San Josemaría in un libro del cardinale Cordes

“Il tuo volto, Dio, io cerco. Il fascino della santità” è un libro del cardinale tedesco Paul Josef Cordes, nel quale si possono leggere i profili spirituali di vari testimoni della fede: Teresa d'Avila, John Henry Newman, Charles de Foucauld, e Chiara Lubich tra gli altri. In questo articolo riportiamo un estratto del ritratto spirituale di san Josemaría. In Italia il libro è edito da Edizioni Ares.

Bibliografia e saggi
Opus Dei - San Josemaría in un libro del cardinale Cordes

Poca somiglianza con il padre pallottino tedesco ha la storia di un altro messaggero della fede, che Dio si è scelto in Spagna, Josemaría Escrivá[1].

Proveniva da una famiglia della classe medio-alta. I suoi genitori furono il commerciante José Escrivà e la moglie Dolores Albas.

Nacque nel 1902 a Barbastro, in Aragona. Il suo ambiente borghese era ordinato e lo aiutò a iniziare il suo cammino di fede senza scosse particolari. Accolse le verità vissute e tramandate della rivelazione, senza dubbi e obiezioni. Tuttavia, la decisione vocazionale gli costò una certa fatica.

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Resistenze

Sembra inevitabile che una fede vissuta, testimoniata e trasmessa provochi altri. La diffusione dell'Opus Dei, pertanto, ha suscitato più volte rifiuto, calunnia o divieti politici. Per i non credenti, ma anche per alcuni cristiani, è incomprensibile che l’impegno ecclesiale cerchi e produca frutti per l'amore di Dio. Suscita irritazione. Un'enumerazione delle accuse rivolte all'Opera sarebbe lunga e probabilmente riempirebbe una libreria. Al di là del rifiuto generalizzato verso tutte le iniziative dì rinnovamento religioso, nel caso dell’Opus Dei disturba la sua forte presenza sociale.

Lo spirito del mondo, estraneo alla fede, blocca l'accesso alla visione religiosa dell'Opera. Per screditarla ci si serve di parole-chiave quali «società parallela», «sfruttamento», «avidità», «culto del capo», «setta». In questo si riconosce che sempre l'uomo terreno non si abbandona a ciò che viene da Dio (cfr 1 Cor 2, 14 ss.). Talvolta, ciò che scaturisce dall'impulso dell'inviato di Dio è perfino sospettato di essere opera del diavolo.

Bisogna opporsi a questo misconoscimento: è parte irrinunciabile della missione cristiana nel mondo un impegno dinamico, che può anche irritare, per effetti concreti di carattere sociale. Così i membri dell'Opus Dei si comportano come sostenitori dei diritti di Dio in questo mondo e tra gli uomini.

Il nome

Nella società i diritti di Dio svaniscono nella misura in cui Dio stesso viene perso di vista. San Josemaría Escrivá indica una risposta. Joseph Ratzinger la esamina a fondo in una conferenza in occasione della canonizzazione del nostro testimone[2]. Prende in considerazione proprio il nome dell'Opera. Il Cardinale nota come la denominazione di questa fondazione lo abbia sempre impressionato: Opus Dei. Il Santo era consapevole di essere chiamato a dover istituire qualcosa per la Chiesa, ma aveva costantemente presente che questo nuovo non fosse riconducibile a sé stesso: egli non aveva «qualcosa» da scoprire, ma semplicemente era Dio che voleva servirsi di lui. Sarebbe stato appunto un «Opus Dei - un'Opera di Dio».
In questa convinzione di Escrivá - afferma Ratzinger - è presente un aspetto di grande attualità. Il «teocentrismo» - proprio con questo termine il Cardinale designa la concezione del nuovo santo - è «un messaggio della massima importanza». Inoltre, tale nome potrebbe anche fondarsi sulla parola di Dio. A questo riguardo, il Teologo cita la dichiarazione di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Il Padre mio agisce anche ora» (Gv 5, 17) e continua:

Gesù disse queste parole nel corso di una disputa con alcuni specialisti della religione che non volevano ammettere che Dio possa agire anche di sabato. Questo dibattito continua ancora, in certo modo, tra gli uomini di oggi - anche cristiani. Alcuni pensano che, dopo la creazione, Dio si sia «ritratto» e non si interessi dei nostri affari ordinari.

Il cardinal Ratzinger, infine, spiega il motivo per cui conferisce un tale rango alla «fisionomia spirituale» di san Josemaría, Egli vede «la grande tentazione del nostro tempo» nella rimozione di Dio, «che dopo il Big Bang si sarebbe ritirato dalla storia». Da ciò le persone traggono la pretesa di agire autonomamente e di non essere più soltanto strumento di Dio.

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Il profilo integrale dedicato a san Josemaría si può leggere nel capitolo 6 di “Il tuo volto Dio, io cerco”, disponibile nelle librerie e sul sito delle Edizioni Ares.


[1] I riferimenti agli insegnamenti del Santo e i dati della sua biografia sono stati tratti da: J. Escrivà de Balaguer, Cammino, Solco, Forgia, Milano 2005; A. Vázquez de Prada, Josemaría Escrivà. Il fondatore dell’Opus Dei, Il fondatore dell’Opus Dei, Milano, 2004.

[2] Il testo della conferenza è stato pubblicato nel supplemento dell’«Osservatore Romano», 6 ottobre 2002.