Cos’è il Sinodo?

Sin dai primissimi anni e con l'esempio degli Apostoli, la Chiesa si riunisce per discutere le questioni che hanno bisogno di approfondimento e di studio. In questo articolo spieghiamo come funziona e a cosa serve un sinodo, come quello dei giovani iniziato oggi.

Opus Dei - Cos’è il Sinodo?

Sin dai primissimi anni e con l'esempio degli Apostoli, la Chiesa si riunisce per discutere le questioni che hanno bisogno di approfondimento e di studio. Quest'anno (dal 3-28 ottobre 2018) una rappresentanza dei vescovi di tutto il mondo si incontrerà per trovare soluzioni e proposte per accompagnare al meglio le nuove generazioni a diventare i protagonisti del mondo di domani. "Congedatisi, discesero ad Antiochia e riunita la comunità consegnarono la lettera. Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva" (At 15,30-31). In questo articolo spieghiamo come funziona e a cosa serve un sinodo.


Cos'è il Sinodo

Il sinodo dei Vescovi è un’assemblea che riunisce i rappresentanti dei vescovi di tutto il mondo ed ha il compito di essere d’aiuto al Papa nel governo della Chiesa con i suoi consigli. Questa istituzione fu creata da Paolo VI nel 1965 nel corso del Concilio Vaticano II.

Di che si parla durante il Sinodo?

Il Sinodo che luogo quest’anno è intitolato I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, avrà come tema per l’appunto quello dei giovani. Secondo la metodologia sinodale il tema viene scelto per il suo carattere universale (cioè che riguardi tutta la Chiesa) e per la sua attualità e urgenza. Oltretutto è richiesto che abbia un’applicazione pastorale e una solida base dottrinale, e infine è necessario che il tema sia attuabile, cioè che le risoluzioni raggiunte nel corso dell’assemblea possano essere veramente messe in pratica.

L’ultimo Sinodo dei Vescovi avvenuto nella Chiesa Cattolica è stato quello sulla famiglia, ha avuto la durata di un anno e si è svolto tra il 2014 e il 2015.

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Come funziona il Sinodo?

Un Sinodo viene sempre convocato e presieduto dal Papa. In un primo momento il Papa convoca l’assemblea e sceglie un tema secondo i criteri di cui sopra. Successivamente, in seguito a una prima consultazione, viene redatto un documento l’Instrumentum Laboris che fungerà da traccia per tutta la durata dell’assemblea. Al termine dei 25 giorni di lavori verrà invece redatto e consegnato al Papa un Documento Finale contenente le risoluzioni dell’assemblea sinodale presentate sotto forma di proposte e riflessioni.

Nel caso di questo Sinodo sono stati consultati i giovani di tutto il mondo i quali hanno raccolto i temi e le domande che vorrebbero si discutessero all’interno dell’assemblea.

Le regole con cui viene condotto un Sinodo dei Vescovi sono scritte nel Codice di diritto canonico (can 342-348).

Cosa cambia nel Sinodo di quest’anno

Con un documento pubblicato il 18 settembre 2018, Papa Francesco ha fatto in modo che vengano tradotti in norma le modalità che hanno caratterizzato i sinodi degli ultimi anni.

L'aspetto più importante è che il Sinodo dovrà essere il risultato di una consultazione dei fedeli nelle diocesi. L’ascolto diventa così spina dorsale della prassi sinodale. Si può suddividere il processo in 3 fasi: ascolto, decisione e attuazione.

Chi partecipa al Sinodo

Partecipano al Sinodo i vescovi eletti dalle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, altri vescovi, sacerdoti e membri di nomina pontificia e infine anche laici che sono invitati per le proprie competenze.

Il Sinodo di quest'anno – ci ricorda Papa Francesco – «è il Sinodo per e di tutti i giovani! I giovani sono i protagonisti. “Ma anche i giovani che si sentono agnostici?”. Sì! “Anche i giovani che hanno la fede tiepida?”. Sì! “Anche i giovani che sono lontani dalla Chiesa?”. Sì! “Anche i giovani che – non so se c’è qualcuno… forse ci sarà qualcuno – i giovani che si sentono atei?”. Sì! Questo è il Sinodo dei giovani, e noi tutti vogliamo ascoltarvi. Ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri, ha qualcosa da dire agli adulti, ha qualcosa da dire ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa! Tutti abbiamo bisogno di ascoltarvi».