La crisi economica è crisi etica

Al Centro Convegni di Calarossa, vicino a Palermo, si è svolto un convegno dedicato a cercare le ragioni della crisi economica che in questi mesi agita il mondo. Ne è scaturita la pressante richiesta di dare spazio a comportamenti etici, personali e collettivi.

Il Convegno, organizzato dall’Associazione ARCES di Palermo, è stato introdotto dalla relazione di Domenec Melé, Chair Business Etichs della IESE Business School di Barcellona, che ha parlato su “Prospettiva etica della crisi finanziaria”. Il relatore ha affermato che, “al di là degli effetti economici e dei problemi umani e sociali provocati, la crisi suggerisce una riflessione sugli aspetti etici associati alla crisi. Molti si domandano chi siano i responsabili, mentre altri tendono a mettere in discussione le possibilità e i limiti del libero mercato e l’effetto della competizione auspicata dal capitalismo sul comportamento etico delle persone”. Dopo avere fatto una sintetica storia della crisi, ha segnalato i comportamenti forse censurabili di alcuni attori, come le autorità monetarie ed economiche, gli amministratori delle banche e gli organi di vigilanza del sistema finanziario, ma soprattutto ha cercato di identificare le cause profonde della crisi: L’assenza di regolamenti opportuni e validi per tutti; i forti incentivi per generare profitti a breve termine; l’avidità e la corruzione del carattere morale delle persone; ma soprattutto l’ideologia imperante: “Si tratta di una causa non verificabile concretamente – ha detto Melé - ma non avrei dubbi nell’affermare che può aver esercitato una grande influenza. L’attrattiva di arricchirsi in poco tempo e di consumare in modo esagerato favoriscono i comportamenti descritti. D’altra parte, l’imperante ideologia liberale, mentre difende la libertà, l’ordine e le leggi, trasferisce tutta la responsabilità sociale allo stato, senza preoccuparsi delle conseguenze sociali dell’attività economica”.

Il relatore ha concluso la sua ampia esposizione affermando che “senza valori, senza norme e senza virtù, la competizione nel mercato potrebbe diventare un’autentica giungla”. Da qui l’esigenza di un nuovo modo di agire dei vari attori nell’ambito politico, aziendale, culturale e personale, riscoprendo il ruolo delle virtù e la necessità di avvalersi di persone oneste e virtuose nella gestione dell’economia e delle finanze”.

A seguire, Ivan Lo Bello, Presidente di Confindustria Sicilia e del Banco di Sicilia, ha parlato su “Crisi finanziaria e mutamenti del sistema economico e finanziario”. Il relatore, personaggio molto noto in Italia per il suo impegno a sostegno di imprenditori e commercianti minacciati dalla malavita organizzata, ha illustrato i nuovi scenari configurati dalla crisi, ma ha voluto  anche incoraggiare gli imprenditori presenti illustrando motivi di speranza, molto legati alla volontà e all’impegno del singolo.

Nel pomeriggio Robert Leonardi, direttore del Laboratorio di Economia e Coesione sociale nella London school of Economics, attualmente responsabile per i Fondi Europei per la Regione Sicilia, ha illustrato la nuova strategia della Regione nell’utilizzo delle risorse comunitarie. A conclusione dell’interessante giornata di lavori, un ulteriore contributo positivo è venuto da alcuni giovani imprenditori siciliani, che hanno illustrato brevemente la propria positiva esperienza nel creare nuove intraprese di successo.