Venerdì 20 marzo si è svolto a Cosenza un incontro per presentare il volume “Opus Dei, una storia”. L’evento, a cui ha partecipato anche l’autore del libro, José Luis Gonzalez Gullon, è stato condotto dal giornalista Pasqualino Pandullo, della Rai di Cosenza, e dalla dott.ssa Alessandra De Rosa, Presidente della Fondazione Santa Maria delle Vergini ETS di Cosenza.
Ad arricchire la serata sono stati anche i saluti e l’intervento di Klaus Algieri, Presidente della Confcommercio cosentina, che si è dimostrato particolarmente contento di ospitare l’iniziativa,e il prof. Giuseppe Chidichimo, Presidente dell’Accademia dei Fiumi, che ha organizzato l’incontro con l’aiuto di Luigi Senatore e don Alfonso Guijarro.
La stessa atmosfera dei primi centri dell’Opera
«800 pagine! Mi sono spaventata, sembrava un mattoncino» – ha descritto così, Alessandra De Rosa, il suo primo “problematico” approccio con “Opus Dei. Una Storia”. «Devo dire, però, - ha continuato - che leggendolo, l’ho trovato un dono inaspettato, un libro prezioso, dal quale si evince non solo che l’Opus Dei è una vera famiglia, scoperta di per sé già bellissima, ma anche che attraverso l’Opera – “Opus Dei”, appunto – Dio realizza la sua promessa: “Non vi lascerò mai orfani” (Gv 14,15-21)».
“Opus Dei. Una Storia”, a differenza di quanto possa suggerire il titolo, non è semplicemente un libro storico, ma “un libro di vita” che, grazie agli aneddoti e ai racconti su san Josemaría e i suoi figli spirituali, rappresenta uno stimolo formidabile ad essere cristiani autentici. «Leggendo questo libro ho avuto la sensazione di essere trasportata all’interno delle scene descritte, come se fossi in un film. - ha aggiunto Alessandra De Rosa - Sembrava quasi di poter respirare l’atmosfera che si viveva nei primi centri dell’Opera».
Una storia che è anche una storia personale
«La storia raccontata in questo libro - caratterizzato dal tono pacato di chi non ha nulla da nascondere, ma tanto da raccontare - si sviluppa a partire dal 1928, quando san Josemaría vide l’Opera, ed arriva fino ai giorni nostri, fino ad intrecciarsi alla mia storia personale. - racconta Pasqualino Pandullo - Io arrivai nella residenza universitaria RUI nel 1976, accompagnato da don Flavio Capucci, allora cappellano della residenza, poi postulatore della causa di canonizzazione di san Josemaría Escrivá. Da allora ho incontrato numerose persone dell’Opera che hanno lasciato un segno nella mia vita. Ma ciò che mi ha sorpreso maggiormente è stato trovare l’Opus Dei dovunque andassi, anche quando tornai a Cosenza. Non posso negare che l’Opera abbia lasciato una profonda impronta nella mia vita: non a caso mio figlio si chiama José María».
Successivamente José Luis González Gullón, autore di “Opus Dei. Una Storia”, ha raccontato com’è nato il libro:«Io sono uno storico: sono abituato più a descrivere il contesto che i dettagli. Ho sempre pensato che l’Opus Dei fosse trasparente, ma c’erano alcuni aspetti che volevo capire meglio. Per questo ho pensato di scrivere insieme a John Coverdale un libro sulla storia dell’Opera».
Un posto anche per il cuore femminile e materno
Giunti quasi al termine dell’incontro, Alessandra De Rosa ha sottolineato quanto l’abbia colpita la figura di Encarnita Ortega, una donna “intraprendente, piena di vita e di personalità”. «Encarnita fu una delle prime donne dell'Opus Dei - ha spiegato José Luis Gullón - Seguì san Josemaría a Roma e lo aiutò a capire che ruolo potessero avere le donne, con il loro cuore femminile e materno, nell’Opera».
“Opus Dei. Una storia” è disponibile in formato cartaceo presso Edizioni Ares e Amazon. Clicca per acquistarlo: Edizioni Ares e Amazon.

