Giovedì 24 settembre si è svolta, nel Salone Bottiglieri, sede centrale dell'Amministrazione Provinciale di Salerno, la presentazione del volume "Opus Dei. Una storia", organizzata dal Centro Culturale il Maestrale.
All’incontro è intervenuto José Luis González Gullón, autore del libro insieme a John F. Coverdale. Lo storico ha raccontato il lavoro alla base del volume, nato da cinque anni di ricerca condivisa e dall’esame di documenti dell’Archivio Generale della Prelatura dell’Opus Dei. A introdurre l’incontro è stato l'ingegnere Nicola Scafuro.
Tra i documenti che più lo hanno colpito, Gullón ha ricordato i resoconti degli incontri di san Josemaría Escrivá con i Papi, redatti dal suo segretario dopo i colloqui: fonti che permettono di conoscere non soltanto i fatti, ma anche la dimensione personale di quegli incontri.
"La vera storia dell'Opus Dei è la storia delle persone"
Durante l'incontro, Gullón si è soffermato su uno degli aspetti centrali del lavoro svolto insieme a Coverdale: raccontare una storia che non si limita alla crescita dell’istituzione o alla vita del fondatore.
"La vera storia dell’Opus Dei è la storia delle persone e delle famiglie dell’Opera", ha spiegato l'autore. Da questa consapevolezza è nata la scelta editoriale di dedicare un capitolo a donne e uomini comuni, per raccontare come il messaggio della santità nella vita quotidiana venga vissuto nel lavoro, nel matrimonio e nella famiglia.

Le domande del pubblico hanno poi permesso di approfondire il modo in cui tale messaggio viene trasmesso oggi. Alla domanda di una partecipante su come poter dare il proprio contributo all’Opera e a chi rivolgersi, Gullón ha parlato infatti della sfida di trasmettere la fede in un contesto diverso da quello di un secolo fa, sottolineando il valore del rapporto personale con Gesù e di un annuncio che passa da persona a persona.
Uno stesso spirito in culture diverse
Il confronto ha toccato anche la diffusione dell’Opus Dei in Paesi e culture differenti. Ripensando ai suoi viaggi in Kenya e India, Gullón ha raccontato di aver incontrato uno stesso spirito vissuto in modi diversi.
Una diversità che lo ha riportato al cuore del messaggio di san Josemaría: cercare Gesù nel luogo in cui ciascuno vive e lavora e trasmettere la fede attraverso i rapporti personali.
L’incontro di Salerno ha offerto così l’occasione per guardare alla storia dell’Opus Dei da due prospettive complementari: quella dei documenti, che permettono di ricostruirne quasi un secolo di vicende e quella delle persone e delle famiglie che, in Paesi e contesti diversi, ne vivono quotidianamente il messaggio.
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