Che cos’è il Battesimo?

Perché Gesù si è battezzato? In questo articolo le risposte a questa e alle altre domande più abituali sul sacramento del Battesimo: che cos’è, l’origine della denominazione, quando è cominciata nella Chiesa la pratica del Battesimo e come viene celebrato questo sacramento.

Testi di vita cristiana
Opus Dei - Che cos’è il Battesimo?

Sommario

1. Che cos’è il Battesimo?

2. Da dove nasce il nome del Battesimo?

3. Perché Gesù si è battezzato?

4. Da quando nella Chiesa si battezza?

5. Come viene celebrato il sacramento del Battesimo?

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Siamo chiamati a vivere il nostro Battesimo ogni giorno, come realtà attuale nella nostra esistenza. Se riusciamo a seguire Gesù e a rimanere nella Chiesa, pur con i nostri limiti, con le nostre fragilità e i nostri peccati, è proprio per il Sacramento nel quale siamo diventati nuove creature e siamo stati rivestiti di Cristo (Papa Francesco, Udienza dell’8 gennaio 2014).

1. Che cos’è il Battesimo?

Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1213).

2. Da dove nasce il nome del Battesimo?

Lo si chiama Battesimo dal rito principale con il quale è compiuto: battezzare (baptizein in greco) significa “tuffare”, “immergere”; la “immersione” nell'acqua è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui, quale “nuova creatura” (2 Cor 5,17; Gal 6,15).

Questo sacramento è anche chiamato il “lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt 3,5), poiché significa e realizza quella nascita dall'acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno “può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5).

Poiché nel Battesimo ha ricevuto il Verbo, “la luce vera che illumina ogni uomo” (Gv 1,9), il battezzato è divenuto “figlio della luce” e “luce” egli stesso (Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1214, 1215, 1216).

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Mediante il Battesimo, siamo portatori della parola di Cristo, che rasserena, che accende e acquieta le coscienze ferite. E perché il Signore operi in noi e per mezzo di noi, dobbiamo dirgli che siamo disposti a lottare ogni giorno, anche se ci vediamo deboli e inetti, anche se percepiamo il peso immenso delle nostre miserie personali, della nostra indigente debolezza. Dobbiamo ripetergli che confidiamo in Lui, nella sua assistenza: se è necessario, come Abramo, contro ogni speranza. Lavoreremo così con rinnovato impegno e insegneremo agli uomini a reagire con serenità, liberi da odio, da sospetti, da ignoranze, da incomprensioni, da pessimismi, perché Dio può tutto (Amici di Dio, 210).

Non ci sono cristiani di seconda classe, tenuti a praticare soltanto una versione ridotta del Vangelo: tutti abbiamo ricevuto un medesimo Battesimo, e pur nella grande diversità di carismi e di situazioni umane, uno solo è lo Spirito che elargisce i doni divini, una sola è la fede, una sola la speranza, una sola la carità Possiamo quindi considerare come rivolta a noi la domanda dell'Apostolo: non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?, e possiamo prenderla come un invito a un rapporto più personale e diretto con Dio (È Gesù che passa, 134).

3. Perché Gesù si è battezzato?

Gesù dà inizio alla sua vita pubblica dopo essersi fatto battezzare da san Giovanni Battista nel Giordano e, dopo la sua Risurrezione, affida agli Apostoli questa missione: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato”.

Nostro Signore si è volontariamente sottoposto al Battesimo di san Giovanni, quando lo Spirito scende ora su di Lui, e il Padre manifesta Gesù come il suo “Figlio prediletto”.

Con la sua Morte e Risurrezione Cristo ha aperto a tutti gli uomini le sorgenti della grazia: Perciò il battesimo della Chiesa cancella il peccato originale e ci rende figli di Dio (Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1223, 1224, 1225).

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In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui [...]. Ed ecco una voce dal cielo che disse: – Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3, 13.17).

Con il Battesimo, Dio nostro Padre ha preso possesso della nostra vita, ci ha incorporati alla vita di Cristo e ci ha mandato lo Spirito Santo.

La forza e il potere di Dio illuminano la faccia della terra. Faremo ardere il mondo, nelle fiamme del fuoco che sei venuto a portare sulla terra!... E la luce della tua verità, Gesù nostro, illuminerà le intelligenze, in un giorno senza fine.

Io ti sento esclamare, mio Re, con voce viva, tuttora vibrante. “Ignem veni mittere in terram, et quid volo nisi ut accendatur?”. — E rispondo — con tutto me stesso — con i miei sensi e le mie facoltà: “Ecce ego: quia vocasti me!”.

Il Signore ha posto nella tua anima un sigillo indelebile, per mezzo del Battesimo: sei figlio di Dio.

Bambino: non ardi dal desiderio di far sì che tutti lo amino? (Santo Rosario, Primo mistero della luce).

Questo è il grande ardimento della fede cristiana: proclamare il valore e la dignità della natura umana e affermare che, mediante la grazia che ci eleva all'ordine soprannaturale, siamo stati creati per conseguire la dignità di figli di Dio. Tanta audacia sarebbe davvero impossibile se non si basasse sul decreto di salvezza di Dio Padre e non fosse stata confermata dal sangue di Cristo, e riaffermata e resa possibile dall'azione incessante dello Spirito Santo.

La coscienza della grandezza della dignità umana — particolarmente eminente e ineffabile, per il fatto di essere stati fatti, per la grazia, figli di Dio — forma, assieme all'umiltà, una cosa sola nel cristiano, dato che non sono le nostre forze a salvarci e a darci la vita, bensì il favore divino (È Gesù che passa, 133).

4. Da quando nella Chiesa si battezza?

Dal giorno della Pentecoste la Chiesa ha celebrato e amministrato il santo Battesimo. Infatti san Pietro, alla folla sconvolta dalla sua predicazione, dichiara: “Pentitevi, e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo” (At 2,38). Gli Apostoli e i loro collaboratori offrono il Battesimo a chiunque crede in Gesù: giudei, timorati di Dio, pagani. Il Battesimo appare sempre legato alla fede: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia”, dichiara san Paolo al suo carceriere a Filippi. Il racconto continua: “Subito il carceriere si fece battezzare con tutti i suoi”.

Secondo l'apostolo san Paolo, mediante il Battesimo il credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto e con lui risuscita: «O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6, 3-4).

I battezzati si sono “rivestiti di Cristo”. Mediante l'azione dello Spirito Santo, il Battesimo è un lavacro che purifica, santifica e giustifica (Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1226, 1227).

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Vorrei farvi riflettere su un punto fondamentale, che ci mette di fronte alle nostre responsabilità di coscienza. Nessuno può scegliere per noi: Il grado supremo della dignità degli uomini consiste in questo: da sé, e non per intervento di altri, possono dirigersi al bene. Molti di noi hanno ereditato dai genitori la fede cattolica e, per grazia di Dio, da quando abbiamo ricevuto il battesimo, poco dopo la nascita, è incominciata la vita soprannaturale nell'anima. Ma nel corso della nostra esistenza — e anche nel corso di ogni nostra giornata — dobbiamo rinnovare la decisione di amare Dio al di sopra di tutte le cose. È cristiano, voglio dire, vero cristiano, colui che si sottomette all'autorità dell'unico Verbo di Dio, senza dettare condizioni, pronto a resistere alla tentazione diabolica con lo stesso comportamento di Cristo: adora il Signore Dio tuo, e a lui solo rendi culto (Amici di Dio, 27).

È apostolo il cristiano che si sente innestato in Cristo, identificato con Cristo a motivo del suo Battesimo; reso idoneo a lottare per Cristo grazie alla Confermazione; chiamato a servire Dio attraverso il proprio agire nel mondo in virtù del sacerdozio comune dei fedeli, che conferisce una certa partecipazione al sacerdozio di Cristo, la quale, pur essendo essenzialmente diversa da quella del sacerdozio ministeriale, rende idonei a prendere parte al culto della Chiesa e ad aiutare gli uomini nel loro cammino verso Dio, con la testimonianza della parola e dell'esempio, con l'orazione e l'espiazione.

Ciascuno di noi dev'essere ipse Christus. Egli è l'unico mediatore tra Dio e gli uomini; e noi ci uniamo a Lui per offrire, con Lui, tutte le cose al Padre. La nostra vocazione di figli di Dio, in mezzo al mondo, esige da noi non solo la ricerca della santità personale, ma ci spinge anche a percorrere tutti i cammini della terra per trasformarli in varchi, aperti in mezzo agli ostacoli, che conducono le anime al Signore; ci spinge a prendere parte, come cittadini, a tutte le attività temporali, per essere lievito che fa fermentare tutta la massa (È Gesù che passa, 120).

5. Come viene celebrato il sacramento del Battesimo?

Il rito essenziale del sacramento del Battesimo significa e opera la morte al peccato e l'ingresso nella vita della Santissima Trinità attraverso la configurazione al mistero pasquale di Cristo. Il Battesimo viene compiuto nel modo più significativo per mezzo della triplice immersione nell'acqua battesimale. Ma fin dall'antichità può anche essere conferito versando per tre volte l'acqua sul capo del candidato.

Nella Chiesa latina questa triplice infusione è accompagnata dalle parole del ministro: "N., io ti battezzo nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo". Nelle liturgie orientali, mentre il catecumeno è rivolto verso l'Oriente, il sacerdote dice: "Il servo di Dio, N. , è battezzato nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo". E con l'invocazione di ogni persona della Santissima Trinità, lo immerge nell'acqua e lo risolleva.

L' unzione con il sacro crisma, olio profumato consacrato dal vescovo, significa il dono dello Spirito Santo elargito al nuovo battezzato. Egli è divenuto un cristiano, ossia "unto" di Spirito Santo, incorporato a Cristo, che è unto sacerdote, profeta e re (Cfr. Rituale romano, Rito del battesimo dei bambini, 62).

Nella liturgia delle Chiese orientali, l'unzione post-battesimale costituisce il sacramento della Crismazione (Confermazione). Nella liturgia romana, essa annunzia una seconda unzione con il sacro crisma che sarà effettuata dal vescovo: cioè il sacramento della Confermazione, il quale, per così dire, "conferma" e porta a compimento l'unzione battesimale.

La veste bianca significa che il battezzato si è "rivestito di Cristo" (Gal 3, 27): egli è risorto con Cristo. La candela, accesa al cero pasquale, significa che Cristo ha illuminato il neofita. In Cristo i battezzati sono "la luce del mondo" (Mt 5, 14: cfr. Fil 2, 15).

Il nuovo battezzato è ora figlio di Dio nel Figlio Unigenito. Può dire la preghiera dei figli di Dio: il Padre nostro (Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1239-1243).

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Il battesimo ci rende “fideles” — fedeli, parola che, come l'altra, “sancti” — santi, i primi seguaci di Gesù usavano per indicarsi tra di loro, e che ancor oggi è in uso: si parla dei “fedeli” della Chiesa.

— Pensaci!

Con il Battesimo, Dio nostro Padre ha preso possesso della nostra vita, ci ha incorporati alla vita di Cristo e ci ha mandato lo Spirito Santo. Il Signore — dice la Scrittura — ci ha salvati mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

L'esperienza della nostra debolezza e delle nostre cadute, lo scandalo che può produrre la vista penosa della pochezza o addirittura della meschinità di taluni che si chiamano cristiani, l'apparente insuccesso e lo sbandamento di talune iniziative apostoliche, tutte queste cose — che rappresentano una verifica della realtà del peccato e dei limiti umani — possono però mettere a dura prova la nostra fede, tanto che possono insinuarsi la tentazione e il dubbio: dove sono la forza e il potere di Dio? È il momento di reagire, di esercitare in modo più puro e più energico la nostra speranza, e quindi di rendere più solida la nostra fedeltà (È Gesù che passa, 128).

La migliore manifestazione di gratitudine a Dio è amare appassionatamente la nostra condizione di figli suoi (Forgia, 333).

Vorrei ora che considerassimo insieme quella sorgente di grazia divina, quella meravigliosa manifestazione della misericordia di Dio che sono i Sacramenti. Meditiamo lentamente la definizione che di essi dà il Catechismo di san Pio V: Segni sensibili che producono la grazia, e al tempo stesso la manifestano, come ponendola dinanzi agli occhi. Dio Nostro Signore è infinito, il suo amore è inesauribile, la sua clemenza e la sua pietà verso di noi non hanno limiti: e benché ci conceda la sua grazia in tanti altri modi, ha istituito espressamente e liberamente — solo Lui poteva farlo — quei sette segni efficaci per mezzo dei quali, in modo stabile, semplice e accessibile a tutti, gli uomini possono partecipare ai meriti della Redenzione (È Gesù che passa, 78).