─ Padre. Vorrei chiederle, se può parlarci un po' di un tema, che lei, molte volte, ha trattato: affermando che benedice l’amore umano,
“con entrambi le mani di sacerdote”.
─ E che cosa vuoi che dica? Come potrei non benedire l’amore umano, se lo ha benedetto il Signore e lo ha consacrato, istituendo un sacramento che san Paolo dice essere: il grande sacramento; “Sacramentum Magnum”, lo chiama.
Il santo sacramento del matrimonio non è solo un contratto; È, allo stesso tempo, un contratto per il quale due, diventano una sola carne.
Attenzione, lo dice con forza, la Sacra Scrittura, ma in modo meraviglioso!
E io non posso fare a meno di amare quell’amore umano a cui il Signore mi ha chiesto di rinunciare – A me lo ha chiesto –. Ma lo amo negli altri:
lo amo nell’amore dei miei genitori; lo amo nel vostro amore,
nell’amore degli sposi tra loro. Non ti sorprenda che io vi benedica quell’amore, che il Signore ha consacrato con un sacramento, perché è un grande sacramento.
Allora, amatevi davvero, e, come vi consiglio sempre: marito e moglie, poche liti, eh? È meglio non giocare con la felicità. Cedete voi un pochino. Anche lui cederà. E poi, davanti ai figli non litigate; perché i bambini osservano tutto, perché i bambini giudicano subito. Non sanno che san Paolo ha scritto: “Qui iudicat Dominus est”, “è il Signore che giudica”.
E quindi si ergono a “signori giudici”, anche se hanno tre o quattro anni. E pensano: la mamma è cattiva, oppure il papà è cattivo. Ed è un guaio terribile! Povere creature! Che tragedia! Non siate responsabili di quella tragedia nei cuori dei vostri figli. Aspettate un pochino. Abbiate pazienza. E poi litigherete. Quando il bambino sarà addormentato, litigate, bene? Ma poco, sapendo che non avete ragione. E vi è già passata l’arrabbiatura, eh? Vi è passata la arrabbiatura e chi dei due crede di avere ragione, deve dire all’altro: “Scusami... perché, davvero, sono impaziente; e ti voglio bene con tutta l’anima.” E vi date un bell’abbraccio e fate pace. Una pace molto dolce.
