Da nove anni, l'ICU (Istituto per la Cooperazione Universitaria), organizza il Nicaragua Work Camp, un'iniziativa di volontariato nel Centro-America.
Lo scorso 25 luglio un gruppo di venti studenti italiani accompagnati da un medico specializzato sono partiti da Milano con l'obiettivo di dedicare tre settimane al volontariato a favore di un Paese disagiato come il Nicaragua.
I partecipanti provenivano da diverse città italiane tra cui Roma, Milano, Genova, Bologna e dalla Sardegna. Ognuno di loro ha voluto dedicare il periodo estivo per confrontarsi con una realtà complessa e lontana da quella di un Paese sviluppato come l'Italia: tre settimane di lavoro al servizio della popolazione di un'area depressa ad un'ora di strada dalla capitale del Nicaragua, Managua.

Il programma delle tre settimane prevedeva la costruzione di una struttura sportiva polivalente per i bambini ed i ragazzi della zona: un lavoro manuale di costruzione che avrebbe impegnato tutti i partecipanti insieme ad alcuni abitanti del luogo che da alcuni anni ormai collaborano con queste iniziative. Il direttore del gruppo, dott. Sergio Rossi, che da nove anni gestisce l'organizzazione dei progetti, ha creato alcuni contatti con le realtà locali che permette uno studio realizzato precedentemente sulle necessità specifiche e sull'utilità di determinate strutture.
Un'esperienza come un Campo di Lavoro estivo offre ai partecipanti un'esperienza forte che molto spesso lascia un segno profondo nell'animo degli studenti: ognuno di loro scopre realtà toccanti che non lasciano indifferenti di fronte alla povertà e insieme all'affetto con cui tutti loro vengono accolti dalla popolazione del luogo. L'interazioni che si creano con le famiglie, i bambini che abitano zone fortemente depresse, lo scoprire insieme le problematiche che circondano condizioni di vita difficili come quelle del Nicaragua, lasciano impresse nei partecipanti emozioni e riflessioni che sicuramente servono a far pensare. Dunque, sembra un paradosso, ma sono principalmente i giovani volontari a ricevere da questo Campo di Lavoro un patrimonio in termini di esperienza cristiana, umana e sociale.
La meta del Campo i Lavoro era la cittadina di Diriamba. Le giornate di lavoro consistevano prevalentemente in operazioni di scavo, livellamento del terreno e successiva cementificazione dell'area. Ognuno dei ragazzi contribuiva nello svolgimento di specifiche attività: dallo scavo, alle misurazioni; dalla produzione di cemento, alla costruzione di griglie di ferro per rafforzare la struttura. La cooperazione nel lavoro ha portato all'immediata maturazione di un forte spirito di gruppo, un legame di amicizia fra i partecipanti che spesso si mantiene anche negli anni.

Le giornate di lavoro sono state intervallate da gite ed escursioni nel Paese, ricco di una natura splendida, tipica delle zone equatoriali, particolarmente bella nei vulcani e nei laghi nicaraguensi.
Sicuramente, però, il Work Camp 2006 è stato caratterizzato da un evento abastanza speciale: il sacerdote statunitense don Luke Mata, che insieme al dott. Rossi accompagnava la spedizione, ha dedicato diverse ore e giorni per assistere, ascoltare e conoscere le famiglie e gli abitanti della zona. Spesso vittime di povertà e ignoranza, molte di queste famiglie hanno trovato nell'assistenza di don Luke un'opportunità unica e preziosa per confidarsi e questo ha portato al grande evento celebrato il giorno prima della partenza: una cerimonia speciale nella quale il sacerdote ha impartito il Sacramento del Battesimo a 31 bambini e ragazzi della zona. La cerimonia ha rappresentato un evento straordinario sia per il numero di partecipanti, ma soprattutto per il significato e l'impatto che ha avuto per tutte le persone: famiglie povere che hanno trovato l'opportunità di battezzare i loro figli grazie alla presenza di un sacerdote per loro così inusuale da incontrare in aree lontane e difficili da raggiungere rispetto alle città.

Un evento che ha contribuito in maniera speciale a un'esperienza già così ricca di significato come un Campo di Lavoro per volontari: i volti visibilmente commossi dei ragazzi hanno rappresentato un'immagine eloquente di quanto il volontariato possa toccare profondamente l'animo di ogni partecipante.