Commento al Vangelo: Si mise anche lei a lodare Dio

Vangelo del sesto giorno dell’Ottava di Natale e commento al vangelo.

Opus Dei - Commento al Vangelo: Si mise anche lei a lodare Dio

Vangelo (Lc 2, 36-40)

C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della Tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.


Commento

Una prima considerazione su una cosa che sembra assolutamente secondaria in questo racconto del Vangelo: l’età di Anna. Ci vien detto che aveva compiuto ottantaquattro anni. Di solito si pensa che i migliori momenti siano quelli della gioventù e il periodo di tempo in cui abbiamo esercitato con successo la nostra professione, e così ci lamentiamo con grande nostalgia del trascorrere degli anni. Possiamo anche nutrire un certo disprezzo per gli anziani, che consideriamo persone poco utili o addirittura un peso. Il vangelo di oggi ci insegna tutto il contrario. Il meglio della lunga vita di questa donna, vedova da quando era ancora giovane, accade alla fine della sua esistenza: l’incontro con la Sacra famiglia e la conoscenza del Salvatore del mondo. A 84 anni diventa un apostolo di Cristo e parla dell’arrivo del Redentore a tutti quelli che aspettavano la redenzione d’Israele. L’età avanzata non è un ostacolo per ricevere la chiamata di Dio e compiere la nostra missione nel mondo.

Una volta che Maria e Giuseppe hanno presentato il bambino nel Tempio, come prescriveva la legge di Mosè, ritornarono a casa loro, a Nazaret, per riprendere a vivere come una normale famiglia. A san Josemaría piaceva contemplare la naturalezza con cui il Figlio di Dio è voluto vivere sulla terra, soprattutto nei trenta anni di vita nascosta, a Nazaret, e ci parlava della grandezza della vita normale, di come le attività quotidiane si possono santificare e costituiscono un vero cammino di santità che i normali cristiani possono percorrere.

Il passo del Vangelo che contempliamo oggi si conclude con la constatazione che il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e che la grazia di Dio era su di lui. È ciò che chiediamo al Signore per ciascuno di noi al termine della contemplazione di questo passo del Vangelo: che lo Spirito Santo ci fortifichi nelle tribolazioni e illumini i nostri pensieri con la sua sapienza, affinché traiamo beneficio dalle abbondanti grazie che riceviamo dal Signore.

Miguel Ángel Torres-Dulce