Comunità religiose attendono con gioia la canonizzazione di Josemaría Escrivá

Articolo di Mons. Flavio Capucci

In occasione dell’annuncio della prossima canonizzazione del beato Josemaría, superiori e superiore di molte comunità hanno scritto al prelato per congratularsi e per condividerne la gioia.

Anche le comunità religiose possono essere nominate cooperatrici dell’Opus Dei. Il loro contributo consiste nella preghiera quotidiana per il lavoro di evangelizzazione della Prelatura. Attualmente sono più di 500 le comunità, maschili e femminili, che sostengono la Prelatura con le loro preghiere in numerosi Paesi del mondo.

Ecco alcune citazioni tratte dai tanti messaggi ricevuti.

La Priora del convento delle Carmelitane scalze di Coimbra scrive: “Come Cooperatrici dell’Opus Dei da diversi decenni, vogliamo manifestare all’Eccellenza Vostra Reverendissima la nostra gioia per la prossima canonizzazione del Beato Josemaría”. E aggiunge: “Questo giubilo è condiviso da Suor Lucia, che rinnova i sentimenti manifestati in occasione della beatificazione del Servo di Dio”. La veggente di Fatima conobbe personalmente il Fondatore e lo “spinse” affettuosamente a dare inizio al lavoro apostolico dell’Opus Dei in Portogallo.

Una religiosa scrive a proposito della futura canonizzazione: “Non posso spiegarle in così brevi righe ciò che provo in questo momento (…) I santi mi sono sempre stati di grande incoraggiamento, ma in questo caso la devozione al beato Josemaría e l’affetto per l’Opus Dei mi spronano con maggior forza. Gli scritti del Padre erano da molto tempo il mio cibo e, da quando mi hanno eletto superiora, sono la fonte a cui bevo e faccio bere le sorelle che il Signore mi ha affidato”.

Il 9 gennaio, centenario della nascita del fondatore dell’Opus Dei, la superiora di un’altra comunità scriveva: “Un altro motivo di gioia e di rendimento di grazie è l’approvazione del miracolo per la canonizzazione, che condurrà prestissimo il beato Josemaría alla massima gloria degli altari. Perciò ci congratuliamo e ci rallegriamo. In questa felice circostanza, voglia egli sostenere la Chiesa nelle sue necessità e ottenga la pace per i cuori, per le famiglie e per il mondo (…) Con grandissimo affetto nel Signore e in nome di tutta la comunità, continuiamo a offrire le nostre preghiere, i nostri sacrifici e tutta la nostra vita consacrata per l’E.V. e per l’OPERA fondata dal beato Josemaría”.

Anche un religioso spagnolo, in una lettera, prende spunto dal centenario: “Oggi è un grandissimo giorno non soltanto per voi, ma anche per tutta la Chiesa e anzi per il mondo intero (…) Dalle cinque del mattino sto ringraziando Iddio dal profondo dell’anima, per il dono ineffabile che ci ha fatto del beato Josemaría Escrivá (…) I miei tanti acciacchi non mi consentiranno di partecipare alla canonizzazione del beato Josemaría, ma sarà per me occasione di grande giubilo, perché da quando fu beatificato ho pregato tutti i giorni per la sua pronta canonizzazione”.

Da una comunità francese giungono queste righe: “Ci uniremo di tutto cuore alle cerimonie che si svolgeranno a Roma per onorare il futuro santo, per ringraziare per tutto ciò che realizzò con la sua vita e per tutti i favori dovuti alla sua intercessione”.

Nelle lettere ricevute è largamente condiviso un sentimento felicemente sintetizzato nella seguente affermazione: “Ci rallegriamo per la prossima canonizzazione del beato Escrivá, con la certezza che è un dono per tutta la Chiesa”.

Il sostegno della preghiera e dell’affetto di tutte queste persone è motivo di profonda gratitudine a Dio, che ha voluto che i santi fossero strumento di unità nella sua Chiesa.