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Sabato 26 settembre 2026, nella cornice del MITA - Museo Internazionale del Tappeto Antico di Brescia, si è svolto l’evento dedicato alla presentazione del volume “Opus Dei. Una storia”, il libro di José Luis González Gullón e John F. Coverdale basato su documenti inediti e testimonianze, che racconta la nascita e il percorso dell’Opera fino ai giorni nostri.
L’incontro, moderato da Francesco Ognibene, redattore capo di Avvenire, ha permesso di affrontare diversi aspetti della storia e del carisma dell’Opus Dei.
Oltre al co-autore del volume, José Luis González Gullón, sono intervenuti don Giovanni Manfrini, Vicario Regionale della Prelatura dell'Opus Dei in Italia; S.E. Mons. Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia; Flavio Pasotti, presidente della Fondazione Tassara; Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia; Gabriele Archetti, professore ordinario di Storia Medievale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, e Rossella Perricone, presidente dell'Associazione Amici del Campus Bio-Medico di Roma ETS.

L'evento si è aperto con i saluti di Flavio Pasotti, presidente della Fondazione Tassara, che ha sottolineato il legame tra il luogo dell'evento e i valori dell'iniziativa: «C'è una coincidenza nei valori dell'accoglienza. Il MITA è un posto che vuole accogliere, ospitare e trasmettere cultura in tanti modi diversi. È un luogo dove c'è del cuore e, essendoci del cuore, dovevamo fare una cosa insieme». Pasotti ha poi aggiunto come momenti di approfondimento di questo tipo favoriscano «la crescita della conoscenza della cultura, la capacità di indagare altre realtà, capirle e saperle mediare».
Anche S.E. Mons. Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia, ha offerto una riflessione sul valore del carisma dell'Opera per la Chiesa locale: «Credo che l'Opus Dei possa aiutare la Chiesa di Brescia custodendo il suo carisma, compiendo la sua opera e dando espressione alla sua identità. La parola Opus Dei è suggestiva: allude all'opera che Dio compie in noi e a quella che compie attraverso di noi. Mi colpisce molto questa sintonia tra l'opera della grazia e la nostra missione».
Il Vescovo ha poi ricordato come la conoscenza della storia aiuti a vivere il presente: «Ogni movimento ha una sua storia e un carisma particolare; ciascuno offre un punto di vista differente per capire cosa oggi la Chiesa può offrire al mondo attraverso il Vangelo».
Sul valore accademico del volume e sull’importanza della ricerca storiografica, il prof. Gabriele Archetti ha commentato: «Le fonti, quando vengono utilizzate, sono un segno della verità e la verità proclamata è una garanzia per tutti. E i pregiudizi vengono sciolti come neve al sole».
Tra gli interventi, Rossella Perricone, presidente dell'Associazione Amici del Campus Bio-Medico di Roma ETS, ha illustrato come l'ispirazione cristiana e il messaggio di san Josemaría si traducano nella cura e nel lavoro di tutti i giorni: «Tradurre l'ispirazione cristiana nell'accoglienza dei malati significa saperli ascoltare e prendersi cura di loro a tutto tondo, partendo dalle necessità materiali, fisiche, psichiche e spirituali. Il filo conduttore è che qualsiasi persona può santificare la propria occupazione. Al Campus Bio-Medico, anche chi non fa parte dell'Opus Dei ne respira lo spirito: spirito di collaborazione, coerenza di vita, empatia e servizio».
«Non c'è cosa più bella - ha aggiunto infatti il prof. Gabriele Archetti - che partecipare alla comunità cristiana realizzando quella che è l'opera di Dio. È un messaggio straordinario che ricorda, in parte, anche quello di Francesco d'Assisi».
L'evento si è concluso con l'intervento di don Giovanni Manfrini, Vicario Regionale della Prelatura dell'Opus Dei in Italia, e del co-autore José Luis González Gullón, a testimonianza di una storia profondamente intrecciata alla vita della Chiesa e della società.

