Discorso del Papa di lunedì 7 ottobre

Giovanni Paolo II ha incontrato i pellegrini convenuti per la canonizzazione di San Josemaría Escrivá. "Si potrebbe dire - ha detto il Papa - che egli fu il santo dell'ordinario". Riportiamo il discorso del Papa in italiano.

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Con gioia vi rivolgo il mio cordiale saluto, all'indomani della canonizzazione del beato Josemaría Escrivá de Balaguer. Ringrazio S.E. Mons. Javier Echevarría, Prelato dell'Opus Dei, per le parole con cui si è fatto interprete di tutti i presenti. Saluto con affetto i numerosi Cardinali, Vescovi e sacerdoti che hanno voluto prendere parte a questa celebrazione.

Questo festoso incontro unisce una grande varietà di fedeli, provenienti da tanti Paesi e appartenenti ai più diversi ambiti sociali e culturali: sacerdoti e laici, uomini e donne, giovani e anziani, intellettuali e lavoratori manuali. E' questo un segno dello zelo apostolico che ardeva nell'anima di San Josemaría.

2. Nel Fondatore dell'Opus Dei spicca l'amore per la volontà di Dio. Esiste un criterio sicuro di santità: la fedeltà nel compiere la volontà divina fino alle ultime conseguenze. Su ciascuno di noi il Signore ha un progetto, ad ognuno affida una missione sulla terra. Il santo non riesce neppure a concepire se stesso al di fuori del disegno di Dio: vive soltanto per realizzarlo.

San Josemaría fu scelto dal Signore per annunciare la chiamata universale alla santità e per indicare che la vita di tutti i giorni, le attività comuni, sono cammino di santificazione. Si potrebbe dire che egli fu il santo dell'ordinario. Era infatti convinto che, per chi vive in un'ottica di fede, tutto offre occasione di un incontro con Dio, tutto diviene stimolo alla preghiera. Vista così, la vita quotidiana rivela una grandezza insospettata. La santità si pone davvero alla portata di tutti.

[3. Escrivá de Balaguer fu un santo di grande umanità. Tutti coloro che lo frequentarono, di qualsiasi cultura o condizione sociale, lo sentirono come un padre, completamente dedito al servizio degli altri, poiché era convinto che ogni anima è un tesoro meraviglioso; in effetti, ogni uomo vale tutto il Sangue di Cristo. Questo atteggiamento di servizio è evidente nella sua dedizione al ministero sacerdotale e nella magnanimità con cui diede impulso a tante opere di evangelizzazione e di promozione umana a favore dei più poveri.

Il Signore gli fece comprendere profondamente il dono della nostra filiazione divina. Egli insegnò a contemplare il volto tenero di un Padre nel Dio che ci parla attraverso le più diverse vicissitudini della vita. Un Padre che ci ama, che ci segue passo a passo e ci protegge, ci comprende e attende da ognuno di noi la risposta dell'amore. La considerazione di questa presenza paterna, che lo accompagna ovunque, dà al cristiano una fiducia incrollabile; in ogni momento deve confidare nel Padre celeste. Non si sente mai solo e non ha paura. Nella Croce - quando si presenta - non vede un castigo, bensì una missione affidata dal Signore stesso. Il cristiano è necessariamente ottimista, poiché sa che è figlio di Dio in Cristo.

4. San Josemaría era profondamente convinto che la vita cristiana richieda una missione e un apostolato: siamo nel mondo per salvarlo con Cristo. Amò il mondo appassionatamente, con "amore redentore" (cfr Catechismo della Chiesa cattolica, n. 604). Proprio per questo motivo i suoi insegnamenti hanno aiutato così tanti membri ordinari dei fedeli a scoprire la forza redentrice della fede, la sua capacità di trasformare la terra. Questo messaggio ha implicazioni numerose e feconde per la missione evangelizzatrice della Chiesa. Promuove la cristianizzazione del mondo "dall'interno", mostrando che può non esserci contrasto fra la legge divina e le esigenze di autentico progresso umano. Questo sacerdote santo pensava che Cristo dovesse essere l'apice di tutta l'attività umana (cfr Gv 12, 32).

Il suo messaggio esorta i cristiani ad agire in luoghi in cui si plasma il futuro della società. Dalla presenza attiva del laicato in tutte le professioni e presso le frontiere più avanzate dello sviluppo può derivare soltanto un contributo positivo al rafforzamento di quell'armonia fra fede e cultura che è una delle necessità più importanti del nostro tempo.

5. San Josemaría Escrivá ha speso la sua vita al servizio della Chiesa. Nei suoi scritti, i sacerdoti, i laici che seguono le vie più diverse, i religiosi e le religiose trovano una fonte stimolante d'ispirazione. Cari Fratelli e Sorelle, imitandolo con apertura di mente e di cuore, nella disponibilità a servire le Chiese locali, voi contribuite a dare forza alla "spiritualità di comunione" che la Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte indica come uno degli obiettivi più importanti per il nostro tempo (cfr nn. 42-45).

Sono lieto di concludere con un appello alla festa liturgica odierna della Beata Vergine Maria del Rosario. San Josemaría scrisse un bell'opuscolo intitolato Il Santo Rosario, che s'ispira all'infanzia spirituale, disposizione d'animo propria di coloro che vogliono giungere a un totale abbandono alla volontà divina. Di tutto cuore, affido alla protezione materna di Maria tutti voi, come pure le vostre famiglie, il vostro apostolato, ringraziandovi per la vostra presenza e benedicendovi con affetto.]

6. Ringrazio ancora una volta tutti i presenti, specialmente quelli venuti da lontano. Vi invito, carissimi Fratelli e Sorelle, a recare dappertutto una chiara testimonianza di fede, secondo l’esempio e l’insegnamento del vostro santo Fondatore. Vi accompagno con la mia preghiera e di cuore benedico voi, le vostre famiglie e le vostre attività.