu una grande catechesi, come risulta dalle testimonianze che molta gente scrisse nel libro degli invitati.

Nell'antico "pub"

Gli anni successivi ripetemmo l'esposizione, in dimensioni minori, nella libreria, che fra l'altro cambiò due volte i locali. Nel 2010, dato che avevamo chiuso la libreria, trasferimmo i presepi nella casa di ritiri e lì facemmo l'esposizione nell'antico "Pub" dove vennero a visitarla diverse persone del paese. In quell'occasione ci aiutarono a montarla un buon numero di cooperatrici ed amiche.

Inaugurazione della mostra di presepi.

Alla fine di quest'estate mi chiamò Marianne raccontandomi che alcuni giorni prima, pranzando in un piccolo castello vicino al suo luogo di lavoro, che funziona come centro di conferenze, le si era avvicinata la responsabile di quel locale, Agneta, domandando se conoscevano qualcuno che avesse dei presepi da esporre nelle sale durante il Natale. Marianne rispose subito di sì e ci contattò. Ringraziammo di questa possibilità e ci mettemmo all'opera in questo nuovo progetto. Volevano che nel periodo in cui in questo castello si tiene il tipico pranzo di Natale fossero esposti i presepi, che oramai erano arrivati a 100 esemplari di diversi paesi.

Le quattro sale erano bellissime e il 5 dicembre ci fu l'inaugurazione. Questa volta le parole di benvenuto furono pronunciate dal capo del Dipartimento di Cultura del Municipio. Cominciò facendo riferimento alla domanda che da secoli filosofi, artisti e teologi si facevano riguardo a come un Dio poteva farsi Uomo, e disse che questa domanda si materializzava in quest'esposizione che, nonostante la sua bellezza artistica, mostrava tutta la semplicità necessaria per dare risposta a questo interrogativo.

Presepe proveniente da Cracovia, in Polonia.