Corpus Domini: parole di papa Leone XIV, san Josemaría e mons. Fernando Ocáriz

Domenica 7 giugno si celebra la Solennità del Corpus Domini. Proponiamo alcuni testi, video e audio di papa Leone XIV, san Josemaría e mons. Fernando Ocáriz sull'Eucaristia, insieme ad alcuni approfondimenti dottrinali.

Papa Leone XIV e il Corpus Domini

A partire dalla Solennità del Corpus Domini e nei giorni successivi renderete un culto particolare a Cristo presente nell’Eucaristia. La partecipazione alle processioni eucaristiche – soprattutto da parte delle famiglie, dei bambini e dei giovani – sia una coraggiosa testimonianza di fede e ricordi a tutti che Dio è presente in mezzo al suo popolo e lo accompagna nella vita quotidiana. (Udienza, 4 giugno 2026)

La solidarietà, per la comunità cristiana, trova la sua sorgente nel mistero di Cristo e si nutre dell’Eucaristia. Essa nasce dalla comunione nella fede e nei Sacramenti: il Battesimo e la Confermazione ci uniscono in Cristo, per farci essere un solo corpo e un solo spirito, un cuor solo e un’anima sola (cfr Ef 4,4; At 4,32). L’Eucaristia, sacramento dell’unità, alimenta la nostra appartenenza al corpo di Cristo e ci educa alla condivisione. Le diverse sensibilità presenti nella Chiesa, le convinzioni forti che animano ciascuno, sono ricchezza se restano ancorate alla certezza dell’unità come dono ricevuto e come compito da assumere. (Lettera Enciclica Magnifica Humanitas, n. 88)

L’“Amen” che diciamo nella liturgia, il Corpo che mangiamo e il Sangue che beviamo, danno forma a tutta la nostra vita. L’Eucaristia «è l’incontro personalissimo col Signore e, tuttavia, non è mai soltanto un atto di devozione individuale».[1] In essa si mostra visibilmente che noi «siamo la Chiesa di Cristo, siamo le sue membra, il suo corpo. Siamo fratelli e sorelle in Lui. E in Cristo, pur essendo molti e differenti, siamo una cosa sola: “In Illo uno unum”»[2]. L’Eucaristia ci apre alla giustizia e alla condivisione, con un’attenzione preferenziale verso chi porta il peso della povertà e dell’emarginazione. E mentre le nuove reti economiche e tecnologiche possono generare esclusione, isolamento e dipendenze, la Chiesa, nutrita dell’Eucaristia, è chiamata a rendere visibile un’altra misura, custodendo legami, restituendo voce agli invisibili e orientando i processi verso la dignità delle persone. (Lettera Enciclica Magnifica Humanitas, n. 235)

Parole di mons. Fernando Ocáriz sull’Eucarestia

Centro e radice della nostra vita spirituale, infine, è il Sacrificio Eucaristico. È radice, obiettivamente, perché «ogni volta che il sacrificio della Croce, col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato (cfr. 1 Cor 5, 7) viene celebrato sull’altare, si rinnova l’opera della nostra redenzione»[3].

Tuttavia, il fatto che soggettivamente la vita sia realmente incentrata sull’Eucaristia, dipende anche dalla propria corrispondenza alla grazia: «Lotta per far sì che il Santo Sacrificio dell’Altare sia il centro e la radice della tua vita interiore, in modo che tutta la giornata si trasformi in un atto di culto – prolungamento della Messa che hai ascoltato e preparazione alla successiva –, che trabocca in giaculatorie, visite al Santissimo, nell’offerta del tuo lavoro professionale e della tua vita famigliare»[4].

Dal centro eucaristico della vita cristiana sgorgano anche lo sviluppo e l’efficacia della missione apostolica: «Se il centro dei tuoi pensieri e delle tue speranze è il Tabernacolo, come saranno abbondanti, figlio mio, i frutti di santità e di apostolato!»[5]. (Lettera del 28 ottobre 2020)

Dobbiamo cercare con perseveranza l’unione con il Signore. Questa unione con Gesù la cerchiamo e la troviamo nel lavoro, nella famiglia, in tutto…; soprattutto nell’Eucaristia, nella Penitenza e nella preghiera. E poi, non siamo soli; possiamo contare anche sull’aiuto degli altri, soprattutto nella direzione spirituale personale. Dobbiamo essere grati di poter aprire la nostra anima con sincerità, per ricevere incoraggiamento e consiglio nel cammino di crescita del nostro amore di Dio. Laddove si alimenta il nostro amore, si rafforza la nostra fedeltà: Innamorati e non “lo” lascerai[6].

L’incontro e l’unione con Cristo si compiono nella Chiesa, che è visibilmente un Popolo composto da molti popoli; costitutivamente è Corpo di Cristo e operativamente è sacramento: tutta la salvezza viene da Cristo mediante la Chiesa, soprattutto perché la Chiesa fa l’Eucaristia e l’Eucaristia fa la Chiesa.

Il fatto, sempre verificabile, che la Chiesa è formata da uomini e donne deboli, pieni di errori, come noi, non deve diminuire il nostro amore nei suoi confronti. Non dimentichiamoci mai, soprattutto, che la Chiesa è questo: Cristo presente in mezzo a noi, Dio che viene incontro all’umanità per salvarla, chiamandoci con la sua rivelazione, santificandoci con la sua grazia, sostenendoci con il suo continuo aiuto nelle piccole e grandi battaglie della vita quotidiana[7]. (Lettera del 19 marzo 2022)

San Josemaría parla in italiano del Tabernacolo

“Ci si volge a Dio, come il ferro attirato dalla forza della calamita. Si comincia ad amare Gesù in un modo più efficace, con un dolce palpito" (Amici di Dio, 296). Offriamo alcune parole di san Josemaría in italiano, in un suo incontro del 23 agosto 1973 con alcuni fedeli dell'Opus Dei, a Urio (Como).

La prima cosa da fare è stare più vicino al Signore, avere più vita interiore; siamo, voi ed io, siamo figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo e figli della Madonna, consanguinei di Gesù: dunque il Signore bisogna trattarlo. E dove cercherete Gesù? In paradiso e nel tabernacolo. E allora il tabernacolo deve essere per noi come “el imán" –come si dice in italiano?– la calamita, ecco, proprio così!

Omelia di san Josemaría: Nella festa del Corpus Domini 

"In questa festa i fedeli accompagnano il Signore: Egli, nascosto nell'Ostia, percorre vie e piazze facendosi incontro a quelli che non lo cercano."

Riassunti di vita cristiana

L’Eucaristia (I)

L’Eucaristia rende presente Gesù Cristo: Egli ci invita ad accogliere la salvezza che ci offre e a ricevere il suo Corpo e il suo Sangue come cibo di vita eterna. Il Signore annunciò l'Eucaristia nel corso della sua vita pubblica e ha istituito questo sacramento nell’Ultima Cena. Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia ripete il rito eucaristico del Signore nell’Ultima Cena.

L’Eucaristia (II)

La Santa Messa rende presente l’unico sacrificio della nostra redenzione nell’oggi della celebrazione liturgica della Chiesa. È sacrificio vero e proprio per la sua diretta relazione - di identità sacramentale - con il sacrificio unico, perfetto e definitivo della Croce. I fedeli possono e devono partecipare all’offerta del sacrificio eucaristico. Il desiderio di ricevere la santa Comunione dovrebbe essere sempre presente nei cristiani.


[1] Benedetto XVI, Omelia nella Messa “Nella Cena del Signore” (21 aprile 2011): AAS 103 (2011), 321.

[2] Discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi (22 dicembre 2025): L’Osservatore Romano, 22 dicembre 2025, 6-7.

[3] Concilio Vaticano II, Cost. Lumen gentium, n. 3.

[4] Forgia, n. 69.

[5] Ibid., n. 835.

[6] Cammino, n. 999.

[7] È Gesù che passa, n. 131.