«Se si vuole fare un paragone, il modo più facile per capire l’Opera è di pensare alla vita dei primi cristiani. Essi vivevano a fondo la loro vocazione cristiana; cercavano seriamente la perfezione alla quale erano chiamati per il fatto, semplice e sublime, di aver ricevuto il Battesimo» (Colloqui, n. 24)
«Attribuiamo un’importanza primaria e fondamentale alla “spontaneità apostolica della persona”, alla sua libera e responsabile iniziativa, sotto la guida dello Spirito» (Colloqui, n.19).
All’inizio del cammino verso il centenario dell’Opera riflettiamo su come possiamo contribuire personalmente e insieme ad altri a una manifestazione concreta di quel “ravvivare il dono di Dio che è in noi”, quello della nostra vocazione, con iniziative di ogni tipo, semplici e concrete, audaci e discrete, al servizio della Chiesa e del mondo lì dove stiamo. Ciascuno nel suo ambiente familiare, professionale e sociale, con il desiderio di ispirare molti a cercare un incontro personale con Dio.
Letture consigliate:
- San Josemaría, Colloqui con Monsignor Escrivà, n.19
- Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, nn. 7-14
- Fernando Ocáriz, Lettera 1 novembre 2019, nn.13 e 18-22
