“Essere di”, “essere con” ed “essere per”: il sacerdote

Un gruppo di sacerdoti e seminaristi si è riunito a Frascati per un incontro dedicato al tema “Ministero sacerdotale e promozione vocazionale tra i giovani”.

Opus Dei - “Essere di”, “essere con” ed “essere per”: il sacerdote

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre si è svolto a Frascati l’Incontro Estivo per Seminaristi, dedicato al tema Ministero sacerdotale e promozione vocazionale tra i giovani, anche in sintonia con gli argomenti del sinodo svoltosi nell'ottobre scorso.

I 40 partecipanti provenivano da 18 diocesi italiane, e da due paesi stranieri, Filippine e Salvador. Nel corso delle giornate c’è stata occasione anche per dei tempi di lavoro in piccoli gruppi, per condividere sfide, impegni e buone pratiche delle diverse diocesi di provenienza arricchendosi così vicendevolmente e scoprendo la creatività e l'audacia pastorale che caratterizza le Chiese locali dal nord al sud Italia.

il sacerdote deve maturare una sensibilità per le cose di Dio, per aiutare ciascuno a riconoscere cosa Dio sta operando in lui

La prima relazione è stata tenuta da mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, già responsabile, dal 2007 al 2012, del Servizio nazionale di pastorale giovanile della CEI. Attingendo alla sua grande esperienza di lavoro con i giovani, mons. Anselmi ha parlato delle caratteristiche delle diverse tappe dell’età giovanile, sottolineando come è importante nel lavoro pastorale seminare un senso vocazionale della vita.

In questo scenario la figura del sacerdote è importantissima: per la sua frequentazione con la Parola e l’azione di Dio, il sacerdote deve maturare una sensibilità per le cose di Dio, per aiutare ciascuno a riconoscere cosa Dio sta operando in lui, e smascherare le tentazioni che vengono dal maligno, che sempre si presentano in qualunque cammino vocazionale.

L’intervento di mons. Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza e visitatore dei Seminari italiani, ha tracciato un profilo del sacerdote mettendolo in relazione con la chiamata a suscitare risposte vocazionali. Nelle situazioni difficili, quando si percepisce una crisi di vocazioni, molti cercando una soluzione si chiedono come dobbiamo fare.

Ci vuole un impegno nell’“essere” che rende poi fecondo il “fare”.

Citando una risposta data da don Milani a chi gli chiedeva il segreto del suo lavoro educativo, mons. Manetti ha detto che la vera domanda non è come dobbiamo fare, ma come dobbiamo essere. Ci vuole un impegno nell’“essere” che rende poi fecondo il “fare”. Ecco quindi che il ruolo del sacerdote si può declinare in “essere di”, “essere con” ed “essere per”.

l'unità di vita del sacerdote è il frutto di una vita centrata in Cristo

Mons. Intini è partito da una descrizione di san Domenico, raccolta nell’ufficio delle letture della sua festa: nel sottolineare come la giovialità esterna del santo rivelava la compostezza del suo uomo interiore, queste parole portano alla nostra mente quanto il Concilio ha raccolto anche in Presbyterorum Ordinis, parlando dell’unità di vita del sacerdote, che non è che il frutto di una vita centrata su Cristo che porta a trasfigurare ogni cosa in Lui.

Momento culminante della settimana è stato l’incontro con papa Francesco e l’ascolto delle sue parole nell’udienza del mercoledì

Momento culminante della settimana è stato proprio l’incontro con papa Francesco e l’ascolto delle sue parole nell’udienza del mercoledì. Un seminarista di Ischia gli ha consegnato alcuni disegni fatti dai bambini di Casamicciola, per ringraziarlo della sua vicinanza e del suo affetto dopo il terremoto dell’anno scorso. Altri seminaristi di Palermo lo hanno salutato dandogli appuntamento in Sicilia, nell’imminente viaggio pastorale che il Papa avrebbe fatto il 15 settembre. A tutti è arrivato da parte del Papa un rosario benedetto da lui, un ricordo che aiuta a pregare per la sua persona e intenzioni.