Il prelato all’inaugurazione del nuovo anno accademico della Pontificia Università della Santa Croce

Questa mattina mons. Fernando Ocáriz, in qualità di Gran Cancelliere, ha presieduto l’inaugurazione dell'Anno Accademico 2019/2020 della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.

Opus Dei - Il prelato all’inaugurazione del nuovo anno accademico della Pontificia Università della Santa Croce

Mons. Fernando Ocáriz ha presieduto l’atto ufficiale di inizio del trentacinquesimo anno accademico della Pontificia Università della Santa Croce. Prima della cerimonia, il prelato dell’Opus Dei ha celebrato la Santa Messa alla presenza di professori e dipendenti dell’Università, ricordando nell’omelia che “neppure lo studio della teologia, della filosofia, del diritto canonico o della comunicazione istituzionale, può restare scollegato dai problemi e dagli interrogativi della vita concreta delle persone che ci stanno intorno”.

L’intervento del prelato dell’Opus Dei è stato preceduto dalla Lezione inaugurale del professore di Retorica Alberto Gil, dal titolo: Retorica e Università, due sorelle inseparabili. Dopo una rapida retrospettiva storica del rapporto tra lo studio della retorica e la formazione dell’università, il professor Gil ha cercato la sintesi nelle parole del fondatore dell’Università Pontificia della Santa Croce, il beato Álvaro del Portillo: "Il lavoro universitario richiede (...) anzitutto un rapporto individuale, personalizzato, tra professori e studenti"[1] .

Il lavoro universitario richiede un rapporto individuale, personalizzato, tra professori e studenti (Beato Álvaro)

Con il fine di approfondire in che modo retorica e università concorrono alla ricerca della verità, Gil ha ripreso un punto dell’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI: “Perché piena di verità, la carità può essere dall'uomo compresa nella sua ricchezza di valori, condivisa e comunicata. La verità, infatti, è “lógos” che crea “diá-logos” e quindi comunicazione e comunione"[2].

Dopo aver reso omaggio ad alcuni dei precedenti rettori dell’Università con dei piccoli smalti di una statua della Madonna presente nella cappella universitaria, mons. Fernando Ocáriz ha preso la parola, iniziando dal commento di un punto molto importante degli statuti dell’Università: “Mediante la ricerca, lo studio e l’insegnamento delle scienze ecclesiastiche (...) l’Università intende servire la Chiesa in piena e fedele unione con il suo Magistero, cooperando in tal modo con il Romano Pontefice nella sua sollecitudine per tutte le Chiese”[3]. Ricordando che in questi giorni sta avendo luogo un Sinodo, ha sottolineato come venga “spontaneo considerare che l’intero sistema universitario è strettamente collegato alla missione evangelizzatrice della Chiesa”.

Nella parte centrale del suo intervento, il Gran Cancelliere ha affermato che “si sente la mancanza di una visione sapienziale in ogni disciplina”, e ha sottolineato l’importanza di un approccio profondamente interdisciplinare, anche alla luce della costituzione apostolica Veritatis Gaudium, nella quale si chiede un “rinnovamento sapiente e coraggioso”[4] degli studi ecclesiastici.

La verità crea “diá-logos” e quindi comunicazione e comunione (Benedetto XVI)

Per concludere, mons. Fernando Ocáriz ha ricordato la centralità della terza missione dell’Università (oltre all’insegnamento e alla ricerca), quella profondamente collegata con lo spirito dell’Opus Dei e di quanto ci ha trasmesso san Josemaría: aiutare le persone nella “ricerca della pienezza di vita cristiana nelle realtà secolari e nella vita quotidiana”.

Sul sito della Pontificia Università della Santa Croce è possibile trovare i testi integrali dell'omelia e il discorso di mons. Fernando Ocáriz.


[1] Beato Álvaro del Portillo, Rendere amabile la verità, pag. 622

[2] Benedetto XVI, Caritas in Veritate, n. 4

[3] Pontificia Università della Santa Croce, Statuti, Articolo 3, n.1

[4] Francesco, Veritatis Gaudium, n.3