Conferenza stampa in occasione della canonizzazione di Josemaría Escrivá

Giovedì 3 ottobre si è tenuta una conferenza stampa di presentazione della canonizzazione di Josemaría Escrivá nella Pontificia Università della Santa Croce. Marta Manzi, portavoce del Comitato organizzatore, ha annunciato che "sarà una cerimonia con uno spiccato carattere internazionale" visto che i partecipanti provengono da 84 Paesi, dagli Stati Uniti alla Cina, da Cuba alla Corea. Gli organizzatori si aspettano la partecipazione di circa 230.000 persone.

Marta Manzi ha descritto il senso della canonizzazione per i fedeli della Prelatura dell’Opus Dei, che “di fatto, saranno una piccola parte di tutti i pellegrini” "Per i fedeli della Prelatura la canonizzazione è un invito a convertirsi; non è un giorno di esaltazione, ma di umiltà; il momento buono per rinnovare il desiderio di cercare Dio nel lavoro e nella vita quotidiana".

Alla conferenza stampa, oltre alla Manzi, hanno partecipato anche mons. Flavio Capucci, postulatore della causa di canonizzazione, Giorgio Fozzati e Annalisa Panio, coordinatori della logistica e dei volontari nel Comitato organizzatore, il medico congolese Léon Tshilolo, rappresentante del progetto Harambee 2002, e Frankie Gikandi, direttrice dell’ "Outreach Programme", in Kenya, progetto pilota di Harambee.

Mons. Flavio Capucci ha lavorato alla causa di canonizzazione per 25 anni. "Alla postulazione è giunta notizia di 48 guarigioni medicamente inspiegabili, attribuite all’intercessione del nuovo santo". In tutti questi casi se è potuta raccogliere un’abbondante documentazione medica. Pochi mesi fa è uscito un libro, che ne riporta 18, tra i quali i due casi che sono stati considerati "un miracolo" dalla Congregazione delle cause dei santi, e che hanno portato rispettivamente alla beatificazione e alla canonizzazione di Josemaría Escrivá. La postulazione pubblicherà a breve un libro con 200 esempi di altri favori: problemi economici, preoccupazioni familiari, conversioni, ecc.

Mons. Capucci ha fatto riferimento anche all’iter della causa, che si potrebbe riassumere con alcune cifre: alla morte di mons. Escrivá, molte persone – laici, religiosi, sacerdoti- chiesero al Papa la apertura della causa. Tra loro c’erano 1.297 vescovi. Furono chiamate a testimoniare 100 persone, che avevano conosciuto personalmente il fondatore dell’Opus Dei. Si è raccolta la documentazione relativa a tutto l’ arco della sua vita. "Si può dire che la vita di Josemaría Escrivá è stata studiata al microscopio, per arrivare alla certezza della sua santità e della realtà dei miracoli. Ora si può dire che la canonizzazione comporta la ‘liberalizzazione’ di Josemaría Escrivá, che non appartiene più soltanto all’ Opus Dei, ma a tutta la Chiesa". Al termine della conferenza stampa mons. Capucci ha aggiunto una considerazione personale. "Ringrazio Iddio ed anche mons. Álvaro del Portillo, che mi ha affidato questo incarico, per il privilegio di aver potuto vivere questi anni a stretto contatto di una persona che considero un padre per me. Conoscere tanto in profondità la sua vita e il suo pensiero mi ha aperto grandi orizzonti, mi ha colmato di speranza, mi ha spronato ogni giorno in questi 25 anni."

Varietà di personalità che parteciperanno alla canonizzazione. Giorgio Fozzati ha presentato alcuni dati relativi alla cerimonia, a cui parteciperanno più di 400 vescovi di 61 Paesi. Tra le autorità civili che hanno preannunciato la loro presenza alla cerimonia, Fozzati ha menzionato Lech Walesa, Mama Ngina Kenyatta, vedova di Jomo Kenyatta (primo presidente del Kenya indipendente). Fra gli italiani, il Presidente della Camera dei Deputati Pierferdinando Casini, il Vicepresidente del Governo Gianfranco Fini, e altri ministri ed esponenti del mondo sindacale. Saranno presenti anche leaders di diverse formazioni politiche, come Francesco Rutelli, Massimo D’Alema e Cesare Salvi. Non mancheranno personaggi popolari come l’allenatore della nazionale di calcio, Giovanni Trapattoni.

Le istituzioni spagnole saranno rappresentate da alcuni ministri e dai sindaci e altre autorità dell’Aragona e di Barbastro, rispettivamente regione e città natale del nuovo santo. Saranno presenti anche persone di diverse religioni, come il poeta Alik Zorin con un gruppo di ortodossi provenienti dalla Russia, Hinrich Bues, pastore protestante di Amburgo (Germania), ecc.

" Il Progetto Harambee sta molto a cuore agli organizzatori ", ha segnalato Léon Tshilolo, medico congolese presente alla conferenza stampa. "Harambee – che in lingua swahili significa ‘tutti insieme’ - nasce del desiderio di condividere la gioia della canonizzazione con chi si trova in stato di necessità". "Condividere, poi, in modo concreto, ha detto Tshilolo, promuovendo iniziative educative in Africa, tramite un concorso pubblico aperto a tutti quelli che lavorano in questo settore". Fino ad ora Harambee ha trovato un’accoglienza straordinaria, da parte di singole persone e anche di istituzioni e imprese, che hanno aderito all’iniziativa. Venerdì 4 ottobre, alle 21:00, nell’Auditorio di Santa Cecilia (via della Conciliazione n. 4) sarà presentato il progetto, nel corso di una serata in cui parteciperanno anche molti africani, giunti a Roma per la canonizzazione. Giorgio Fozzati, del Comitato organizzatore della canonizzazione, ha ringraziato le istituzioni italiane, pubbliche e private, che stanno collaborando all’evento. Ha, inoltre, affermato che questo sforzo istituzionale farà sì che "i partecipanti trovino una città accogliente, dove tutti si sentiranno a casa propria".

Non solo le istituzioni, ma anche molti cittadini romani si sono dati da fare per collaborare ai preparativi, "specie molti giovani", ha affermato Annalisa Panio, coordinatrice dei volontari. I volontari non sono solo romani e italiani, ma "saranno due mila, provenienti da 60 paesi".Sono solo una piccola parte delle migliaia di giovani che stanno arrivando a Roma e che risiedono in campings, palestre, scuole e altri luoghi, e che contribuiranno, come ha detto la Panio, a dare a questi giorni "l’atmosfera di una grande festa accanto al Papa".