I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 6. Pietre vive nella Chiesa e testimoni nel mondo: i laici nel popolo di Dio

Nella catechesi di oggi papa Leone XIV, proseguendo nella riflessione sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium, si sofferma sull'importante missione dei laici nella Chiesa.

Fratelli e sorelle, buongiorno!

Continuiamo il nostro cammino di riflessione sulla Chiesa come ci viene presentata nella Costituzione conciliare Lumen gentium Francesco amava ripetere: «I laici sono semplicemente l’immensa maggioranza del popolo di Dio. Al loro servizio c’è una minoranza: i ministri ordinati» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 102).

Questa sezione del Documento si preoccupa di spiegare in positivo la natura e la missione dei laici, dopo secoli in cui questi erano stati definiti semplicemente come coloro che non fanno parte dei chierici o dei consacrati. Per questo mi piace rileggere con voi un passaggio molto bello, che dice la grandezza della condizione cristiana: «Non c’è quindi che un popolo di Dio scelto da lui: “un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo” (Ef 4,5); comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c’è che una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni» (LG, 32).

Prima di qualsiasi differenza di ministero o di stato di vita, il Concilio afferma l’uguaglianza di tutti i battezzati. La Costituzione non vuole che si dimentichi quanto aveva già affermato nel capitolo sul popolo di Dio, cioè che la condizione del popolo messianico è la dignità e la libertà dei figli di Dio (cfr LG, 9).

Naturalmente, più grande è il dono, più grande è anche l’impegno. Per questo il Concilio, insieme alla dignità, sottolinea anche la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo. Ma dove si fonda questa missione e in che cosa consiste? Ce lo dice la descrizione stessa dei laici che il Concilio ci propone: «Con il nome di laici si intendono tutti i fedeli cristiani […] che, incorporati a Cristo con il battesimo e costituiti in popolo di Dio, resi a loro modo partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, esercitano nella Chiesa e nel mondo, per la parte che loro compete, la missione di tutto il popolo cristiano» (LG, 31).

Il popolo santo di Dio, dunque, non è mai una massa informe, ma il corpo di Cristo o, come diceva Sant'Agostino, il Christus totus: è la comunità organicamente strutturata, in forza della relazione feconda tra le due forme di partecipazione al sacerdozio di Cristo: sacerdozio comune dei fedeli e sacerdozio ministeriale (cfr LG, 10). In virtù del Battesimo, i fedeli laici partecipano allo stesso sacerdozio di Cristo. Infatti, «Gesù Cristo, sommo ed eterno sacerdote, vuole continuare anche attraverso i laici la sua testimonianza e il suo servizio; perciò li vivifica con il suo Spirito e li spinge incessantemente a intraprendere ogni opera buona e perfetta» (LG, 34).

Come non ricordare, a questo proposito, San Giovanni Paolo II e la sua Esortazione apostolica Christifideles laici (30 dicembre 1988)? In essa egli sottolineava che «il Concilio, con il suo ricchissimo patrimonio dottrinale, spirituale e pastorale, ha riservato pagine quanto mai splendide sulla natura, dignità, spiritualità, missione e responsabilità dei fedeli laici. E i Padri conciliari, riecheggiando l’appello di Cristo, hanno chiamato tutti i fedeli laici, uomini e donne, a lavorare nella sua vigna» (n. 2). In questo modo, il mio venerato Predecessore rilanciava l’apostolato dei laici, a cui il Concilio aveva dedicato uno specifico Documento, di cui parleremo più in là. [1]

Il vasto campo dell’apostolato laicale non si restringe allo spazio della Chiesa, ma si allarga al mondo. La Chiesa, infatti, è presente dovunque i suoi figli professano e testimoniano il Vangelo: negli ambienti di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane, là dove essi, con le loro scelte, mostrano la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio. Il mondo ha bisogno di «essere impregnato dello spirito di Cristo e raggiungere più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace» (LG, 36). E questo è possibile soltanto con il contributo, il servizio e la testimonianza dei laici!

È l’invito ad essere quella Chiesa “in uscita” di cui ci ha parlato Papa Francesco: una Chiesa incarnata nella storia, sempre aperta alla missione, in cui tutti siamo chiamati a essere discepoli-missionari, apostoli del Vangelo, testimoni del Regno di Dio, portatori della gioia del Cristo che abbiamo incontrato!

Fratelli e sorelle, la Pasqua che ci prepariamo a celebrare rinnovi in noi la grazia di essere, come Maria di Magdala, come Pietro e Giovanni, testimoni del Risorto!


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