La libertà al centro della vita: intervista a una mamma di 9 figli

«Al tempo del liceo giocavo a pallavolo e una mia compagna di squadra mi invitò a un incontro in un centro dell’Opus Dei. Dopo l’università mi sono sposata e l’appartenenza all’Opera ha dato un profondo senso vocazionale al mio matrimonio. Il lavoro, la fatica i problemi, le contrarietà non mi hanno mai spaventato, non mi sono mai sentita sola», racconta la signora Fausta Gianella, mamma di 9 figli.

"La filiazione divina è il fondamento dello spirito dell’Opus Dei", diceva il fondatore. In che modo può una madre far crescere i figli con questa consapevolezza? La fortuna di avere una famiglia numerosa mi ha aiutato ad accogliere i figli come un dono che Dio ci affida per farli crescere nel suo amore. Ciò è possibile, anzitutto, attraverso l’esempio dei genitori, ma è pure importante metterli in contatto con altre persone che vivono la stessa esperienza familiare, senza però mai mancare al rispetto della libertà dei figli. Il figlio non ci appartiene, l’educazione deve tenere sempre conto delle scelte del ragazzo. Se questo non avvenisse, l’educazione diventa una «gabbia» da cui il figlio prima o poi scappa. 

Come vive la formazione ricevuta nell’Opus Dei?

L’Opus Dei insegna a mettere in pratica nelle circostanze quotidiane gli insegnamenti di Cristo: un sorriso regalato, la pazienza di accogliere con un sorriso il marito quando rientra, la fortezza per non tralasciare un rimprovero ai figli già grandi, ragionando con loro... Tutto questo non s’improvvisa, ma si prepara attraverso una vita fatta di preghiera e spiritualità.

Lei collabora a un club giovanile per ragazze. Che lavoro svolge?

Il Club Alzavola (l'anatra dei nostri laghi) è un porto di mare in cui approdano le nostre barche. È un centro per ragazze che organizza corsi per migliorare lo studio, imparare a cucinare, a svolgere attività ricreative, gite, visite, ecc. Alle ragazze si cerca d’insegnare il senso dell’amicizia, dello stare insieme. Le più grandi aiutano le piccole, con generosità, e imparano a crescere nelle virtù umane. Ci sono anche proposte per mamme e signore e, oltre alle attività spirituali, c’è la possibilità di seguire corsi di teologia, bioetica, pedagogia...

E una mamma invece come vive la missione dell’apostolato?

Nell’Opus Dei ho conosciuto molte persone che sono diventate mie amiche, ma è capitato anche che mie amiche sono diventate dell’Opus Dei. L’amicizia vera cerca il bene dell’altro, si approfondisce e si fa sincera quando mette in comune le cose significative dell’esistenza. Dialogando con altre mamme sulla vita familiare, senza prediche, cerco di mostrare loro la bellezza della vita cristiana. Ma è anche importante saper ascoltare gli altri. Ho trovato molte persone che si sono confidate con me e così arriva il momento in cui posso aiutarle. Per me l’apostolato non è un obbligo. Mi sento infatti spinta dal vivo desiderio di partecipare ad altri qualcosa della mia esperienza, facendo sì che anch’essi incontrino e amino Cristo.

  • Giornale del Popolo – Lugano