Festa di San Giuseppe Lavoratore: sei testi del prelato dell’Opus Dei

L'uomo che visse sotto lo stesso tetto di Dio. Un artigiano che fuggiva di notte senza comprendere, che obbediva senza protestare. Sei testi di mons. Fernando Ocáriz per avvicinarci a san Giuseppe e imparare da lui.

Speranza nei cieli

Meditazione del 19-III-2025

Abbiamo piena fiducia che non ci lasci soli, che potremo sempre contare sul tuo aiuto e che saremo fedeli… se lo vogliamo. Signore, oggi rinnoviamo questa aspirazione: vogliamo essere fedeli. Sappiamo che se vogliamo lo saremo, perché la tua grazia non ci verrà mai meno. Pertanto, possiamo stare sicuri, nutrire una speranza certa, basata non sulle nostre forze ma sul tuo potere, sul tuo amore. Oggi, ti chiediamo di concederci, come a san Josemaría, la certezza dell’impossibile. L’impossibile che vogliamo vivere e guadagnarci è, anzitutto, la nostra santità.

Rinnovare la nostra dedizione a Dio

Meditazione del 19-III-2025

Vogliamo che tutto ciò che è nostro sia di Dio: il lavoro, il riposo, le distrazioni, i sogni, i dispiaceri e le sofferenze… tutto, perché ogni cosa può essere del Signore ed Egli vuole che tutto gli appartenga come gli apparteniamo noi, che aspiriamo a essere ipse Christus, lo stesso Cristo.

Lo siamo e lo saremo sempre più se rinnoviamo la nostra dedizione a Lui con la grazia di Dio, che non ci manca e non ci verrà mai meno. Tutta la forza necessaria per dare compimento a questo desiderio sincero di fedeltà rinnovata risiede proprio là dove la si deve cercare, esclusivamente nel Signore. La possiamo trovare, pertanto, nell’Eucaristia, momento centrale di ogni nostra giornata, dove viviamo un’unione intima e reale con Cristo, un’identificazione fisica con il Signore. Lì viviamo anche l’ite ad Ioseph, «andate da Giuseppe».

Oggi possiamo chiedere a san Giuseppe di aiutarci a essere anime eucaristiche, di farci imparare a “metterci fin dentro il tabernacolo” per trovarvi la forza per essere fedeli, per rinnovare quotidianamente la nostra fedeltà, farne davvero una realtà nuova.

Il nome di Giuseppe

Meditazione del 19-III-2025

«In ebraico, il nome Giuseppe significa Dio aggiungerà. Dio aggiunge alla vita santa di coloro che compiono la sua volontà una dimensione insospettata: quella veramente importante, quella che dà valore a tutte le cose, quella divina» (È Gesù che passa, n. 40). Anche con le minuzie della nostra vita di lavoro e di preghiera, arriviamo al mondo intero, tocchiamo orizzonti sconfinati. La grandezza delle nostre opere la fa il Signore, la decide Lui. Persino le cose più insignificanti, che ti offriamo, Signore, vanno a vantaggio di tutto il mondo, di tutte le regioni, di tutte le iniziative. Anche le attività che ci sembrano di poca importanza e che forse, viste con occhi umani, lo sono, limitate nel tempo, Tu puoi estenderle fino ai più remoti confini, alle anime più vicine e più distanti. Fedeli, vale la pena.