«L’anno scorso, insieme a Valeria e Sossy - racconta Patrizia - abbiamo avuto l’occasione di organizzare un evento per professioniste e amiche dell’Opus Dei. Abbiamo scelto di parlare dell’essere sale della società: un sale che non fosse “indigesto”, e che non rimanesse fra i denti».
Il progetto è nato quasi per caso: «Avevamo prenotato una location e dovevamo “riempirla”, era come un contenitore vuoto da colmare. Non è stato molto poetico come inizio, ma è nato un progetto di cui siamo fiere».
«Quest’anno - dice Patrizia - abbiamo pensato che potesse essere interessante riflettere sul lavoro e approfondire il carisma dell’Opus Dei, che si concentra principalmente sul lavoro professionale. Così è nato il meeting dal titolo Senso e valore del nostro lavoro professionale. Trasformare la prosa quotidiana in endecasillabi».
Al meeting hanno partecipato oltre quaranta donne, provenienti dal nord Italia e con esperienze professionali diverse: «Le regioni del nord-est - dice Valeria, che lavora a Verona come guida turistica - sono la Galilea d’Italia. In Veneto abbiamo anche il Garda, il lago più grande d’Italia, che a me piace comparare al lago di Galilea. Da noi, che siamo come la gente di Galilea, nascono molte cose innovative, proprio come il meeting a Cavallino Treporti».

Le attività sono iniziate venerdì sera, per permettere a tutte le partecipanti di arrivare senza fretta dopo la giornata lavorativa: «Per conoscerci, abbiamo organizzato un’attività di ice-breaking: un gioco divertente e scherzoso in cui ognuna delle presenti ha rappresentato su un cartoncino il proprio lavoro. C’era chi ha paragonato la propria professione ad un fiore, chi al sole… È stato divertente e poi, spiegando i propri disegni, sono nate occasioni per conversazioni significative».
Il sabato è stato dedicato a un workshop, in cui le partecipanti hanno avuto tempo anche per socializzare e fare una merenda insieme.
«Ci sono stati anche momenti di preghiera e di adorazione, - racconta Valeria - oltre a due interventi: uno di carattere scritturistico, tenuto da don Giulio Maspero, professore di Teologia dogmatica presso la Pontificia Università delle Santa Croce, e l’altro, di natura filosofico-teologica, tenuto da Ilaria Vigorelli, docente di Teologia dogmatica presso la stessa Università».
La domenica mattina ha visto una profonda esperienza di ascolto, ispirata dalla pratica della “conversazione generativa”: «Questi momenti di condivisione sono stati molto importanti per raccogliere ciò che ciascuna aveva interiorizzato nei giorni precedenti.
Il weekend si è concluso con una piccola sorpresa: «L’attività finale prevedeva la realizzazione di una cornice, all’interno della quale ciascuna ha sintetizzato con una frase o un disegno ciò che l’aveva colpita maggiormente del meeting. Un gesto semplice, ma che ha lasciato tutte piacevolmente stupite».
«Siamo molto felici dei meeting di Cavallino. - aggiunge Valeria - Dai feedback delle partecipanti, che hanno detto di essere state contente di queste giornate trascorse insieme, abbiamo avuto la conferma che si è respirata un’atmosfera innovativa, creativa. Il commento più bello che abbiamo ricevuto - conclude Valeria - è stato senz’altro: Mi sento come dopo una sessione di massaggio».

Speranza e la forza del femminile
Quello organizzato da Valeria e Patrizia, seppur unico nel suo genere, non è stato l’unico convegno per professioniste che ha avuto luogo lo scorso autunno.
A novembre, a Castellania, in Piemonte, trentaquattro donne si sono incontrate per un weekend di riflessione e condivisione sul tema della speranza, ispirandosi alla Lettera ai Romani di san Paolo e alla bolla Spes non confundit di papa Francesco, che introduce il Giubileo 2025.
Le partecipanti, confrontandosi con una domanda centrale della fede: Se Dio esiste, dov’è in tutto questo? hanno riscoperto che la speranza cristiana non è un sentimento passeggero, ma una certezza radicata nella Risurrezione.
In Sicilia, invece, si è svolto l’incontro “A cerchi concentrici: la forza del femminile per fare fiorire il mondo”. L’evento, dedicato al dialogo e alla riflessione sul ruolo delle donne, è stato arricchito da alcune testimonianze, come quella di Giusi Sorci, già docente di francese, Rosi Di Franco esperta di comunicazione e attualmente imprenditrice nel settore immobiliare e Marta Rustioni, giovane docente di Lettere.
Il dibattito ha toccato temi profondi, arricchiti da episodi di vita, come l’esperienza di Rosi nell’affrontare la malattia di un figlio e la storia di Marie Claire, infermiera del Burundi, fondatrice di APS Burundi: Associazione per Promozione della salute e dello Sviluppo socio-economico, una onlus che si prende cura delle giovani vedove e combatte la malnutrizione.
