A Galleno festeggiati 30 anni di attività dell’Associazione Valbrandet

Dopo trent’anni di attività, la Casa per ritiri e convegni Valbrandet, a Galleno, in provincia di Brescia, ha riunito famiglie, amici, collaboratori e persone del territorio per ricordare le sue origini, ringraziare quanti l’hanno resa possibile e guardare al futuro.

Quest’estate la casa per ritiri e convegni Valbrandet, a Galleno di Corteno Golgi, ha celebrato trent’anni di attività. Dagli anni Novanta ospita attività formative, incontri culturali e ritiri spirituali, offrendo a molte persone un luogo immerso nella natura in cui dedicare tempo alla formazione cristiana, alla preghiera e all’incontro con Dio.

Durante la giornata è stata presentata l’Associazione Valbrandet, realtà senza scopo di lucro nata dall’impegno di quanti contribuirono all’acquisto della casa. Ad oggi, l'Associazione registra circa 6.100 presenze l’anno, per un totale stimato vicino alle 180.000 in trent’anni: ogni anno circa 700 persone partecipano a una quarantina di corsi.

«Questa giornata – ha spiegato Anna Buizza, consigliere dell’Associazione – ha voluto offrire la possibilità di ascoltare, da chi ha posto i primi mattoni ideali e materiali, le sfide e le difficoltà affrontate negli anni ’90 dai sostenitori e dai professionisti del progetto».

La ricorrenza scelta richiama anche un’altra data: 80 anni fa san Josemaría arrivava per la prima volta in Italia e, cinquant’anni dopo, nel 1996, lo stesso giorno fu scelto per festeggiare la conclusione dei lavori di Valbrandet.

A ripercorrere la storia del progetto sono stati Giovanni Ardigò, Anna Buizza e Barbara Lazzari, consiglieri dell’Associazione, insieme a Pippo Romeo, tra i promotori fin dagli inizi, Giorgio Zennaro, collaboratore del progetto e all’ex sindaco di Corteno Golgi, Martino Martinotta. La giornata si è conclusa con la Messa, durante la quale sono stati ricordati i promotori e i collaboratori defunti.

Ma dietro a date e numeri restano soprattutto le persone e le emozioni di una storia condivisa. Per questo, lasciamo ora spazio alla testimonianza integrale di Anna Buizza, che era lì quel giorno, per restituire fino in fondo il clima e il calore di quella giornata.

Scarica la locandina dell'evento



Valbrandet: uno sguardo al passato sognando il futuro

Quest’estate, presso la Casa per ritiri e convegni Valbrandet a Galleno di Corteno Golgi, sul confine fra l’Alta val Camonica e la val Brandet, si è svolto un incontro conviviale che ha riunito varie persone e famiglie giunte dalla zona e da altre parti della Lombardia, soprattutto Brescia e Milano.

L’evento è scaturito da una data: 80 anni fa giungeva in Italia per la prima volta san Josemaría Escrivà, e 50 anni dopo, nel 1996, in ricordo di questo avvenimento si scelse la stessa data per festeggiare la fine dei lavori dell’edificio di Valbrandet, con tutti i professionisti e gli artigiani che avevano partecipato alla ristrutturazione e all’ampliamento della villa, acquisita grazie all’impegno di alcuni soprannumerari, cooperatori ed amici di Brescia. Per questa “posa dell’ultima pietra”, che san Josemaría ci insegnò a valorizzare almeno quanto la prima, venne posta una lapide accanto all’edicola della Madonna in terracotta, che dal giardino guarda la casa.

Per questa “posa dell’ultima pietra”, che san Josemaría ci insegnò a valorizzare almeno quanto la prima, venne posta una lapide accanto all’edicola della Madonna in terracotta, che dal giardino guarda la casa.

Ed eccoci al 2026: proprio nel ripassare il colore dell’iscrizione ormai sbiadita di questa lapide, è nata l’idea: perché non ritrovarsi, a distanza di 30 anni, con chi a vario titolo ha lavorato per questa casa, e fare memoria di coloro che contribuirono alla realizzazione del progetto? E perché non coinvolgere anche i figli e i nipoti, i nostri amici e conoscenti, per onorare questa realtà che dagli anni ’90 offre a tante persone l’opportunità di sostare alcuni giorni immersi nella natura a stretto contatto con il Signore e tornare poi alle occupazioni quotidiane rigenerate nello spirito e nel corpo?

Così è partita la “macchina organizzativa”. Questa giornata voleva offrire la possibilità di ascoltare da chi ha posto i primi mattoni ideali e materiali, le sfide e le difficoltà che negli anni ’90 dovettero superare i sostenitori e i professionisti del progetto di Galleno (genitori e nonni di alcuni dei presenti).

Da Milano si sono presi i contatti per invitare alcune persone che sono vera “memoria storica” dei primi pensieri, idee e progetti di una casa per ritiri fra le montagne. Durante l’incontro ci hanno ricordato, con dettagli puntuali e divertenti, la storia di persone, relazioni con le Autorità e la gente del posto, difficoltà e piccole e grandi avventure vissute per cercare, trovare e sistemare un edificio che fosse adatto allo scopo.

Da Brescia si sono raccolte fotografie, disegni e documenti riguardanti il progetto di ampliamento della villa iniziale, e buona parte di questo materiale è stato esposto lungo le pareti del piano terra e del seminterrato, formando una piccola mostra che ha illustrato ai partecipanti le fasi dei lavori, i volti, le trasformazioni.

Ma il grosso dell’impegno organizzativo è spettato allo staff dell’Amministrazione che ha predisposto l’accoglienza degli ospiti e allestito uno squisito buffet con i prodotti locali.

E questo è un primo elemento che si è voluto sottolineare e far notare ai presenti: lo staff è formato da alcune signore della zona, dipendenti dell’Associazione Valbrandet, che si occupano della gestione di questa casa con grande competenza e professionalità, ma anche con tanto affetto e partecipazione che vanno ben al di là delle loro mansioni, e danno a questi ambienti un sapore di casa e un clima di famiglia che contribuiscono a far sentire le persone accolte e benvolute.

È questa una delle caratteristiche cui ha sempre dato molta importanza il fondatore dell’Opus Dei: offrire un luogo che non sia semplicemente di mattoni, ma di affetto e serenità anche attraverso la cura materiale.

È questa una delle caratteristiche cui ha sempre dato molta importanza il fondatore dell’Opus Dei: offrire un luogo che non sia semplicemente di mattoni, ma di affetto e serenità anche attraverso la cura materiale.

Come ricordato dai relatori, ci furono alcune donne dell’Opera che, con costanza e dedizione, seguirono e strinsero amicizia con le signore che vennero a lavorare in questa casa e trasmisero loro lo spirito e lo stile con cui si curano i centri dell’Opus Dei in tutto il mondo. Questo costante accompagnamento e la collaborazione di reciproca stima e fiducia che tuttora caratterizza il rapporto fra chi gestisce la casa e il personale dello staff, determina quel plus che la rende così accogliente e familiare.

Abbiamo quindi approfittato per presentare l’Associazione Valbrandet. Senza scopo di lucro, fu costituita dagli stessi che si spesero per ottenere la casa, ampliarla ed avviare le attività formative che in essa si svolgono. Furono loro i primi consiglieri dell’Associazione, che ovviamente svolsero questo incarico senza compenso, come anche i consiglieri attuali. Per statuto, infatti, l'azione ricettiva è strumentale o funzionale allo scopo istituzionale dell’Associazione, che è quello di dare formazione culturale e spirituale.

Valbrandet non gestisce quindi una casa vacanze o un albergo, ma una struttura pensata per ricevere una specifica formazione, che si rifà allo spirito dell’Opus Dei e per la quale ci si avvale della collaborazione dei suoi sacerdoti.

Ascoltando i relatori e le testimonianze si è capito come, fin dalla preparazione delle fondamenta, il sorgere di questa casa di ritiri sia stata occasione per conoscere e coinvolgere tanti uomini e donne e trasmettere loro gli insegnamenti di san Josemaría.

Si è appreso come vennero interpellati e resi partecipi imprenditori e industriali bresciani, e quanta generosità ci fu da parte di molte persone per sostenere i lavori con donativi più o meno consistenti, con una buona dose di coraggio, ma soprattutto di fede, mossi da un ideale in cui credevano fermamente. E anche grazie ai racconti di coloro che all’epoca erano giovani impresari o apprendisti, si è toccato con mano quante relazioni belle e durature sorsero durante la realizzazione di quest’opera, e come anche ora nascono rapporti significativi dai contatti con la gente del posto, i fornitori e coloro che per vari motivi sono chiamati a collaborare per la manutenzione e il mantenimento dello stabile.

Com’è stato ricordato, e come loro stessi hanno testimoniato con la loro presenza e gli affettuosi ricordi di quegli anni, per edificare la nuova ala della struttura furono chiamati artigiani e lavoratori del posto e vennero coinvolti amministratori e personalità locali. Si diede così lavoro e si fece rete con la gente della zona, tanto che si mantengono tuttora rapporti di collaborazione e amicizia, e si è dato vita anche a incontri, momenti conviviali e brevi convegni, come ad esempio la giornata con i sindaci della Valle.

Si diede così lavoro e si fece rete con la gente della zona, tanto che si mantengono tuttora rapporti di collaborazione e amicizia, e si è dato vita anche a incontri, momenti conviviali e brevi convegni, come ad esempio la giornata con i sindaci della Valle.

Non possiamo sapere quanti altri intrecci possono essere sorti fra chi ha goduto dell’ospitalità di questa casa e le persone e le realtà del territorio, ma senz’altro ci sono stati contatti e partecipazione alla vita del luogo, da parte di chi lo ha conosciuto e apprezzato grazie alle attività formative qui frequentate. Ad esempio, persone che sono poi tornate con la famiglia per le vacanze estive, affittando un appartamento in paese; o iscritte a un’attività formativa che hanno preso parte agli eventi della Comunità, come il gruppo di signore che stavano seguendo una settimana di studio nell’autunno scorso, e si sono unite agli abitanti di Corteno Golgi per celebrare la canonizzazione di suor Maria Troncatti, originaria del paese.

Il nostro incontro si è concluso con la Messa in cui si sono ricordati i promotori e i collaboratori defunti, anche recentemente. Dai primi anni ’90 sono molte le persone provenienti da tutta Italia, e anche dall’estero, che hanno sostato a Galleno fra queste mura.

Sulla lapide che ricorda la fine dei lavori si legge che quelli che si riunirono quel 23 giugno del 1996 invocarono la Madonna “affinché tutti coloro che negli anni venturi in questo luogo sarebbero venuti a ricevere formazione spirituale, dottrinale e umana, potessero poi irradiare lungo tutti i cammini della vita lo stesso amore per Cristo, per Maria e per il Papa che ha riempito il cuore di san Josemaría.” Riunirci dopo 30 anni per ricordarli e riscoprire lo spirito che li animò nel dare vita a questa iniziativa, ci sollecita a rinnovare e coltivare gli stessi desideri e lo stesso intento di offrire agli uomini e alle donne del ventunesimo secolo la possibilità di prendere una pausa per fare ordine nella vita, oggi così complessa, e di favorire l’incontro con Dio in un ambiente di pace e serenità.

Noi abbiamo la responsabilità di proseguire la moltiplicazione dei frutti che ovviamente sono frutti misurabili solo con il numero di conversione dei cuori.

Questo è un campo che è stato piantato da pionieri pronti a conquistare il mondo e che non avevano paura di niente. Ogni scelta, ogni singolo particolare che anima chi si spende per il buon andamento di questa casa è ispirato a questa finalità.

E noi abbiamo la responsabilità di proseguire la moltiplicazione dei frutti che ovviamente sono frutti misurabili solo con il numero di conversione dei cuori.

Anna Buizza