“Luce da luce. Nicea 1700 anni dopo”: all’Università della Santa Croce una mostra per riflettere sull’attualità del Concilio

Dal 7 al 13 novembre 2025, la Pontificia Università della Santa Croce ospiterà nei suoi corridoi la mostra: “Luce da luce. Nicea 1700 anni dopo”

Nel 325 d.C., a Nicea, un'antica città dell'Asia Minore (nell'odierna Turchia), venne ospitato il primo Concilio ecumenico della storia della Chiesa. In occasione del 1700° anniversario, la Pontificia Università della Santa Croce ha dato vita alla mostra “Luce da luce. Nicea 1700 anni dopo”, organizzata dal Gruppo ROR (Ricerche di Ontologia Relazionale) in collaborazione con l’Associazione Patres e già allestita ad agosto scorso in occasione del Meeting di Rimini.

Il Concilio di Nicea

Il Concilio, presieduto dall'imperatore romano Costantino I, fu convocato per ristabilire la pace religiosa e raggiungere l'unità dogmatica. Dopo poco più di un mese di lavori (il Concilio si svolse dal 19 giugno al 25 luglio del 325 d.C.), i vescovi riuniti nel Palazzo Imperiale giunsero a delle decisioni fondamentali per la Chiesa cattolica.

Al termine del Concilio si arrivò a una dichiarazione di fede, il Credo niceno (o Simbolo di Nicea), che ancora oggi è la raccolta fondamentale degli articoli di fede in cui credono i cattolici.

Ma perché fare una mostra su un evento del passato? Cosa ha che fare questo Concilio con noi?

La risposta ce la dà don Giulio Maspero, curatore della mostra e professore ordinario di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università della Santa Croce: «Questo evento ha a che vedere col fatto che tutti ci sentiamo un po' sbagliati, un po' inadempienti. Tutti nel mondo di oggi, giovani, anziani, ricchi, poveri, tutti abbiamo vissuto questa esperienza.

A Nicea si è detto che Dio è Padre. - continua don Giulio - Questo vuol dire che Dio non può far altro che amarci e questa è una notizia che ci libera. Forse noi soffriamo così tanto proprio perché abbiamo perso questo riferimento e quindi la mostra e questo anniversario di Nicea è una grande occasione per recuperarlo».

L’obiettivo della mostra, quindi, è evidenziare la rilevanza attuale del Concilio di Nicea, il quale non si è limitato a definire un dogma, ma ha espresso una verità che riguarda la vita personale. Dio è Padre per natura: non possiamo vivere le nostre relazioni senza essere consapevoli di ciò.

Un percorso a tappe per scoprire il Concilio

Tutto della mostra, a partire dall’allestimento che ricorda la pianta basilicale del palazzo imperiale romano dove si svolse il Concilio, è organizzato nei minimi dettagli.

Una volta entrato nello spazio espositivo, il visitatore verrà accolto da un’installazione immersiva ispirata a Il cielo sopra Berlino, film del 1987 che evoca il disorientamento dell’uomo contemporaneo.

Procedendo per tappe, si potranno conoscere i grandi personaggi che hanno fatto parte del Concilio: dall’imperatore Costantino al vescovo Eusebio di Cesarea. Sarà possibile, inoltre, rivivere i momenti più importanti: partendo dalla narrazione delle contese che hanno portato alla sua convocazione, si passerà all’esposizione del Simbolo di Nicea, in greco e in italiano, fino ad arrivare al rapporto con i giorni nostri.

A rendere l'esposizione ancora più ricca saranno una grande riproduzione del Cristo Pantocratore di Santa Sofia e la Cosmografia Biblica di Gianluca Bosi, un’opera d’arte lunga 9 metri e larga 1,5 metri dove l’artista ha riscritto a mano su papiro l’intera Bibbia.

«Proprio come ci ha insegnato Benedetto XVI, come abbiamo visto poi nell'impulso missionario che ci ha dato papa Francesco e come vediamo oggi con papa Leone - spiega Ilaria Vigorelli, curatrice della mostra e professoressa di Teologia Sistematica presso la Pontificia Università della Santa Croce - le fonti patristiche sono delle luci che brillano da lontano, ma che continuano a brillare anche per noi».

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Il progetto è curato da Leonardo Lugaresi, Giulio Maspero, Paolo Prosperi e Ilaria Vigorelli con la collaborazione di Samuel Fernández.

Sarà possibile visitare la Mostra disposta nei pressi dell'Aula Benedetto XVI della Pontificia Università della Santa Croce tutti i giorni dalle 12.30 alle 13.30, dal 7 al 13 novembre 2025.