I partecipanti all’Incontro hanno approfondito insieme l’identità della fraternità sacerdotale e l’esigenza di formarsi negli anni del seminario, per corrispondere a questa importante dimensione della vocazione sacerdotale. I momenti culminanti dell’esperienza romana sono stati la partecipazione all’Udienza generale con il Santo Padre, la celebrazione della Santa Messa nel Santuario da parte di S. Em.za il Cardinale Julián Herranz e un suo colloquio aperto con i seminaristi, la Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta da S.E. Mons. Justo Mullor.
L’Incontro è stato organizzato e animato da sacerdoti della Prelatura dell’Opus Dei e sacerdoti di varie diocesi italiane che, diversi anni orsono, hanno dato vita a Iniziative Culturali Sacerdotali, una realtà di collaborazione sacerdotale che promuove incontri di studio e di aggiornamento pastorale, occasioni di fraternità sacerdotale e corsi di spiritualità per sacerdoti diocesani.
I seminaristi si sono dati appuntamento domenica 22 agosto presso il Santuario del Divino Amore: arrivavano da diocesi del sud, come Siracusa in Sicilia o del nord come Crema in Lombardia, dalla Romagna, come dalla Toscana e dall’Umbria, dalla Puglia e dalla Campania, dalla Basilicata e dalla Calabria. Non sono mancati anche seminaristi di altri Paesi, studenti a Roma, per arricchire ulteriormente il variegato contesto di questo Incontro romano. Tempo per sistemarsi nella accogliente Casa del Pellegrino e iniziare ad intessere un appassionante scambio di esperienze sul loro cammino verso il sacerdozio, in particolare su una dimensione rilevante della vita e del ministero sacerdotale a cui si preparano: la fraternità sacerdotale.

Inseriti nella storia e nella vita del Santuario tanto amato dai romani, sotto la guida del parroco e rettore, don Pasquale Silla, i partecipanti hanno potuto scoprire fin dall’inizio la presenza attiva della Madonna in queste giornate di approfondimento della fraternità sacerdotale, che è partecipazione e manifestazione peculiare del Divino Amore e che si sviluppa attraverso l’azione materna di Maria madre dei sacerdoti.
Le giornate dell’Incontro sono state intessute di momenti di preghiera – la meditazione quotidiana è stata guidata da don Giacinto Danieli, direttore spirituale del Seminario Patriarcale di Venezia, - della riflessione intellettuale, di visite alla città di Roma, allo scoperta di quelle ricchezze di arte cristiana, frutto della Fede qui seminata dagli apostoli Pietro e Paolo, che la caratterizzano in modo singolare e unico al mondo, e di momenti “di famiglia” in cui condividere grandi e piccole cose della comune esperienza del cammino verso il sacerdozio e del crescente impegno apostolico di ciascuno nelle realtà della propria diocesi. Tutto questo ha sviluppato un clima sinceramente e gradevolmente fraterno che è stato il contesto più fecondo per approfondire il tema del convegno.

L’itinerario di sviluppo dell’argomento è stato guidato da docenti di facoltà teologiche, come mons. Ennio Apeciti, del Seminario Arcivescovile di Milano, che ha tracciato il percorso storico della dimensione comunitaria del ministero sacerdotale, così come don Erio Castellucci, docente della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, che ha guidato la riflessione sulle radici teologiche della fraternità sacramentale (che trae origine dalla consacrazione sacerdotale), che ne evidenziano la specificità propria e peculiare.

Un intervento centrale e particolarmente vivace della riflessione è stato quello svolto da S.E. mons. Arturo Aiello, vescovo di Teano-Calvi che ha portato i seminaristi a cogliere che l’evoluzione delle modalità pastorali della nostra epoca va letta come opportunità offerta dallo Spirito Santo, che guida la Chiesa, affinché si sviluppi molto di più quanto l’insegnamento del Concilio Vaticano II ha approfondito sull’identità e sul significato della fraternità sacerdotale. Infine don Nazzareno Marconi, rettore del Seminario Regionale Umbro, ha guidato i partecipanti a trarre, da tutto il percorso di riflessione svolto, le indicazioni necessarie e decisive per la formazione che il seminario deve dare allo scopo di aiutare i seminaristi a identificare la genuina natura di questa dimensione propria del ministero ordinato e ad affrontare l’impegno di crescita nelle virtù umane e nelle disposizioni spirituali. Queste virtù e disposizioni permettano loro di sviluppare una fruttuosa relazione fraterna già ora con i compagni del seminario e, successivamente, con gli altri sacerdoti nella vita presbiterale.

Momento culminante dell’Incontro dei seminaristi è stata la partecipazione alla Udienza generale con il Santo Padre, a Castel Gandolfo, che per tutti ha rappresentato un momento importante di maturazione nell’unità alla Chiesa e al Papa, nella convinzione che il Papa si appoggia su ciascuno di noi e, quindi, della necessità di sostenerlo con l’affetto filiale e la preghiera. Le parole del Papa si sono inserite perfettamente nel clima dell'Incontro; diceva infatti: Cari fratelli e sorelle,nella vita di ciascuno di noi ci sono persone molto care, che sentiamo particolarmente vicine, alcune sono già nelle braccia di Dio, altre condividono ancora con noi il cammino della vita: sono i nostri genitori, i parenti, gli educatori; sono persone a cui abbiamo fatto del bene o da cui abbiamo ricevuto del bene; sono persone su cui sappiamo di poter contare. E’ importante, però, avere anche dei "compagni di viaggio" nel cammino della nostra vita cristiana: penso al Direttore spirituale, al Confessore, a persone con cui si può condividere la propria esperienza di fede, ma penso anche alla Vergine Maria e ai Santi. Ognuno dovrebbe avere qualche Santo che gli sia familiare, per sentirlo vicino con la preghiera e l’intercessione, ma anche per imitarlo.

Il Card. Julián Herranz, ospite d’eccezione dell’Incontro dei seminaristi, ha celebrato la Santa Messa nel Santuario ricordando nell’omelia, ad essi e ai pellegrini presenti, il significato profondo del titolo Divino Amore: ci parla di un Dio che ci ama alla follia, tanto da averci non solo mandato l’unico figlio, ma di aver permesso che morisse in croce per salvarci dai nostri peccati. Così – continuava – l’Onnipotenza Divina non si misura attraverso il Potere bensì attraverso l’Amore e l’amore divino passa attraverso la Croce. Ne è scaturita una lettura profonda dell’esigenza che ogni risposta di amore – nel matrimonio, come nel celibato sacerdotale o apostolico – deve sviluppare, per essere genuina e feconda: quella del sacrificio personale.
Dopo le visite guidate e le celebrazioni eucaristiche officiate nelle Basiliche di san Clemente Romano, Santa Maria in Domnica e Sant’Agnese, il coronamento dell’Incontro romano è stata la partecipazione al Sacrificio Eucaristico celebrato nella Basilica di San Pietro, all’Altare della Cattedra, da S.E. mons. Justo Mullor, seguito successivamente dalla professione di fede dinanzi alla tomba dell’Apostolo e dalla preghiera davanti a quella dei suoi santi successori, con particolare commozione davanti alla tomba di Giovanni Paolo II, che aveva sempre ricevuto e salutato e benedetto con affetto i seminaristi partecipanti a questo Incontro, e una volta anche li aveva invitati a partecipare alla sua Messa.