Angeli custodi, rock and roll

Una mamma e suo figlio hanno vissuto la gioia di conoscere i membri della rock band della quale sono appassionati. Ecco il racconto di Rosaria.

Opus Dei - Angeli custodi, rock and roll

Ho avuto sempre la musica nel cuore e oggi, a 56 anni, mi commuovo fino alle lacrime nel sentire alcuni brani. La gioia e il ritmo della musica mi hanno sempre accompagnato. Il rock è la mia grande passione.

Un giorno un sacerdote mi ha parlato della testimonianza di un batterista rock pubblicata sul sito dell’Opus Dei. Il batterista americano è Michael Miley del gruppo dei Rival Sons. Micheal si era convertito dal protestantesimo al cattolicesimo grazie ad un amico chitarrista estone soprannumerario.

Gabriele, andiamo?

Subito dopo aver letto la testimonianza ne ho parlato con mio figlio Gabriele, che condivide la mia stessa passione e suona: abbiamo visto dei loro video e ci siamo innamorati della musica energica e dei testi molto profondi.

Siamo diventati loro fan e abbiamo scoperto che nel loro tour in giro per il mondo a luglio 2018 sarebbero venuti in Italia, a Pinarella di Cervia, per esibirsi in un piccolo locale. Dopo essermi accordata con mio marito, che non essendo interessato alla questione sarebbe rimasto a Palermo con nostra figlia Chiara, ho chiesto: “Gabriele andiamo?”. In due ore avevamo prenotato tutto.

Ho chiesto al Signore di poter avere la grazia di fare apostolato con le persone che Lui mi avrebbe messo accanto

In aereo da Palermo verso Milano ho incontrato Roberta che dopo una serie di piccoli scambi di gesti cortesi mi ha chiesto se stavamo tornando a Milano. Io le ho risposto che stavamo andando in provincia di Ravenna a un concerto dei Rival Sons. E lei: “Rival chi?”. Nemmeno io li conoscevo poco tempo fa, le rispondo, ma casualmente ho letto un’intervista del batterista sul sito dell’Opus Dei.

Dopo queste parole Roberta ha sgranato gli occhi, mentre io proseguivo con la testimonianza di Michael. Dopodichè lei mi ha parlato delle religioni orientali verso cui si sente attratta. Mi ha confidato di essere in psicoanalisi e di stare lavorando molto sulla consapevolezza del sé.

Dopo averla ascoltata le ho detto che la cosa convincente del cattolicesimo rispetto alle altre religioni, secondo me, è che in nessun'altra religione esiste un Dio d’amore che si fa carne e si sacrifica per salvare te, me e tutta l’umanità. Le ho parlato anche della confessione e dell’amore di Dio nei nostri confronti, e di altre cose sulla vita di fede (alcune prese direttamente dalle lezioni di dottrina cristiana promosse dall’Opus Dei a cui avevo partecipato recentemente).

Giunte al momento di salutarci, Roberta mi ha detto affettuosamente: “Grazie all’incontro con te, mi sono arrivate delle risposte che cercavo dentro di me, e certe cose non avvengono per caso!”

I Rival Sons a Pinarella

Nei giorni prima della partenza e durante il viaggio ho pregato tantissimo il mio angelo custode per incontrare Michael Miley. Arrivati a Pinarella, sulla riviera romagnola ci siamo diretti verso il locale dove si sarebbero esibiti i Rival Sons.

In fondo ad un viale alberato abbiamo riconosciuto il pullman nero del loro tour. Lì vicino c’era un ristorante con tavoli all’aperto e ho visto subito Dave Beste, il biondissimo bassista, insieme a Michael Miley: “Ora o mai più!”.

Ci siamo avvicinati con audacia, ma emozionatissimi. I due stavano aspettando l’inizio della cena. Michael era assorto nei suoi pensieri. Con faccia tosta e un sorriso radioso mi avvicinai esclamando: "Hi! My name is Rosaria and come from Palermo…”. Dopo poche parole in inglese e molte in italiano gli feci leggere un messaggio che avevo preparato in inglese: Sono una fan e soprannumeraria ed ho conosciuto il vostro gruppo sul sito web dell’Opus Dei per un’intervista che hai rilasciato a gennaio dell’anno scorso.

"Hi! My name is Rosaria and come from Palermo…”

Dopo aver letto il messaggio Michael ci ha mostrato con orgoglio il tatuaggio della Madonna di Guadalupe sull'avambraccio, il rosario e lo scapolare che portava al collo. Una volta raccontato come era andato il viaggio per arrivare fin lì, gli ho detto che lo avrei sostenuto con la preghiera. Michael mi ha risposto di pregare soprattutto per gli altri componenti della sua band, che ne avevano più bisogno.

Michael ci ha mostrato con orgoglio il tatuaggio della Madonna di Guadalupe sull'avambraccio, il rosario e lo scapolare

Ci siamo salutati con grande gioia. Prima di andare via ho confidato a Michael che avevo pregato il mio angelo custode per avere l’occasione di incontrarlo e lui mi ha risposto, accompagnando le sue parole con il gesto delle due mani che si univano in alto: "Allora si vede che oggi i nostri angeli custodi si sono incontrati!”

Dopo aver salutato i due musicisti ci siamo recati all'ingresso del Rock Planet. Eravamo tra i primi arrivati ed abbiamo potuto godere il meraviglioso concerto in prima fila.

Al termine dell'esibizione gli artisti hanno salutato il pubblico e Michael si è avvicinato e mi ha fatto il baciamano!

Ritorno a casa

Nel viaggio di ritorno, a causa dei ritardi di treni, abbiamo perso l’aereo, ma ho cercato di mantenere la pace interiore per quel viaggio iniziato alle otto del mattino e che sarebbe durato altre 24 ore.

Ho offerto il disagio di non dormire tutta la notte per le intenzioni del prelato dell’Opus Dei e perché non vivesse tutto questo durante i suoi viaggi apostolici estivi. Poi ho detto nel mio cuore: “Signore, ma così poco apostolato? Non ti serve più il mio aiuto?”

Chiaramente la risposta del Signore non si è fatta aspettare: una coppia di innamorati ci rivolge la parola e fa amicizia con noi: Ania, metà ucraina e metà italiana, e il suo ragazzo Alan, di Amburgo.

I due si sono conosciuti lungo il cammino di Santiago. Parlando con loro scopriamo che entrambi non sono credenti. Io ho parlato con Ana del concerto, del sito dell’Opus Dei e di tante altre cose. Lei inizialmente ha ascoltato con un po’ di freddezza ma pian piano si è sciolta fino a diventare piena di gioia. Ho capito che Ania concepisce l’Amore come fonte di vita e amore per il prossimo, ma non lo chiama Dio. Alla fine mi ha ringraziato così: “Stanotte lei mi ha detto delle parole che mi hanno toccato profondamente il cuore e ho avuto delle risposte che interiormente aspettavo da tempo”. Erano quasi le tre di notte. Quando ci siamo salutate mi ha detto commossa: la posso abbracciare? E mi ha stretta forte al cuore per un po’. Era visibilmente felice di questo incontro.

Micheal, batterista dei Rival Sons, insieme a Gabriele, figlio di Rosaria.

Ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di essere davvero “opera”, Opus Dei.