La canonizzazione sarà una festa e un dono

Dopo la recente canonizzazione di Padre Pio, Roma si prepara di nuovo ad aprire le braccia ai pellegrini che il 6 ottobre 2002 arriveranno nella città eterna da molte parti del mondo. Negli ultimi giorni di giugno l’emittente televisiva italiana Telepace ha trasmesso due volte il reportage “Una festa e un dono. Verso la canonizzazione di Josemaría Escrivá”. Eccone alcuni brani.

In occasione dell’anniversario del transito al Cielo del fondatore dell’Opus Dei, Telepace ha voluto far conoscere meglio la sua figura e i suoi insegnamenti, che – come mostra il servizio – sono arrivati fino al distretto di Kiambù in Kenia.

A 30 chilometri da Nairobi negli anni ’80 fu aperto Kimlea, un centro formativo che s’ispirava agli insegnamenti del Beato Josemaría dove si lavora per ripristinare la dignità delle donne di quella zona del Kenia. Fra le altre cose, si danno lezioni di alimentazione, sanità, alfabetizzazione e governo della casa; qualche volta le lezioni hanno anche lo scopo di rendere capaci le donne di fare un lavoro con il quale provvedere al sostentamento della famiglia. È il caso di Margaret Nanyama, una delle protagoniste del reportage “Una festa e un dono”. Conosce il Beato Josemaría solo attraverso le fotografie, però lo tiene in grande considerazione. “Mi piacerebbe molto andare alla canonizzazione e pregare nei luoghi dove egli ha vissuto”, afferma.

Margaret è abituata a lavorare nei campi 12 ore al giorno, dalle 6 del mattino alle 6 della sera. Raccoglie circa 70 chili al giorno di caffè, per i quali riceve come paga un po’ meno di due dollari. Nel suo villaggio, che si trova in una delle zone più povere del paese, c’è l’abitudine che solo i ragazzi vadano a scuola. “Sin da quando ho saputo di Kimlea – ricorda Margaret -, mi sono messa in lista per imparare a leggere e scrivere e a cucinare. Dedico molto tempo a imparare. Cucino “madazi” da vendere alle mie colleghe e con questo ricevo qualche soldo in più per condurre una vita un po’ più agiata con la mia famiglia”.

Con le persone più bisognose

In Africa sono molte le persone che hanno bisogno di aiuto; per questo il Comitato organizzatore della canonizzazione di Josemaría Escrivá ha voluto unire la celebrazione del 6 ottobre a un nuovo progetto di solidarietà. Uno dei membri del Comitato, Carlo De Marchi, spiega che “ognuno vive la canonizzazione come un momento di gioia, come un dono che ha ricevuto. Quando riceviamo un dono, la reazione spontanea è quella di ringraziare. Vogliamo dividere questo dono con le persone più bisognose e perciò abbiamo suggerito ai pellegrini che verranno alla canonizzazione di dare un donativo di 5 euro per il Progetto Harambee 2002”. Col denaro raccolto saranno finanziati un certo numero di programmi educativi in Africa.